33° Raduno scialpinistico al Suretta, la Strada Storta ricorda gli amici Franco e Giambattista

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Raduno_Suretta_Cai_Strada_Storta_202404021

Come da tradizione si è svolto ieri l’appuntamento in memoria dei due amici morti sotto una valanga

“I loro amici non li hanno mai lasciati, mai dimenticati e da 33 anni ci si ritrovava tutti insieme per una grande festa”

LECCO – Come da tradizione, nella giornata di ieri (domenica 21 aprile), si è svolto il 33° raduno di scialpinismo al Pizzo Suretta (3027m, Monte Spluga – Valchiavenna), giornata commemorativa per il Cai Strada Storta di Acquate, che organizza il noto raduno in ricordo di Franco Frigerio e Giambattista Castelnuovo, amici e soci della sottosezione scomparsi prematuramente a causa di una valanga durante una gita scialpinistica proprio al Pizzo Suretta.

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La manifestazione, negli anni, è diventata per la Strada Storta un importante evento di aggregazione, che ha richiamato sempre un gran numero di appassionati della montagna e non solo scialpinisti. Anche quest’anno i pendii di questa bella montagna sono stati risaliti da soci e amici che, successivamente, si sono raccolti in preghiera. Di seguito riportiamo un pensiero di Stefania “Steppo” Valsecchi, socia del Cai Strada Storta, sulla bella giornata vissuta ieri e sul valore dell’amicizia.

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“Chi trova un amico trova un tesoro: nulla di più vero, concreto, reale, carnale per i ‘ragazzi’ della Strada Storta sottosezione del Cai di Lecco.
Quarant’anni fa Giambattista Castelnuovo e Franco Frigerio, perirono al Pizzo Suretta (3027m, Montespluga) nel loro esuberante e fanciullesco tentativo di raggiungere la cima.
I loro amici da allora non li hanno mai lasciati, mai dimenticati e da 33 anni ci si ritrovava tutti insieme in profonda compagnia per una grande festa, perché loro due la festa la vivevano.
Una giornata in alta quota che raduna amanti della montagna e parenti in memoria di Franco e Giambattista, ricordati sulla cima del Suretta prima con l’esuberanza, la bellezza, l’armonia, lo stupore che possono istillare questi ambienti alpini immacolati di neve.
Poi con una celebrazione perché tutti noi, loro amici, abbiamo piedi e mani impastate nella terra, nella roccia e nella neve, ma lo sguardo sempre fisso al cielo.
Anche quest’anno nonostante le previsioni poco avvincenti, ha vinto il desiderio di compagnia, il desiderio della gioia, il desiderio del bene, il desiderio dell’allegria, il desiderio di esserci nella memoria e nel presente aiutati da Don Francesco Scanziani in una profonda e carismatica riflessione nella quale il tendersi la mano è ciò che rende la vita più degna di essere vissuta.
Il Cai Strada Storta anche oggi ha teso la mano a tutti i presenti in questa bellissima giornata pregna di memoria radiosa, pregna del presente e proiettata nel futuro dell’amicizia più vera, oggi è più importante del pane quotidiano!”

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