Accoglienza diffusa, si prosegue nel segno della continuità

Tempo di lettura: 2 minuti

Il Corsozio Consolida si ripropone per il servizio di accoglienza diffusa dei migranti

In tutto sono 135 i posti da garantire. Attualmente sono una trentina gli alloggi distribuiti sul territorio

 

LECCO – Un’unica offerta, ma sufficiente a coprire le richieste: sta per chiudersi positivamente la procedura di assegnazione del bando per l’accoglienza diffusa dei richiedenti asilo sul territorio lecchese.

A farsi avanti è l’associazione temporanea di imprese guidata dal Consorzio Consolida con Mestieri Lombardia e tre cooperative, che hanno gestito in questi ultimi due anni ospitalità e i percorsi di integrazione lavorativa dedicata ai migranti aventi diritto e inseriti nel cosiddetto SAI (Sistema di accoglienza integrata) che si differenzia dal CAS (centri di accoglienza straordinaria) per la fruizione di piccole strutture dove alloggiare gli ospiti, in particolare donne e famiglie con minori.

Sono 135 i posti di questa modalità di accoglienza autorizzati dal Ministero dell’Interno per la nostra provincia e previsti nel bando predisposto dalla Comunità Montana, gli stessi che erano stati previsti nel precedente bando. Sul territorio attualmente distribuiti in 26 appartamenti forniti dalle cooperative e altri messi a disposizione da tre Comuni, ovvero Annone, Galbiate e Pasturo.

Nel complesso sono 18 le amministrazioni comunali finora aderenti al progetto “Lecco: una provincia accogliente” promosso dal Distretto di Lecco: “Stiamo terminando di raccogliere le nuove adesioni – spiega Manila Corti , responsabile del Settore Servizi alla Persona della Comunità Montana – la prossima settimana procederemo all’aggiudicazione definitiva del bando, stiamo definendo gli ultimi aspetti gestionali e organizzativi del servizio, il fatto di proseguire con le realtà già coinvolte in questi anni sicuramente rende tutto più semplice”.

Manila Corti, Settore Servizi alla Persona della Comunità Montana

Oltre ai 135 posti assegnati del bando, sono stati prorogati dal Ministero altri 15 posti destinati all’emergenza Afghanistan e alla più recente emergenza Ucraina, corrispondenti ad altrettanti migranti ospitati.

Un’esperienza giudicata positiva quella dell’accoglienza diffusa nel lecchese: “Sul territorio c’è una buona sensibilità da parte del Terzo Settore sul tema dell’accoglienza – sottolinea la dott.sa Corti – in questi anni abbiamo conosciuto un incremento significativo di posti per il sistema SAI, inizialmente 18 e incrementati a 91 per poi giungere agli attuali 135”.

Sono invece circa cinquecento i migranti ospitati attraverso il sistema dei CAS, ovvero dei centri di accoglienza, che nel lecchese conta alcune strutture di cui le più grandi, in termini di ospiti, situate a Cremeno e ad Airuno.

Advertisement