Merate, parco Belgioioso: crollata porzione di muro

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A provocare il crollo della porzione del muro sono state molto probabilmente le abbondanti piogge degli ultimi giorni

Il Comune ha transennato l’area intorno, mentre la proprietà dovrà farsi carico della messa in sicurezza e ripristino del muro

MERATE – L’area è stata transennata dal Comune in modo da evitare che qualcuno, a spasso nel verde, possa avvicinarsi alla zona, mettendo a rischio la propria incolumità. Sarà però il privato a dover eseguire l’intervento di messa in sicurezza e ripristino della parte del muro del parco del Cannocchiale crollato nei giorni scorsi.

L’episodio è avvenuto nella notte tra mercoledì 1° maggio e giovedì 2 maggio ed è stato dovuto, molto probabilmente, alle forti piogge degli ultimi giorni che hanno, di fatto, sgretolato il muro di sassi e mattoni posto a delimitare il confine del parco di villa Belgioioso. A cadere al suolo un porzione del muro situato nella parte a est, in fondo al cannocchiale, nella parte di terreno posta alle spalle dell’area giochi per i bambini, a sua volta delimitata da una recinzione metallica.

“Siamo intervenuti appena ricevuta la segnalazione da parte di alcuni cittadini” fa sapere il primo cittadino Massimo Panzeri. “Abbiamo transennato la zona con il nastro bianco e rosso così da evitare che qualcuno si avvicini”. Contestualmente è stato contattato anche il privato, proprietario del muro, in modo da chiedere un intervento di messa in sicurezza e ripristino delle condizioni allo status quo antecedente al crollo.

Il parco del Belgioioso, chiamato anche del Cannocchiale, è di proprietà privata: grazie a un’apposita convenzione, stipulata con l’amministrazione comunale e già rinnovata più volte, è da decenni ormai che l’area è fruibile al pubblico. Nei cassetti del Municipio giace da tempo anche un progetto di riqualificazione complessiva dei camminamenti interni al parco, molto frequentato e amato dai meratesi, ma al momento l’intervento è fermo ai blocchi di partenza perché il Comune vorrebbe riuscire a strappare al privato la possibilità di una convenzione per la fruizione dell’area di durata più lunga rispetto a quanto finora concesso.

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