Per cercare di guadagnare tempo prezioso, i genitori e il neonato sono stati accompagnati all’ospedale sull’auto di servizio dei Carabinieri
Attualmente la salma è sotto sequestro per consentire gli accertamenti medico-legali disposti dalla magistratura
VERDERIO – La corsa disperata con l’auto dei Carabinieri verso l’ospedale San Leopoldo Mandic di Merate non è bastata a salvare la vita di un neonato di appena un mese. Il piccolo, residente con la sua famiglia a Verderio, è deceduto oggi – sabato 17 gennaio – dopo che i genitori lo hanno trovato privo di sensi.
Secondo quanto ricostruito sino ad ora, la mamma si è svegliata attorno a mezzogiorno: ha raccontato di aver allattato il figlio la mattina, verso le 7, e di essersi poi riaddormentata con lui nel letto matrimoniale. Al risveglio, però, il neonato non dava segni di vita: era cianotico e non respirava.
La chiamata al 112 ha attivato immediatamente i soccorsi. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Radiomobile di Merate e l’ambulanza del 118. La scena è stata drammatica: il padre, con il piccolo tra le braccia, ha affidato il figlio a uno dei militari per tentare di accelerare il trasferimento al pronto soccorso.
Per cercare di guadagnare tempo prezioso, i genitori e il neonato sono stati accompagnati all’ospedale sull’auto di servizio dei Carabinieri, con i militari che hanno attivato sirene e lampeggianti. Nonostante l’arrivo tempestivo al Mandic e i tentativi di rianimazione, per il piccolo non c’è stato nulla da fare: il decesso è stato constatato poco dopo l’ingresso in pronto soccorso.
I genitori, entrambi sotto choc, hanno altri due figli che in quel momento si trovavano dai nonni. Attualmente la salma è sotto sequestro per consentire gli accertamenti medico-legali disposti dalla magistratura, che dovrà stabilire le cause del tragico decesso.

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