Conoscere il Tai Chi: sintesi tra salute, arte marziale e crescita interiore

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M.P. – Bastano 7 minuti al giorno per migliorare il proprio livello psicofisico. La disciplina deriva dall’antica filosofia cinese, ma risulta più che mai utile e attuale, considerato che offre le possibilità di rilassamento profondo, ottenere tonicità ed elasticità muscolare, affrontare i conflitti (esteriori e interiori) ed infine di migliorare se stessi.

Attualmente le pratiche psicofisiche sono in voga (basti pensare allo Yoga) e cresce l’interesse per le discipline con risvolti di “spiritualità”. Prolificano libri, seminari, corsi e scuole per tutti i gusti (e per tutte le tasche). Questa sovrabbondanza di offerta e ,talvolta, un approccio non molto approfondito, creano un po’ di confusione. Vediamo oggi di fare il punto su una di queste discipline che comincia a diffondersi: il TaiChi. Questa pratica non è ancora largamente conosciuta, diverse persone hanno una vaga idea di cosa si tratti, ma molti ignorano cosa sia veramente. Cos’è quindi il TaiChi? Lo abbiamo chiesto ad Andrea Pozzi, insegnate, che pratica e studia le Arti Marziali Cinesi dal 1987 ed oggi è il direttore della Scuola TAI CHI LECCO, attiva all’interno dell’associazione sportiva “Psiche in movimento”, che ci ha rilasciato un’approfondita intervista in proposito.

Un allenamento all’aperto

 

– Andrea ci può spiegare esattamente cosa sia il TAI CHI?

Per cominciare ad inquadrare la disciplina si può affermare che il TaiChi è a tutti gli effetti un’Arte, al pari della pittura e della musica, più precisamente un “Arte Marziale”, cioè un arte che ha a che vedere con il “conflitto”. Rientra nella famiglia delle arti marziali “interne”, ovvero che, diversamente dalle arti marziali più diffuse, al posto della forza muscolare, utilizza un’altro particolare tipo forza. TaiChi letteralmente significa: “boxe della suprema polarità” e come tutte le arti marziali propriamente dette, riunisce in sé tre aspetti fondamentali, ovvero: l’aspetto salutistico, la sua pratica mantiene e incrementa la salute; l’aspetto marziale appunto, che significa partire dal combattimento fisico per giungere a comprendere le dinamiche del conflitto “interiore” e infine, il terzo aspetto, il miglioramento delle potenzialità umane attraverso un lavoro su se stessi. Questi tre aspetti rispecchiano la cosiddetta composizione tripartita dell’essere umano (corpo, anima e spirito) attraverso un lavoro: corporeo, emotivo e intellettivo, riuniti in un gesto; anche perciò il TaiChi è definito: “Meditazione in movimento”. Rimane comunque una disciplina che non necessita di una preparazione particolare per cominciare, si può praticare ad ogni età, perciò tutti possono provare ad avvicinarla.

Una sessione di meditazione TaiChi

 

– Ci può spiegare in cosa consiste, in termini pratici, l’esercizio del TaiChi?

Una sessione tipo di TaiChi è composta da alcune fasi. Generalmente si comincia da un momento di mobilitazione articolare, con esercizi di stretching e di preparazione. Poi ci sono i “fondamentali”, esercizi che permettono di comprendere i “principi” TaiChi. Il cuore della pratica è rappresentato dal QiGong, la parte energetica e meditativa, ma la sintesi dell’ Arte si trova nella “Forma”. Questo particolare esercizio visto dall’esterno può apparire affascinante e misterioso. Si tratta dell’esecuzione di tecniche di auto-difesa (come nei kata del karate) ma molto lenta, perché ciò che si cerca non è un attacco o una parata, ma la mobilitazione energetica interna. Infine abbiamo il “lavoro a coppia”, dove si impara l’applicazione con il compagno. Il lavoro con l’altro è fondamentale per imparare ad “ascoltare”: sviluppare sensibilità, lavorare sulle emozioni e sul proprio ego.

Una pratica di lavoro di coppia

 

Salute, auto-difesa e crescita personale, sembrano però aspetti lontani uno dall’altro. Come si può lavorare su questi tre livelli contemporaneamente?

Nel TaiChi si lavora su tre livelli, chiamati: Terra – Uomo – Cielo (ognuno composto da tre stadi). Nel primo stadio si lavora a livello del Corpo (TERRA). Quando il movimento è più chiaro, ci si focalizza sugli aspetti “energetici” (dei meridiani dell’agopuntura) quindi si passa alle percezioni; questo livello scioglie tensioni (causa di molti dolori) riequilibra la postura, stimola il funzionamento degli organi, etc. . Poi si cambia livello, ma la tecnica non cambia, aumenta la consapevolezza nella sua esecuzione. Una volta che si sviluppa la “forza interna” ad esempio, si comprende che lo stesso gesto può avere un’applicazione marziale. Qui si lavora sul rapporto con l’altro, “l’incontro” (UOMO) che porta con sé la sua polarità, lo scontro. Non bisogna pensare solo a livello fisico, il “conflitto” è soprattutto psicologico. Nel Livello infine CIELO si comprende che i movimenti TaiChi sono connessi ad “archetipi”, aspetti con leggi universali, come la geometria o la traiettoria delle stelle, sono verità eterne, che vanno oltre la soggettività dell’individuo. Il praticante allora può connettersi con l’aspetto spirituale della pratica, facendo di un principio filosofico, un esperienza viva e diretta.

Un applicazione marziale di TaiChi

 

– E’ difficile imparare il TaiChi? E quanto tempo ci vuole?

A questa domanda rispondo spesso con un esempio, paragonando il TaiChi alla Musica. Se pensiamo di imparare a suonare uno strumento, ad esempio la chitarra, valgono un po’ le stesse regole. Per imparare gli accordi più semplici, bastano pochi mesi. Chi vuole fare qualcosa di più, ad esempio mettere su una band ed esibirsi, sa che bisogna esercitarsi un po’ di più, almeno una volta o due a settimana per qualche anno. Diventare musicista professionista o conseguire il diploma al Conservatorio, significa invece dedicare ore tutti giorni e anni di studio. Per tutte le arti più o meno è la stessa cosa, e il TaiChi non fa eccezione. Questo significa che c’è spazio per tutti. Si può cominciare il TaiChi così, giusto per fare una nuova esperienza per qualche mese, c’è poi chi si appassiona e continua a praticare per qualche anno e infine può “scoccare la scintilla” e appassionarsi profondamente a quest’Arte, continuando a studiare, approfondire ed esercitarsi, ricavandone costantemente grande soddisfazione e gioia, come ogni vera Arte permettere di fare.

Durante un momento di studio

 

– Oltre la Scuola di TaiChi, l’Associazione “Psiche in Movimento” promuove altre attività?

Oltre ai normali corsi operiamo anche in altre due aree, con un’affaccio per così dire più “terapeutico”, considerato che il TaiChi deriva dalle conoscenze della Medicina Tradizionale Cinese. Una in ambito neurologico e una rivolta ai giovani pre-adolescenti.

La prima, consolidata da alcuni anni, è quella dell’utilizzo del TaiChi e del QiGong come supporto al lavoro “motorio, cognitivo ed emotivo”. In quest’area abbiamo attive alcune collaborazioni: tra cui con l’Associazione NuovaMente (www.nuova-mente.net) che offre attività in sostegno ad adulti con problemi cognitivi, avvalendosi della consulenza scientifica degli operatori del servizio di Neuropsicologia dell’ospedale Manzoni di Lecco. Numerosi studi scientifici attestano che la pratica del TaiChi e del QiGong può aiutare a sostenere processi riabilitativi diversi, in particolare dov’è richiesto un lavoro su equilibrio, coordinazione e funzioni del sistema esecutivo attentivo, come ad esempio nel post-ictus e nel Parkinson. Sempre in questo ambito, siamo presenti con un corso anche presso il poliambulatorio con palestra medica PENTAVIS (www.pentavis.it) in Via C.Cattaneo a Lecco, dove lavorando con poche persone alla volta, possiamo seguire un programma personalizzato.

La seconda attività è invece un “progetto-pilota” orientato ai giovani, nell’ambito quindi della pedagogia, dove l’armonioso sviluppo posturale è molto importante. In questo programma teniamo in considerazione che, in quella fascia, si assiste ad un aumento del fenomeno dei cosiddetti DSA, ovvero disturbi specifici di apprendimento (dislessie, discalculie, etc.) e dei deficit dell’attenzione e iperattività. Il corso è aperto a tutti, lungi dal voler “etichettare” i ragazzi, ma tenendo conto della specificità del singolo. Novità, questo programma prevede la sinergia tra arte marziale e il Disegno di forme (l’antica Ars lineandi – forma d’arte che porta allo schiudersi delle forze creative). La sperimentazione svolta in primavera ha avuto un riscontro positivo, pensiamo perciò di continuare e di riproporla anche quest’anno.

Per leggere l’intera intervista clicca su: www.taichilecco.it

o sulla Pagina FB: facebook.com/taichi.lecco

Andrea Pozzi è insegnante di TaiChi e QiGong. Pratica Arti Marziali dall’ ’87, istruttore dal ’97, dopo essersi diplomato con diverse associazioni nazionali (CONI) e internazionali, fonda una Scuola nel 1999. Attualmente dirige con altri due Istruttori: Nicola Maggi e Mauro Piazza, la Scuola TAI CHI LECCO (www.taichilecco.it) nata in seno all’Associazione Sportiva Dilettantistica “Psiche in Movimento”, che si occupa, oltre che di Arti Marziali, meditazione e salute naturale, anche di supporto a percorsi terapeutici; il tutto seguendo il filo conduttore della filosofia e spiritualità che sta dietro queste discipline.

L’Associazione tiene Corsi a:

  • Lecco Martedì 20.00 – 21.30 Centro Civico, Via dell’Eremo 28

  • Abbadia Lariana Mercoledì 20.00 – 21.30 Palestra Scuola Elementare

  • Pasturo Mercoledì 19.00 – 20.30 Palestra Scuola Elementare

  • Dolzago (in fase di apertura)

  • Lavoro Corporeo ed Emotivo Lecco, Martedì mattino 11.30 – 12.30 Presso Centro Pentavis, Via C. Cattaneo 69

  • Corso giovani (11-14 anni) Lecco, Giovedì ore 17.30 – 18.30, Centro Civico, Via dell’Eremo 28