Convegno conclusivo del progetto di rete sulla disabilità: esperienze, dati e buone pratiche a confronto
Circa 120 partecipanti per l’evento dedicato ai modelli europei di inserimento lavorativo
LECCO – Si è svolto mercoledì 21 gennaio al Politecnico di Milano – Polo territoriale di Lecco il convegno WorkAbility – Modelli e strategie per l’inserimento lavorativo in Italia e in Europa, appuntamento conclusivo del progetto di rete nell’ambito della disabilità coordinato dal Collocamento mirato della Provincia di Lecco e attuato dagli enti accreditati al lavoro per la disabilità.
L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto qualificato tra istituzioni, imprese, operatori del settore e lavoratori, con l’obiettivo di approfondire buone pratiche e strategie per favorire l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, guardando sia al contesto nazionale sia a quello europeo. La partecipazione di circa 120 persone, con aula gremita, ha confermato l’interesse del territorio per questi temi.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Antonio Leonardo Pasquini, consigliere provinciale delegato a Centro impiego, Formazione professionale e Istruzione, che ha evidenziato il valore delle Azioni di rete per la disabilità come strumento capace di andare oltre una lettura puramente formale della legge 68/99. Pasquini ha inoltre ringraziato le aziende coinvolte nel progetto, circa un centinaio nelle cinque edizioni realizzate, riconoscendone l’impegno e la sensibilità verso l’inserimento lavorativo.
L’introduzione è stata affidata a Cristina Pagano, dirigente dei Centri per l’impiego della Provincia di Lecco, che ha inquadrato il percorso del progetto sottolineando il ruolo strategico della rete nella costruzione di opportunità concrete e l’importanza della formazione sul Disability Management rivolta alle aziende e a tutti gli attori coinvolti.

I lavori della mattinata sono stati coordinati da Domenico Bodega, responsabile scientifico del progetto fin dalla prima edizione, che ha guidato il confronto offrendo chiavi di lettura sulle dinamiche economiche e sociali legate all’inclusione lavorativa.
Particolare attenzione ha suscitato l’intervento di Karsten Gareis, Senior Project Manager di Empirica e ricercatore per la Commissione Europea, che ha presentato la ricerca sugli Alternative employment models for persons with disabilities. Lo studio, basato sull’analisi di otto Stati membri dell’Unione Europea, ha messo a confronto diversi modelli di inserimento lavorativo e i relativi risultati in termini di transizione verso il mercato del lavoro aperto, formulando raccomandazioni su sensibilizzazione, contrasto alla stigmatizzazione, superamento degli ostacoli strutturali dei sistemi di welfare, supporto alle transizioni efficaci e scambio di buone pratiche. Tra i casi citati anche lo Sportello Lavoro dell’associazione La Nostra Famiglia.

Momenti di forte coinvolgimento sono arrivati dalle testimonianze dirette dei lavoratori, come Jad, inserito in Technoprobe dopo il percorso all’Isola Formativa della Cooperativa Il Grappolo/Technoprobe, e Carlo, oggi impiegato presso La Piadineria, che ha raccontato il suo cammino avviato già durante la scuola con progetti di alternanza scuola-lavoro.
Spazio anche al racconto di Nino Monteleone e di sua madre Sabrina Paravicini, che hanno presentato il film Be Kind – un viaggio gentile all’interno della diversità, sottolineando come gentilezza ed empatia siano strumenti fondamentali per superare pregiudizi e valorizzare la diversità come ricchezza.
A conclusione della mattinata si è svolta la consegna degli attestati di Certificazione delle Competenze per la figura del Disability Manager, rilasciata da Regione Lombardia a 30 referenti aziendali che hanno partecipato al percorso formativo del progetto. “Questa certificazione – ha commentato Pasquini – non è solo un riconoscimento formale, ma uno strumento concreto per rendere gli inserimenti lavorativi delle persone con disabilità nel nostro territorio un modello ancora più qualificato”.
A chiudere i lavori è stato Domenico Bodega, che ha richiamato il ruolo centrale di famiglie, istituzioni e operatori, sottolineando la necessità di una responsabilità condivisa per costruire sistemi inclusivi stabili, in cui il lavoro diventi parte integrante del progetto di vita di ogni persona.

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