Immigrazione, l’assemblea di Azione a Lecco: “Non basta un ddl”

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marco belladitta

Riunione provinciale il 6 febbraio sul tema sicurezza

Belladitta: “Fenomeno strutturale, non emergenza”

LECCO – Si è riunita venerdì 6 febbraio a Lecco l’assemblea provinciale di Azione. Al centro della discussione, una riflessione sulla gestione della sicurezza e dell’immigrazione, dopo il via libera del Consiglio dei Ministri al disegno di legge sull’immigrazione.

Queste le parole di Marco Belladitta, referente dell’Assemblea provinciale di Azione Lecco: “Il ddl ha l’obiettivo dichiarato di rafforzare il governo dei flussi e recepire il nuovo quadro europeo, ma il rischio evidente è che, ancora una volta, si risponda a un fenomeno strutturale con uno strumento parziale. L’immigrazione non è un’emergenza ciclica da affrontare a colpi di ddl: è una realtà permanente che richiede una riforma organica e complessiva dell’intero sistema“.

“Il provvedimento in questione interviene su asilo, trattenimenti, rimpatri e sicurezza delle frontiere, ma lascia irrisolta la questione centrale: la frammentazione delle politiche migratorie – ha aggiunto Belladitta -. Governare davvero l’immigrazione significa tenere insieme ingressi regolari, accoglienza, integrazione, rimpatri e cittadinanza, superando la logica degli interventi settoriali”.

Un passaggio riguarda l’ingresso per lavoro: “Continuare a basarsi su strumenti rigidi e scollegati dai reali fabbisogni produttivi alimenta irregolarità e sfruttamento. Il ddl non scioglie questo nodo e finisce per concentrarsi quasi esclusivamente sulla dimensione del controllo, lasciando sullo sfondo il ruolo economico e sociale della migrazione”.

Sul fronte dell’asilo, è stato sottolineato che “il problema non è la presenza di tutele, ma l’inefficienza del sistema. Procedure lente e competenze disperse producono un limbo che penalizza sia chi ha diritto alla protezione sia chi non ne ha titolo”. Accelerare le procedure, si è evidenziato, “è necessario, ma solo se accompagnato da garanzie effettive”.

Secondo Belladitta, il ddl appare incompleto anche perché “non affronta la necessità di una governance unica”. Da qui il richiamo all’istituzione di “una Agenzia nazionale per le migrazioni, capace di coordinare in modo stabile ingressi, accoglienza, asilo, integrazione e rimpatri”. In assenza di una struttura dedicata, “il sistema continuerà a reggersi su soluzioni emergenziali e su un carico eccessivo scaricato sugli enti locali”.

Altro elemento considerato critico è lo “sguardo rivolto quasi esclusivamente ai flussi futuri”, con il rischio di trascurare “le persone già presenti sul territorio, spesso bloccate in situazioni giuridiche incerte”.

In conclusione, Azione ha richiamato “la tutela dello Stato di diritto” come presupposto di ogni politica migratoria efficace: “La sicurezza non nasce dalla compressione dei diritti, ma dalla loro applicazione coerente. Senza questo equilibrio, nessun ddl potrà produrre risultati duraturi”.