In Provincia aumenta l’occupazione, ma è sempre più difficile trovare personale

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Il Camera di Commercio la presentazione del 14° Rapporto Annuale dell’Osservatorio Provinciale del Mercato del Lavoro

Le difficoltà di reperimento per le imprese lecchesi nel 2023 si sono presentate per più di una figura su due

LECCO – Cresce l’occupazione in Provincia di Lecco (il tasso nel 2023 si attesta al 68%), ma il reperimento di personale è sempre più difficile. Questo, in estrema sintesi, il contenuto del 14° Rapporto Annuale dell’Osservatorio provinciale del mercato Mercato del Lavoro presentato questa mattina, martedì 14 maggio, in Camera di Commercio. 

L’evento si è aperto con i saluti istituzionali del neo eletto presidente della Camera di Commercio Como-Lecco, Ezio Vergani, della presidente della Provincia Alessandra Hofmann e del Sottosegretario regionale Mauro Piazza, in videocollegamento da Palazzo Pirelli.

Ezio Vergani

“Uno dei principali problemi evidenziati dal report è la difficoltà nel reperimento di personale per le nostre aziende – ha commentato Vergani – ciò impone una riflessione sul tema della formazione delle cosiddette nuove leve, complesso perché i profili richiesti dalle aziende cambiano costantemente, seguendo ciò che accade a livello internazionale. Come Camera di Commercio il nostro obiettivo primario sarà investire nella formazione per i nostri giovani”.

D’accordo anche il Sottosegretario Piazza: “La difficoltà nel reperimento di personale e manodopera inizia ad essere conseguenza generata dai primi effetti del calo demografico – ha dichiarato – come Regione Lombardia ci stiamo impegnando, anche sul fronte della formazione continua, cioé di chi sta già lavorando. I dati relativi alle iscrizioni alle scuole superiori dimostrano che sono in crescita quelle agli istituti tecnici e professionali, non più considerati una formazione di serie B”.

Gianni Menicatti

“Il sistema occupazionale lecchese fra tradizione e innovazione” il titolo del rapporto, presentato da Gianni Menicatti e Andrea Gianni (PTS): “Il 2023 è stato un anno di consolidamento del mercato del lavoro dopo le perdite subite nel 2022 – ha osservato Menicatti – abbiamo tanti segni positivi, il nostro sistema occupazionale si conferma in crescita. In fase di transizione è interessante e può essere utile mettere a fuoco un aspetto di rilievo per il sistema occupazionale, lento a modificarsi per via di azioni ed interventi non sempre adeguati: il differenziale (gap) fra lavoro maschile e lavoro femminile”.

In Provincia di Lecco il gap rimane invariato oppure con riduzione di scarso rilievo: “E’ quanto emerge confrontando alcuni indicatori a distanza di 10 anni (2014-2023, ndr) – ha detto Menicatti – è un differenziale che sta diminuendo ma che è ancora abbastanza significativo nel nostro territorio: nel tasso di occupazione è dello 0,75% (vale a dire che su 100 uomini che lavorano ci sono 75 donne occupate, ndr), il tasso di disoccupazione invece è più elevato tra le donne, 1,75%, così come le lauree: ci sono più donne laureate che uomini (140 su 100) ma questa realtà non si vede nell’occupazione. Infine, per quanto riguarda gli stipendi, mediamente quelli femminili sono lo 0,85% di quelli maschili”.

Un ostacolo all’espansione dei posti di lavoro è rappresentato dalle difficoltà che le imprese incontrano nel reperimento di personale con una formazione adeguata alle proprie necessità ed esigenze: le imprese lecchesi hanno segnalato nel corso dell’ultimo anno crescenti difficoltà di reperimento di personale: difficoltà che nel 2023 si sono presentate per più di una figura su due (53%, il 47% lo scorso anno). “Le difficoltà di reperimento, secondo le imprese, hanno solo in parte origine da una formazione non adeguata – ha detto Andrea Gianni – ma nascono in misura più evidente da un’offerta ridotta e non sufficiente”.

Andrea Gianni

Come detto, aumenta l’occupazione (Lecco è al 32° posto nella classifica nazionale per tasso di occupazione) mentre la disoccupazione resta stabile (Lecco al 5° posto). Cresce anche l’occupazione giovanile (15-24 anni) che si attesta al 15,2%. Un dato negativo sottolineato è la progressiva diminuzione ed invecchiamento di commercianti e artigiani.

Sul fronte dei movimenti in entrata e in uscita dal territorio per motivi di lavoro, sono circa 36 mila i lecchesi pendolari verso altre province (Monza e Brianza e Milano in testa) mentre 30 mila sono i lavoratori provenienti da fuori che vengono a Lecco per lavoro.

Il report tocca anche il calo demografico: “Nella nostra Provincia oggi per ogni giovane ci sono due anziani – il commento di Gianni – circostanza di cui tenere conto e che avrà sicuramente influenze sul sistema occupazionale, non solo della nostra Provincia ma a livello nazionale”.

QUI IL REPORT COMPLETO

 

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