Merate: denuncia l’ex per violenza sessuale, ma viene arrestata per stalking e calunnia

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La donna è ai domiciliari: il giudice ha convalidato oggi, giovedì, la misura cautelare degli arresti domiciliari

Aveva denunciato l’ex per violenza sessuale diffondendo in città anche volantini diffamatori: le indagini condotte dai carabinieri hanno messo in luce tutt’altra verità

MERATE – Denuncia (anche pubblicamente con volantini sparsi per la città) l’ex per violenza sessuale, ma finisce, al termine di una lunga e meticolosa indagine condotta dai carabinieri della Compagnia di Merate, arrestata per stalking e calunnia.

Il giudice ha convalidato oggi, giovedì 28 gennaio, al termine dell’interrogatorio di garanzia, le misure cautelari dei domiciliari per la donna di 37 anni, residente a Merate, ritenuta responsabile dei reati di calunnia aggravata, danneggiamento, diffamazione e atti persecutori nei confronti dell’uomo con cui aveva avuto in passato una relazione.

Risale a mercoledì scorso, 20 gennaio, il blitz del personale del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Merate nell’abitazione della donna per dare esecuzione alla misura cautelare  degli arresti domiciliari emessa dal Gip su richiesta del pubblico ministero Andrea Figoni al termine di una lunga e articolata attività di indagine dei Carabinieri in cui la realtà apparente delle cose è stata completamente ribaltata.

Il tutto aveva avuto inizio infatti nel maggio 2020, quando la donna aveva presentato querele per violenza sessuale e atti persecutori nei confronti dell’ex fidanzato. Denunce pesanti che, anche in virtù delle nuove normative sul cosiddetto Codice Rosso, avevano fanno scattare immediatamente indagini e controlli serrati. Ed è stato proprio durante l’attività di ricerca delle prove per appurare quanto denunciato dalla donna che i carabinieri hanno riscontrato delle sempre più gravi incongruità tra i fatti e i racconti forniti dalla presunta vittima. E così, alla fine le prove, anziché inchiodare l’ex, hanno raccontato una vicenda ben diversa invertendo (almeno questo è il quadro uscito dalle indagini) il rapporto tra vittima e colpevole.

E’ risultato infatti che la donna, che ha denunciato  falsamente alle autorità l’ex per violenza sessuale, lo avrebbe perseguitato, per lungo tempo, mettendo a segno diversi danneggiamenti dell’auto. Non solo, ma lo avrebbe anche diffamato diffondendo, in più occasioni e in zone diverse della città e di altri Comuni limitrofi, dei volantini  con scritte denigratorie.  Fogli appese alle bacheche pubbliche e sui cartelli stradali che non erano passati inosservati visto le affermazioni pesanti riportate e il nome e il cognome messi in bella evidenza del presunto indagato per violenza sessuale.

 

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