PGT. Addio all’ex Circolo Bonfanti, ma si costruirà meno rispetto a quanto richiesto

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Circolo Bonfanti San Giovanni Lecco
L'immobile dell'ex Circolo Bonfanti dove campeggia ancora la storica scritta

Il Consiglio comunale approva l’emendamento sul PGT avanzata dal PD affinchè l’area dell’ex Circolo Bonfanti rimanga in TR1, area a bassa intensità, per tutelare il tessuto urbano e sociale

LECCO – La discussione sul Piano di Governo del Territorio questa mattina, (sesta seduta consecutiva su sette, domani l’ultimo atto) ha affrontato il caso dell’ex Circolo Bonfanti. Al centro del dibattito l’osservazione n. 104.01 formulata dalla ditta Valassi Costruzioni srl, relativa al compendio immobiliare di via Don Invernizzi 20 e agli edifici residenziali e artigianali adiacenti ai civici 16 e 18, oggi interamente dismessi.

L’osservazione chiedeva il cambio di destinazione urbanistica da TR1 – tessuti residenziali a bassa densità a TR2 – tessuti residenziali a media densità, motivando la richiesta con la coerenza rispetto al tessuto circostante e allo stato di fatto dei luoghi. La controdeduzione inizialmente proposta recepiva tale impostazione, prevedendo l’inserimento dell’area in TR2.

Su questo punto, però, si è aperto un confronto politico e tecnico che ha portato alla presentazione di un emendamento da parte del consigliere Pietro Regazzoni (PD). Con riferimento alla sintesi illustrata dall’assessore Giuseppe Rusconi, è stato chiesto di modificare l’esito della controdeduzione da “accolta” a “non accolta”, mantenendo l’area in TR1, tessuti residenziali a bassa densità.
Nel testo emendato si precisa inoltre come la riconduzione degli immobili sedi di circoli cooperativi alla categoria dei servizi comunali esistenti risulti “incongrua”, poiché tale classificazione comporta limitazioni funzionali rispetto alle attività sociali, culturali e di somministrazione effettivamente svolte.

L’emendamento è stato approvato nella seduta consiliare con 25 voti favorevoli su 25 votanti (29 i presenti), dopo un dibattito che ha richiamato con forza il valore storico e sociale dei circoli cittadini. “Qui stiamo stravolgendo situazioni storiche della città – ha dichiarato il consigliere Corrado Valsecchi (Orizzonte per Lecco) – almeno i circoli salviamoli, perché la funzione sociale va preservata”. Sulla stessa linea la consigliera Lorella Cesana (Lecco Ideale): “Sono luoghi imprescindibili di aggregazione, vanno mantenuti attivi e valorizzati”. Anche se, il destino dell’immobile, è già inevitabilmente scritto.

Circolo Bonfanti
L’immobile dell’ex Circolo Bonfanti

Nel dibattito è intervenuto anche il consigliere Stefano Parolari (Lega), che in modo alquanto realistico e fattuale, ha ricondotto la discussione a un quadro più ampio, ricordando come la crisi dei circoli non sia legata solo alle scelte urbanistiche. “Siamo tutti costernati del fatto che i circoli stiano chiudendo”, ha affermato, citando le poche realtà ancora attive in città e sottolineando come il venir meno della partecipazione e il cambiamento delle abitudini abbiano inciso profondamente su queste esperienze. “Non credo che gli animatori del Circolo Bonfanti non abbiano più avuto voglia – ha aggiunto – credo piuttosto che sia cambiato il mondo: servono persone che portino avanti queste realtà e soprattutto persone che le frequentino“.

Nel corso della discussione, il consigliere Simone Brigatti (FdL) ha chiesto chiarimenti sulle differenze tra le due classificazioni urbanistiche. A rispondere è stata la parte tecnica, spiegando che il TR2 prevede un indice edificatorio di 0,4 mq/mq e un’altezza massima di 14 metri, mentre il TR1 si ferma a 0,15 mq/mq con un’altezza di 8 metri. “Andare verso il TR1 comporta una capacità edificatoria ridotta e una maggiore tutela dell’ambito nello stato attuale”, ha chiarito l’ingegnere, precisando che le attività di circolo restano ammesse indipendentemente dalla classificazione.

Dopo l’approvazione dell’emendamento, il Consiglio ha quindi votato anche la controdeduzione 104.01 così modificata: ancora una volta 25 voti favorevoli su 25 votanti.

Circolo Bonfanti
Il Circolo Bonfanti in un’immagine d’epoca

Il Circolo Bonfanti, più di un secolo di storia cittadina

Il destino urbanistico dell’area riporta inevitabilmente alla storia del Circolo Luigi Bonfanti, uno dei luoghi simbolo di Lecco. Fondato il 26 giugno 1898 come Società Economica Cooperativa di Beneficenza, il circolo nasce come spazio di ritrovo e dopolavoro ispirato agli ideali di libertà e uguaglianza. Attraversa la parentesi fascista, durante la quale viene commissariato, e rinasce nel secondo dopoguerra: nel 1948 viene inaugurata la sede di via Don Invernizzi, intitolata a Luigi Bonfanti, socio e partigiano ucciso nel 1944.

Per decenni il circolo è stato molto più di un bar o di una sala da gioco: ha ospitato sedi sindacali e politiche, attività ricreative, culturali e sportive, diventando un punto di riferimento per il quartiere di San Giovanni. Negli anni Settanta viene realizzato anche il bocciodromo, a testimonianza di una stagione di forte partecipazione.

Le difficoltà arrivano con il nuovo millennio. I costi di gestione, in particolare la pressione fiscale – con un’IMU che arriva a circa 10 mila euro l’anno – e il calo dei soci portano alla chiusura dell’attività il 1° novembre 2012, dopo 114 anni di storia. “Dispiace moltissimo chiudere”, dichiarava allora il presidente Natale Piloni, ricordando l’impegno gratuito di generazioni di volontari.

Il Circolo Bonfanti in un'immagine d'epoca
Il Circolo Bonfanti in un’immagine d’epoca

Seguono tentativi di rilancio: nel 2013 un progetto di riapertura punta sull’affitto degli spazi e su una gestione etica del bar; successivamente l’immobile viene affidato prima all’ARCI La Ferriera e poi, nel 2017, riapre come Roots Club sotto la gestione del collettivo “Sound of Freedom” legato ad ACSI. Esperienze che però non riescono a garantire continuità.

Nel 2022 l’epilogo: l’immobile viene messo in vendita e acquistato dalla ditta Valassi Costruzioni srl, segnando la fine definitiva di un capitolo che ha attraversato oltre un secolo di vita lecchese. Una storia che pesa ancora oggi nelle scelte urbanistiche e politiche, come dimostra il dibattito acceso in Consiglio comunale.