Mismatch occupazionale e lavoro precario: i dati di Aprile per Como e Lecco

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“Le rivendicazioni che la Uil sta portando avanti da tempo tendino a tutelare l’intera collettività”

La Domanda di Lavoro delle imprese ad Aprile-Giugno 2024 a confronto con Aprile-Giugno 2023

LECCO – Le ultime rilevazioni del sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con Anpal, hanno evidenziato un quadro occupazionale contrastante per le province di Como e Lecco nel periodo aprile-giugno 2024. Le proiezioni mostrano un incremento di 530 unità nelle assunzioni per Como, mentre Lecco registra un calo di 230 unità rispetto allo stesso periodo del 2023.

Dati Regionali e Provinciali

A livello regionale, la Lombardia ha registrato un significativo aumento nelle assunzioni, passando da 251.880 nel 2022 a 276.664 nel 2024, con un incremento di 24.784 unità. Questo aumento è distribuito tra l’industria (+9.960) e i servizi (+14.800).

Como ha visto un aumento complessivo delle assunzioni di 530 unità, raggiungendo 13.660, con una crescita nei servizi (+720) che ha compensato la diminuzione nell’industria (-190).

Lecco, invece, ha registrato una diminuzione di 230 unità, totalizzando 6.650 nuove assunzioni. Anche qui, il calo si è verificato sia nell’industria (-50) sia nei servizi (-180).

Contratti a Termine Predominanti

Nonostante un lieve aumento dei contratti stabili (+2% a Como e +3% a Lecco rispetto al 2023), il contratto a termine rimane la forma contrattuale più utilizzata: il 73% delle assunzioni a Como e il 70% a Lecco. Tuttavia, i contratti stabili sono ancora inferiori alla media lombarda del 32%, con solo il 21% delle assunzioni a Como e il 25% a Lecco che prevedono contratti a tempo indeterminato.

Settori con Maggiori Assunzioni

I settori con la maggiore previsione di assunzioni a tempo indeterminato sono:

  • Como: Industria manifatturiera (51 assunzioni stabili ogni 100 nuove attivazioni)
  • Lecco: Industria manifatturiera (46 assunzioni stabili ogni 100 nuove attivazioni)

In contrasto, i settori del turismo e dei servizi alle persone mostrano una minore previsione di utilizzo di forme di contratto stabili.

Figure Professionali Più Ricercate

Per il mese di aprile, le figure professionali più ricercate sono:

  • Como: Esercenti ed addetti nelle attività di ristorazione (750 unità) e personale addetto ai servizi di pulizia (620 unità)
  • Lecco: Operai specializzati e conduttori di impianti e macchine (800 unità), tra cui fonditori e operai per produzioni metalliche e minerali, seguiti dagli esercenti ed addetti nelle attività di ristorazione (360 unità)

Mismatch tra Domanda e Offerta

C’è un significativo mismatch tra domanda e offerta di lavoro per alcune professioni. A Como, le aziende segnalano difficoltà nel reperire operatori qualificati nei servizi sanitari e sociali nel 65,5% dei casi e addetti alla ristorazione nel 65,4%. A Lecco, la difficoltà maggiore è nella ristorazione, con il 69,9% delle aziende che riscontrano problemi di reperimento, principalmente per mancanza di candidati.

Dimensioni delle Imprese

La maggior parte delle nuove assunzioni avviene in piccole imprese (meno di 50 dipendenti):

  • Como: 59,19% delle nuove assunzioni
  • Lecco: 63,44% delle nuove assunzioni

Le grandi imprese (oltre 250 dipendenti) rappresentano il 22% delle nuove assunzioni a Como e il 13,82% a Lecco.

I dati, evidenziano una divergenza nelle prospettive occupazionali tra Como e Lecco, con Como che mostra segnali di crescita e Lecco che affronta un calo. La prevalenza di contratti a termine e le difficoltà nel reperire personale qualificato rappresentano sfide significative per entrambe le province, richiedendo interventi mirati per sostenere una crescita occupazionale stabile e inclusiva.

 

 

 

 

 

 

La Uil Lario per voce del suo coordinatore Dario Esposito commenta: “I dati complessivamente dimostrano come la tipologia di assunzione maggiormente utilizzata sul territorio sia quella di natura precaria, infatti entrambe le province (Como e Lecco) hanno una percentuale di nuove attivazioni stabili inferiore a quella lombarda. Nel leggere il quadro complessivo da cui risulta un elevato mismatch fra domanda ed offerta di lavoro in figure chiave per l’impatto sociale (operatori dei servizi sanitari e sociali) e per la vocazione economico/turistica del territorio (esercenti attività di ristorazione) risulta chiaro come le rivendicazioni che la Uil sta portando avanti da tempo tendino a tutelare l’intera collettività: creare un buon lavoro che veda nel rinnovo puntuale dei contratti, nella valorizzazione del lavoratori con profili di carriera dinamici, nella sicurezza e nella tutela della salute, è ormai l’unica salvaguardia non solo di una visione sociale del lavoro che deve tendere ad includere il lavoratore e non estraniarlo dal contesto cittadino, ma anche l’unico modo per evitare che l’economia del territorio non raggiunga appieno le potenzialità che il Lario può offrire”.

Quindi, Esposito conclude: “La Uil, a riguardo, ha recentemente lanciato anche una campagna nazionale contro il lavoro sommerso: è indispensabile evitare che si verifichino casi di lavoratori fantasma, esclusi quindi dalle tutele previdenziali ed assistenziali, mal pagati e costretti a vivere di circostanze in un circuito di lavoro nero privo di tutele”.

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