Nuovo municipio. “Occasione per ricucire il rapporto con il centro”

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La lettera di Pierfranco Mastalli, ex assessore provinciale ed anche ex lavoratore della BPL.

“Con il municipio nell’ex banca si andrebbe a delineare un quadrilatero di servizi, l’immobile necessità però di interventi radicali”

LECCO – Mi sono azzardato a scrivere le mie considerazioni in merito alla nuova casa comunale dopo aver riletto le proposte di linee di mandato 2020/2021 “Cambiamo passo” dell’allora candidato sindaco Mauro Gattinoni in cui si richiama il metodo di: ascoltare, decidere, agire, verificare. Oggi ad elezione avvenuta sono fiducioso che venga praticato il metodo annunciato di ASCOLTARE.

In verità le linee di mandato non richiamavano espressamente dove realizzare la nuova sede e neppure indicavano di realizzarla nell’area acquisita dell’ ex Politecnico, lasciando aperto ora la possibilità di una corretta pianificazione urbanistica per individuare la localizzazione attraverso la richiamata logica di pianificazione partecipata, in attesa di una corretta legge regionale per la Rigenerazione urbana che non favorisca la rendita immobiliare.

La scelta della nuova sede del Comune non può appartenere, se non in parte, alla sfera immobiliare”, logica del resto praticata nella mancata programmazione cittadina come metodo usato in Lecco a partire dagli anni 70/90 e successivi quando alterne alleanze partitiche hanno deciso la destinazione delle aree industriali in dismissione con criteri immobiliari e costruttivo/volumetrico, con lottizzazione perfino nella scelta degli architetti. E’ stata una grande occasione persa di ridisegnare urbanisticamente la città, che avrebbe avuto una ricaduta positiva anche sulla mobilità oltre che sull’assetto paesaggistico e di vivibilità .

Le ferite sono ancora aperte e cito solo ex INAM per destinazione Prefettura e palazzo INPDAP nel lungo Adda vergognosamente in abbandono (per non citare i volumi inutilizzati alle Meridiane) ai quali altri si preannunciano ora se nella scelta della sede del Comune non prevalesse una intelligente programmazione, il cui ruolo di coordinamento non ha funzionato con il depotenziamento delle Province tenute a bagnomaria e in assenza del voto popolare diretto (poi ci si lamenta per il calo dei votanti!).

Oggi la definizione della localizzazione della sede del comune capoluogo di provincia è l’ultima occasione storica che permetterebbe di ricucire il nostro snaturato e anonimo centro città attraverso una visione urbanistica che veda la sede del Comune come aggregazione coordinata di funzioni pubbliche collocate lungo le vie e le piazze con relativi servizi pubblici ed edifici importanti, basata su un reticolo innervato su Piazza Garibaldi con il Garibaldi posto al Centro come una volta, circondato da Teatro Sociale, monumento a Mazzini, Tribunale, Canottieri, Caserma Pubblica Sicurezza, Associazione Commercianti e Nuova Casa comunale (nei Grigioni Casa Comune) su possibile sedime ex BPL.

Partendo dalla strategica Piazza Garibaldi, attraverso via Cavour si unisce la Stazione FFSS, Palazzo Bovara (possibile sede della Biblioteca e di rappresentanza della Istituzione comunale, auspicabile sede delle associazioni operanti in Lecco per il bene comune) , la Provincia di Lecco e la Biblioteca di Lecco con le antiche mura cittadine. Su via Cavour si incontra la Via Roma che unisce da una parte il Monumento a Manzoni e il Santuario della Vittoria e dall’altra Torre Viscontea, il Palazzo delle Paure (che brutta denominazione), la Chiesa Prepositurale e i monumenti di Cermenati e Stoppani, mentre risalendo Via Cavour incontriamo Via Cairoli per collegamento con Ufficio Postale e dall’altra parte il nucleo storico di Via Mascari e Via Bovara con Clinica Talamoni e Biblioteca Comunale.

Ritornando al Palazzo ex BPL, dico sedime per richiamare la necessità di fare pulizia all’interno dell’area per motivi di sicurezza (p.es, presenza amianto da eliminare subito, strutture da verificare) e per eliminare i piani “sfalzati” nei livelli lasciando in piedi l’involucro per i suoi aspetti architettonici creati per ingrandimenti in diversi periodi temporali in funzione dello sviluppo dell’attività bancaria. Anche se il Palazzo ex BPL non fosse scelto come sede comunale, qualunque uso richiederebbe un intervento radicale, in ogni caso legato ai posti auto al presente scarsamente esistenti nelle vicinanze.

L’ipotesi della destinazione della ex BPL a Casa Comunale non necessiterebbe subito per le sue funzioni la presenza di parcheggi, ma una riorganizzazione di un servizio pubblico con linee bus sempre transitanti nelle vicinanze del Palazzo comunale, i cui spazi interni invece avrebbero la necessità di essere organizzati secondo il nuovo concetto di fruizione pubblica in tempo di pandemia e per l’accessibilità senza barriere architettoniche.

Comunque una proposta per qualsiasi nuovo insediamento pubblico deve essere accompagnata da una indicazione dove e come viene risolto il problema parcheggi. Per esempio la proposta di utilizzo edificio ex BPL per Municipio (o per altra prestigiosa attività non pubblica: in questo caso i nuovi parcheggi a carico dei privati) a mio parere esige trovare nuovi posti macchina non in superfice ma vicino a Piazza Garibaldi: per esempio un parcheggio sotterraneo sotto Piazza Cermenati,  Via Pietro Nava e parcheggi ivi presenti. Questi nuovi posti darebbero una risposta alla domanda in giorni lavorativi mentre sarebbero a disposizione per il sabato e domenica per i turisti/visitatori di mostre a Palazzo Paure. Penso ad un esempio simile a Lugano realizzato vicino al lungolago dove è stato costruito un funzionale parcheggio sotterraneo (senza ripetere l’ esempio negativo di infiltrazioni acqua come avvenne nel parcheggio di Piazza degli Affari) a servizio dei turisti/visitatori LAC Lugano Arte e Cultura.

Urbanisticamente parlando, potremmo disegnare un quadrilatero con presenze di servizi pubblici , strutture architettoniche e monumenti che darebbero la cifra della crescita della città con le sue peculiari caratteristiche di solidarietà e di intraprendenza attraverso la fusione in un quadrilatero dei diversi servizi, dove il bene comune deve realizzarsi anche attraverso le strutture con relative funzioni.

Una volta delineata la scelta secondo principi urbanistici e storici sarà necessaria e giustificata una variante al PGT per destinare l’ area ex BPL a NUOVA SEDE DEL COMUNE DI LECCO: il difficile sarà valutare il valore dell’edificio, tenendo presente il preminente interesse pubblico, non favorendo gli investitori privati. Cordiali saluti”.

Il Cittadino Pierfranco Mastalli