I segreti della Grigna e le sorgenti carsiche per capire l’acqua che beviamo

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Lario Reti Holding al fianco di un importante studio per  conoscere gli abissi della Grigna

Il progetto è stato presentato durante un convegno nella sede della Comunità Montana a Barzio

I relatori del convegno

LECCO –  Una approfondita ricerca sulla natura e sulla provenienza delle acque presenti nel sistema carsico della Grigna.

E’ questo l’obiettivo della convenzione tra Lario Reti Holding, Università di Milano Bicocca, Federazione Speleologica Lombarda e Parco Regionale della Grigna Settentrionale.

Guido Agostoni

Nel pomeriggio di ieri, giovedì 4 aprile, il progetto è stato presentato nell’ambito del convegno “Dagli abissi della Grigna alle sorgenti carsiche” svolto presso la sede della Comunità Montana della Valsassina a Barzio.

Il progetto ha come scopo la caratterizzazione del sistema idrogeologico della Grigna Settentrionale attraverso lo studio approfondito delle sue principali sorgenti e la definizione dei percorsi idrici sotterranei all’interno del massiccio.

Francesco Mazzeo

I rappresentanti degli Enti organizzatori hanno affrontato diversi aspetti: la costituzione del Parco regionale delle Grigne, le origini carsiche delle risorse idriche, la scoperta e lo studio delle innumerevoli grotte anche di rilevanza internazionale, come il famoso Abisso W le Donne, esplorate ormai da decenni da parte di speleologi di tutta Italia e non solo.

Felicita Spreafico

Ad aprire i lavori il saluto del vice presidente della Comunità Montana Guido Agostoni a cui è seguito l’intervento del direttore del parco Francesco Mazzeo.

La geologa e speleologa Paola Tognini ha spiegato come la Grigna sia ricca di grotte: “Sono state scoperte circa 4900 grotte in Lombardia, 1500 nella sola provincia di Lecco. Di queste 1270 sono nelle Grigne e 1100 nella Grigna Settentrionale”.

Paola Tognini

Andrea Ferrario, presidente della Federazione Speleologica Lombarda, ha presentato un quadro storico delle esplorazioni, puntando l’attenzione sull’abisso “W le donne”: “Negli anni ’80 si era scesi fino a -456 metri, mentre nel 1989 si sono scoperti due rami: uno di 1155 metri e l’altro di 815 metri, ma soprattutto si è incontrato un torrente e, attraverso un tracciante, è stato documentato il collegamento con la sorgente di Fiumelatte”.

Andrea Ferrario

Raffaele Rossi Ronca, geologo di Lario Reti Holding, ha spiegato il ruolo della società che gestisce il sistema idrico integrato in provincia di Lecco.

“Lario Reti Holding gestisce 460 sorgenti, una cinquantina sono oggetto dello studio”. La cosa complicata è capire quale sia l’area di ricarica di queste sorgenti: con i test effettuati attraverso l’utilizzo di traccianti è possibile capire le effettive aree di ricarica e simulare il passaggio di una sostanza inquinante nel sistema: “Una volta individuate le aree di ricarica e possibile certificarle e sottoporle a vincolo di salvaguardia”.

Raffaele Rossi Ronca

In questo quadro, quindi, si inserisce lo studio, coordinato dai professori Paolo Frattini e Giovanni Crosta, che sta conducendo la dottoressa Felicita Spreafico del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Geologiche dell’Università di Milano Bicocca.

Attraverso lo studio si sta cercando di mettere in relazione le varie sorgenti delle Grigna. Nei prossimi mesi verranno condotti test con sostanze traccianti per vedere dove riaffiorano e registrando vari parametri. Il progetto di tracciamento delle acque sotterrane rappresenta l’opportunità per scoprire i segreti delle grotte della Grigna e quindi dell’acqua che beviamo.

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