Prati di Cavagna, Legambiente: “Serve azzerare il consumo di suolo”

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Uno scorcio della località Cavagna sopra Lecco
Uno scorcio della località Cavagna sopra Lecco

L’associazione valuta migliorativa la Variante al PGT ma chiede scelte più coraggiose

Secondo Legambiente, ogni nuova edificazione comporta una perdita permanente di qualità paesaggistica, soprattutto nella fascia pedemontana

LECCO – Il dibattito sul futuro urbanistico dei prati di Cavagna continua ad animare il confronto pubblico in città e trova una presa di posizione articolata da parte di Legambiente, intervenuta sul tema del consumo di suolo nell’area alla luce della Variante al Piano di governo del territorio attualmente in esame.

L’associazione ambientalista valuta positivamente il confronto sviluppatosi nelle ultime settimane e giudica la Variante del PGT “complessivamente migliorativa” rispetto allo strumento urbanistico vigente. Secondo Legambiente, il nuovo piano “riduce considerevolmente il consumo di suolo in tutta la fascia pedemontana”, attraverso lo stralcio di alcuni comparti edificatori e l’attribuzione di indici edificatori più contenuti. Una revisione che, viene evidenziato, lascia maggiore spazio alla rigenerazione urbana e introduce anche interventi di depavimentazione, ritenuti “interessanti, seppur limitati”.

Una riduzione che, tuttavia, non coincide con un azzeramento. Ed è proprio su questo punto che Legambiente concentra una delle riflessioni centrali, sottolineando che “l’azzeramento rappresenterebbe oggi una scelta di coraggio e di reale modernità”, soprattutto nel contesto lombardo. La Lombardia, ricordano i dati ISPRA citati dall’associazione, nel 2024 si colloca al secondo posto in Italia per consumo di suolo, con 834,1 ettari persi, pari a un aumento del 15,3% rispetto al 2023.

Nel caso del Comune di Lecco, Legambiente osserva come negli anni il consumo di suolo risulti in diminuzione rispetto ad altri territori, ma collega questo dato anche alla “progressiva rarefazione delle aree libere”, conseguenza di decenni di edificazione intensa nella fascia pedemontana. Un elemento che, secondo l’associazione, “dovrebbe indurre oggi a una particolare cautela nelle scelte future”.

Alla perdita di suolo, viene rimarcato, si accompagna un impoverimento della qualità paesaggistica, poiché “ogni nuovo edificio che sostituisce un’area verde incide in modo permanente sul territorio”. Nel contesto rurale di Cavagna questo aspetto assume un rilievo ancora maggiore: anche la previsione di un’edificazione definita “leggera”, con volumi ridotti e collocati lungo i margini stradali e dell’abitato già esistente, viene considerata da Legambiente “un evidente impoverimento per la fascia pedemontana della città di Lecco”.

Da qui l’invito a “fare un passo indietro e ripensare le previsioni (pur ridimensionate) di consumo di nuovo suolo”, nella convinzione che “il suolo e il paesaggio sono un Bene Comune, il cui valore supera l’interesse privato”. In questa prospettiva, una eventuale rivalutazione da parte dell’Amministrazione comunale sulla tutela di Cavagna, capace di ascoltare le sollecitazioni emerse in questi giorni da cittadini e associazioni, viene indicata come “un esempio virtuoso di buona politica e di attenzione al bene comune – e non una sconfitta”.

Il tema resta al centro del confronto pubblico e domani, domenica, troverà un ulteriore momento di approfondimento con un incontro pubblico al quale sono stati invitati anche i capigruppo del Consiglio comunale e i candidati sindaco. Il ritrovo è alle ore 11, all’incrocio tra via Luera e via Gramsci.