Presentato ufficialmente il 20 gennaio 2026 in provincia di Lecco
Tra i temi contestati Legge Nordio, autonomia differenziata e premierato, ritenuti parte di un unico disegno
LECCO – Si è costituito anche in provincia di Lecco il Comitato “Società civile per il NO nel referendum costituzionale”, una realtà che, come spiegano i promotori, riunisce associazioni, partiti e cittadini con l’obiettivo di difendere la Costituzione, l’autonomia della magistratura e di contrastare la Legge Nordio, l’autonomia differenziata e il premierato.
Il Comitato lecchese, ufficialmente presentato il 20 gennaio, è promosso da un ampio fronte di soggetti: Anpi, Alleanza Verdi e Sinistra, Arci, Cgil, Comitato per l’acqua pubblica, Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, Forum per la salute mentale, Giovani Democratici, Legambiente, Lista civica Colico di tutti, Lista civica Colico più comunità, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Telefono Donna, Unione Donne in Italia, oltre al professor Stefano Sacco, che aderisce a titolo personale in quanto appartenente a Pax Christi.
Il Comitato si definisce aperto a nuove adesioni, con l’intenzione di allargare il più possibile il coinvolgimento di associazioni, movimenti, cittadini e personalità del mondo della cultura, del civismo e dell’università. In questo senso, i promotori rivolgono un appello a tutte e a tutti coloro che intendono impegnarsi in quella che definiscono una battaglia democratica per la difesa della Costituzione e per respingere la Legge Nordio.
Secondo quanto affermato dal Comitato, la posta in gioco riguarda direttamente la Costituzione e, con essa, “gli equilibri e la qualità della nostra democrazia”. In particolare, viene ribadito che l’indipendenza del potere giudiziario non rappresenta un privilegio, ma una garanzia affinché tutte le cittadine e i cittadini siano uguali davanti alla legge.
I promotori spiegano che la scelta di sostenere il NO al referendum nasce dalla volontà di contrastare quella che definiscono una controriforma del Titolo V della Costituzione e un progetto complessivo che, a loro giudizio, comprende autonomia differenziata, premierato, attacco all’autonomia della magistratura e limitazione delle libertà di manifestazione. Un insieme di interventi che, secondo il Comitato, punterebbe a una concentrazione senza precedenti del potere esecutivo.
Il Comitato afferma di richiamarsi a una visione alternativa, ispirata ai principi delineati dalle madri e dai padri costituenti, nella quale i cittadini partecipano attivamente alla vita democratica attraverso partiti, forze sociali, associazioni e realtà della società civile, contribuendo alle decisioni economiche e sociali che incidono sulle condizioni di vita delle persone e sulle prospettive del Paese.

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