Donazioni di sangue: solo un lieve calo nel 2020 ma i donatori non sono mancati

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Nell’anno del Covid piccola flessione delle donazioni di sangue per lo stop di marzo

I volontari dell’Avis non hanno mai fatto mancare il loro supporto durante la pandemia

LECCO – “Il 2020 è stato un anno difficile per tutti e anche l’attività di donazione di sangue ha dovuto subire una piccola battuta di arresto”. Bruno Manzini, vicepresidente e volto storico dell’Avis provinciale di Lecco traccia il bilancio degli ultimi 12 mesi dell’associazione in vista dell’assemblea degli associati che si svolgerà.

Una lieve diminuzione (-5,4%) delle donazioni di sangue quella registrata lo scorso anno (26.753 donazioni contro le 28.303 del 2019) e legata ai mesi più duri della pandemia: “In quel momento gli ospedali erano impegnati sul Covid e le sale operatorie erano dedicate anch’esse al ricovero dei malati, c’è stata quindi un’interruzione dell’attività sanitaria che ha reso non necessaria la donazione, c’era sangue in eccedenza” racconta Manzini.

Bruno Manzini, vice presidente Avis Provinciale di Lecco
Bruno Manzini, vice presidente Avis Provinciale di Lecco

Il mese che ha subito lo stop maggiore è stato quello di marzo quando sono state effettuate solo 97 donazioni anziché le 2 mila che si effettuano solitamente. “Con aprile si è tornati ad un regime normale – spiega Manzini – questo conforta, significa che nonostante i timori che avrebbero potuto esserci nel recarsi all’ospedale, i nostri donatori non hanno mai fatto mancare la propria disponibilità”.

Anche il numero di ‘avisini’ (14.711 nel 2020, erano 15.053 nel 2019) ha subito solo una lieve diminuzione che si spiega però con l’eliminazione dalle liste dei donatori i volontari inattivi da due anni. Sono soprattutto adulti (69,9%) con una prevalenza di uomini (62,7%) ma tra i giovani sono poco di più le donne.

 

La maggior parte delle donazioni sono state di sangue intero (24,5 mila) e decisamente meno (2,1 mila) di plasma: “Questo è imputabile alla carenza di personale ospedaliero, perché la racconta del plasma impegna gli operatori per oltre un’ora anziché dieci minuti ad ogni donazioni come per il sangue”.

Non sono mancate però le donazioni di plasma iperimmune da somministrare ai pazienti Covid nelle fasi iniziali della malattia: ne sono state raccolte 200 sacche all’ospedale di Lecco, corrispondenti a circa il 10% delle donazioni di plasma.

Tra le 18 Avis Comunali spiccano per donazioni quelle di Lecco, Merate e Bellano, a queste per numero di soci spicca anche Valmadrera.

La provincia di Lecco resta ai vertici della classifica nazionale delle donazioni di sangue: “Quello raccolto a Lecco eccede rispetto alle necessità del territorio e circa metà viene distribuito al San Raffaele e agli altri ospedali milanesi che ne necessitano di grandi quantità” spiega Manzini.

Giorgio Grassi presidente Avis Provinciale di Lecco
Giorgio Grassi presidente Avis Provinciale di Lecco

L’assemblea provinciale sarà l’occasione per il rinnovo del consiglio direttivo. L’attuale presidente Giorgio Grassi conclude il suo mandato di quattro anni: “I primi due sono stati molto attivi. Negli incontri a livello nazionale è sempre emersa l’importanza di Lecco tra le realtà dell’Avis. Gli ultimi due anni sono stati invece inevitabilmente condizionati dall’emergenza sanitaria, si è svolto tutto on-line ed è stato strano per una famiglia come quella dell’AVIS dove si è abituati a stare sempre in contatto”.

“Sabato tornerò ad essere un avisino come gli altri ed è questa la cosa bella dell’associazione anche se, come in altre realtà associative, mancano spesso le persone, soprattutto i giovani, che vogliano partecipare attivamente alla vita dell’associazione”.