Lavoro. Aperto il Laboratorio per l’occupabilità. Taglio dal nastro al Fiocchi

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Il presidente di Confindustria, Lorenzo Riva, e il preside del Fiocchi, Claudio Lafranconi, tagliano il nastro del nuovo laboratorio per l'occupabilità

Macchine all’avanguardia e aule didattiche per imparare il lavoro in fabbrica

Al Fiocchi un laboratorio per gli studenti ma anche per disoccupati in cerca di nuovo impiego

LECCO – Chiamarlo laboratorio è riduttivo: quello che è stato inaugurato all’istituto Fiocchi, come sottolineato dagli stessi promotori del progetto, è un’azienda in miniatura dove studenti e inoccupati potranno sperimentare il lavoro in un ambiente analogo a quello delle industrie del territorio, utilizzando strumentazioni di ultima generazione e partecipare attivamente alle fasi del processo produttivo.

Un sogno nato quattro anni fa tra i dirigenti dell’istituto Fiocchi, capofila del progetto, e reso possibile da un primo finanziamento del Ministero dell’Istruzione per 750 mila euro a cui sono aggiunti i contributi di partner pubblici e privati fino a raggiungere un importo complessivo di 1,2 milioni di euro.

Il preside Claudio Lafranconi e il presidente di Confindustria Lorenzo Riva

“Scuole, aziende, associazioni di categoria, istituzioni e professionisti della provincia di Lecco e di Sondrio, sono tanti i soggetti che hanno dato il loro contributo – ha sottolineato il preside del Fiocchi, Claudio Lafranconi – questo progetto non è dell’istituto Fiocchi ma è di tutto il territorio, da Livigno alla Brianza”.

Imparare il lavoro a scuola o riqualificarsi

L’obiettivo principale, ha spiegato il preside Lafranconi, è fornire un luogo e gli strumenti per orientare la didattica delle scuole verso la vocazione industriale del territorio, lavorando con macchinari all’altezza dell’ultima rivoluzione tecnologica che ha profondamente cambiato l’ambiente della fabbrica e innalzato il livello di competenze richieste dalle imprese ai lavoratori.

Competenze che ora gli studenti potranno sviluppare prima del loro ingresso in azienda facilitando il loro collocamento a conclusione del loro percorso scolastico. Non sono però solo gli studenti i destinatari del progetto: il laboratorio è l’opportunità anche di sviluppare percorsi di formazione per lavoratori usciti da aziende in crisi o disoccupati, che possono riqualificarsi in una mansione diversa dalla loro esperienza pregressa, per trovare impiego nelle imprese che necessitano specifiche figure professionali.

In sala imprenditori e partner del progetto

“Lo facciamo per i nostri ragazzi, il nostro futuro, ma anche per quei lavoratori non più giovanissimi che devono ricollocarsi e qui possono avere una formazione che renda più semplice la loro assunzione in altre aziende – ha spiegato Lorenzo Riva di Confindustria Lecco Sondrio, partner principale del progetto – Questo laboratorio è una vera e propria fabbrica, dove i ragazzi possono imparare a lavorare per davvero”.

Il laboratorio

E’ uno spazio di ben 500 metri quadrati, in cui era ospitata la vecchia officina dell’istituto con torni e frese oggi trasferita in una altra ala dell’istituto, dove hanno trovato posto due aule didattiche accessibili in remoto anche dalle altre scuole, un laboratorio di automazione e un laboratorio di chimica, un tornio e una fresatrice entrambi di ultima generazione, un laboratorio metrologico ed una stampante flessografica donata dalla Omet di Lecco che rappresenta il ‘cuore’ del laboratorio.

La stampante flessografica donata da Omet. Nella foto da sinistra il sindaco Brivio, il preside Lafranconi, Antonio Bartesaghi e Lorenzo Riva

“Come imprenditore e come cittadino sono orgoglioso di come il nostro territorio ha saputo sviluppare un progetto così importante, considerato tra i migliori a livello nazionale – è intervenuto il presidente di Omet, Antonio Bartesaghi – Lo diciamo spesso che dobbiamo investire sulle persone, non basta dirlo, è necessario farlo. Per noi è stato quindi importante contribuire a questa iniziativa che potrà avere risvolti positivi anche per Omet: operando sulle nostre macchine, in futuro potremo avere nuovi lavoratori già preparati senza necessità di formazione in azienda”.

“Questo ambiente pro-attivo consente anche lo sviluppo di quelle competenze trasversali, le soft skills, richieste dalle aziende: saper operare in gruppo e relazionarsi positivamente con gli altri sul luogo di lavoro – ha spiegato Raffaele Cesana del provveditorato – da ex studente del Fiocchi so bene che questa scuola per tanto tempo non è stata ben vista, gli istituti professionali più di altri hanno subito le riforme scolastiche. E’ un bellissimo traguardo quello raggiunto oggi”.


Un sogno che diventa realtà

“Oggi siamo in tanti, quattro anni fa eravamo solo in quattro quando abbiamo appreso del bando e abbiamo deciso di partecipare – ha ricordato il vicepreside Andrea Rondinelli – in breve tempo però, i rapporti sono cresciuti da soli, si sono allargati a tanti soggetti e realtà importanti, come Siemens con la quale oggi c’è un legame speciale. Tante esperienze, tanti rapporti personali si sono stretti in questi quattro anni. Il tutto per dire ‘sì’ ai nostri ragazzi, questo laboratorio è per voi”.

Il preside Lafranconi e il vicepreside Andrea Rondinelli

Il risultato è salutato con entusiasmo anche dalla Provincia e dal Comune di Lecco. “E’ un progetto che mostra la passione e l’attaccamento al territorio di tanti imprenditori – ha sottolineato il consigliere provinciale Marco Passoni –il laboratorio accorcia le distanze tra il mondo della scuola e quello delle imprese”.

Un risultato “frutto di un pensiero comune, portato avanti insieme” ha sottolineato il sindaco Virginio Brivio.