Malavedo. L’assessore conferma: “La passerella si dovrà realizzare”

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Malvedo. Il tratto di Gerenzone dove si andrà a realizzare la passerella di fronte al market

 

LECCO – La passerella s’ha da fare: dal municipio, l’assessore Gaia Bolognini fa sapere che non ci sono alternative alla realizzazione di quella camminata a sbalzo sul Gerenzone i cui lavori, a carico dell’IB Market, hanno preso il via nelle scorse settimane.

Era stato Marco Berera, titolare del negozio di Malavedo, una delle poche attività rimaste nel rione, a richiamare l’attenzione sull’inutilità di quell’opera (vedi articolo), chiedendo la possibilità di investire in altri interventi più funzionali le stesse risorse, 40 mila euro, necessarie per la costruzione della passerella, chiesta dal Comune per il cambio di destinazione d’uso del locale che a breve ospiterà anche la farmacia del quartiere, oggi dislocata in corso San Michele del Carso.

L’assessore Gaia Bolognini

“Bene inteso, gli oneri vanno pagati, ma investire 40mila euro in un’opera di questo genere è come gettare soldi al vento – ci aveva spiegato il negoziante – Avrebbero potuto chiedermi di asfaltare tutta via Credee’ che fa pietà e di realizzare l’impianto di illuminazione, che non c’è, ma non una passerella che non segue nemmeno tutto l’argine del fiume lungo via Credee’ e si ferma a metà, ossia all’altezza della fine del mio immobile”.

La passerella, lunga 55 metri, si interromperà infatti in prossimità del ponticello delle Trafilerie di Malavedo, la cui proprietà, non ha concesso il permesso di transitare sul ponte. In quel punto si interrompe e riprende subito dopo per altri 15 metri prima di terminare. A detta dell’esercente, si tratta di un’opera superflua, non solo per la sua collocazione, ma anche per lo scarso passaggio di pedoni nella zona. “Sarebbe bastato realizzare uno di quei marciapiedi ‘disegnati’ sull’asfalto” commentava Berera.

Marco Berera, di fronte al suo negozio

 

“Non si tratta di oneri di urbanizzazione ma di opere di compensazione dovute al cambio di destinazione d’uso dell’immobile, che in questo caso riguardano specificatamente la riqualificazione del tratto di torrente, essendo l’immobile all’interno della fascia di rispetto, di dieci metri, dal torrente. Lo stabilisce il regolamento di polizia idraulica – ha sottolineato l’assessore Bolognini – Per questo motivo non era possibile far spendere al privato i soldi in interventi differenti come poteva essere la manutenzione della via adiacente. Lo stesso negoziante, cinque anni fa, richiedendo il cambio d’uso del fabbricato, aveva firmato un disciplinare dichiarandosi favorevole alla realizzazione della passerella, che comunque contribuirà a migliorare la sicurezza e l’accessibilità all’esercizio commerciale”.