Accessibilità ferroviaria, l’intervento di Stefanoni (Fand): “I diritti non possono restare sulla carta”

Tempo di lettura: 3 minuti
Silvano Stefanoni

Dopo la lettera, dall’associazione un richiamo sui diritti delle persone con disabilità

“Criticità note alle istituzioni con cui stiamo collaborando, ma servono tempi certi”

LECCO – “Stazioni accessibili: i diritti non possono restare sulla carta”. Con queste parole di Silvano Stefanoni, presidente provinciale F.A.N.D. Lecco (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità) e vice presidente regionale Lombardia, interviene dopo la lettera della signora Antonella Giletto.

“Non è solo uno sfogo: è la voce di chi, ogni giorno, si scontra con ostacoli che non dovrebbero esistere nel 2026”. Stefanoni precisa di aver già portato le criticità all’attenzione delle istituzioni competenti: “Desidero rassicurare la Sig.ra Giletto e i cittadini che vivono le stesse difficoltà: le problematiche oggi evidenziate erano già state da me rilevate e formalmente sottoposte“.

Stefanoni fa riferimento alla Stazione di Lierna e ad altre stazioni del territorio. “Già dal 25 agosto 2025, in qualità di Presidente provinciale F.A.N.D. Lecco e Vice Presidente regionale Lombardia, avevo formalmente sottoposto le problematiche all’Assessore regionale Claudia Maria Terzi e al Sottosegretario Mauro Piazza, che ringrazio per avermi ricevuto lo scorso 6 ottobre insieme ai tecnici di Rete Ferroviaria Italiana. Il confronto è stato serio e puntuale. E quando le segnalazioni vengono prese sul serio, i risultati arrivano”.

Stefanoni cita l’esempio della Stazione di Mandello del Lario, dove “i pali installati sul nuovo percorso tattilo-plantare veri e propri ostacoli per le persone cieche, sono stati rimossi dopo la nostra segnalazione. Questo dimostra che intervenire è possibile, se c’è volontà”.

Diversa la situazione a Lierna, dove “restano nodi importanti: una rampa con pendenza eccessiva per le persone con disabilità motoria; marciapiedi non a raso con dislivelli superiori ai 25 cm; assenza di ascensori. Non sono dettagli tecnici: sono barriere concrete che limitano libertà e sicurezza. So che l’Assessore Terzi è in contatto con RFI e siamo in attesa di risposte. Ma oggi i cittadini chiedono tempi certi, non solo interlocuzioni”.

Nel mirino anche la Stazione di Lecco, “recentemente celebrata per il suo ‘nuovo look’. Una stazione può essere bella, ma se non è pienamente accessibile non è moderna: il servizio di diffusione sonora è di fatto debole e inesistente, anche nel sottopassaggio: per una persona cieca significa non poter viaggiare in autonomia. Quanto agli schermi informativi, alcuni correttamente posizionati, altri collocati a un’altezza che li rende inutilizzabili per molti. Resta auspicabile la sistemazione a raso dei marciapiedi dei binari 4 e 5, analogamente a quanto realizzato tra il 2 e il 3, dove però permane una distanza di circa 20 cm tra il marciapiede e l’ingresso alla carrozza del treno, una criticità che incide sulla sicurezza e sull’autonomia delle persone con disabilità e degli anziani”.

“Non vogliamo fare polemica – chiarisce Stefanoni -. Vogliamo però affermare con chiarezza che l’accessibilità non può essere un capitolo secondario o un intervento residuale. È un diritto sancito dalle norme e un dovere morale verso l’intera comunità. Come F.A.N.D. continueremo a collaborare con le istituzioni, ma con altrettanta determinazione continueremo a vigilare e a richiamare l’attenzione ogni volta che un diritto resta incompiuto. Perché una stazione davvero rinnovata non è quella che cambia facciata, ma quella che garantisce autonomia, sicurezza e dignità a tutti” .