Vita da contadini: alla scoperta dei Musei Etnografici di Lecco e Provincia

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Il Museo del Latte di Vendrogno

Proposte per conoscere storia e tradizioni dei nostri avi

Costumi e attrezzature, dalla coltivazione dei campi all’attività casearia, testimonianze custodite in luoghi visitabili, aperti al pubblico

 

LECCO – Riscoprire gli antichi mestieri legati alla terra e all’agricoltura, all’allevamento e all’arte casearia ma anche la lavorazione della pietra: è l’opportunità si può vivere in prima persona visitando i musei etnografici in provincia di Lecco.

Case contadine o siti storici, dove sono stati raccolti reperti e costumi che raccontano le tradizioni del territorio, con l’obbiettivo di promuovere la conservazione della cultura rurale ed educare le nuove generazioni sulle proprie radici.

Dalla Valsassina alla Brianza, sono diversi i siti visitabili in provincia di Lecco. Per orari di apertura ed eventuali costi di ingresso si rimanda alle pagine web dei musei (per maggiori informazioni vedi qui)

VENDROGNO – Museo del latte e della storia della Muggiasca

Il Museo del Latte e della storia della Muggiasca, situato nel centro di Vendrogno, ha trovato la sua sede nell’edificio che per quasi un secolo è stato utilizzato come latteria turnaria, per la raccolta, la lavorazione e la trasformazione del latte, la cui architettura originale è in gran parte conservata. La collezione del museo, composta da oltre 400 pezzi tra documenti e reperti, permette ai visitatori di ammirare la strumentazione completa utilizzata nella latteria, esposta nelle quattro sale che costituivano la zona lavoro al piano terra dell’edificio.

COLICO – Museo della Storia Contadina

A Villatico, frazione del Comune di Colico, si trova il Museo della Cultura Contadina, che presenta una ricostruzione dettagliata della vita domestica contadina tra Ottocento e Novecento. La cucina al piano terra, riscaldata dal camino, è provvista di suppellettili che servivano per preparare e consumare i pasti, un tavolo per riunire la famiglia, una cassapanca per conservare gli alimenti e una seduta intorno al focolare. Il museo offre un’occasione per scoprire le attività agro-silvo-pastorali del territorio, che comprendono la fienagione, la lavorazione casearia, l’allevamento, la cerealicoltura e la viticoltura.

VALMADRERA – Museo della vita contadina

Il Museo della Vita Contadina si trova in località di S. Tomaso, nel Comune di Valmadrera, in un rustico che raccoglie gli oggetti più rappresentativi del lavoro agricolo e della vita domestica della zona lecchese a partire dall’Ottocento. Il museo è ubicato in un nucleo rurale ristrutturato e offre una mostra organizzata secondo il calendario agricolo tradizionale, con inizio l’11 novembre, giorno di S. Martino. Gli allestimenti consentono di esplorare gli usi e i costumi delle persone che vivevano in queste zone e di comprendere la vita quotidiana delle famiglie contadine.

Museo agricoltura San Tomaso Valmadrera
Museo contadino a San Tomaso di Valmadrera

GALBIATE – Museo Etnografico dell’Alta Brianza

Il Museo Etnografico dell’Alta Brianza, situato a Camporeso e raggiungibile con una passeggiata di un chilometro dal centro di Galbiate, offre una vista mozzafiato sul Lago di Annone e si concentra sugli usi e i costumi della Brianza collinare, dalla società preindustriale a quella postindustriale. La mostra di lunga durata presenta oggetti del lavoro e della vita quotidiana, documenti visivi e sonori sulla produzione del baco da seta, le attività agricole, l’alimentazione, la cucina, la stalla, i trasporti rurali e la tradizione del flauto di Pan, che è diventato il simbolo musicale folcloristico della zona nel corso del Novecento

 

PREMANA – Museo Etnografico

Nella Sala del ferro al Museo Etnografico di Premana, si ripercorrono le principali tappe storiche della lavorazione del minerale nel territorio prealpino. Nella Sala dell’agricoltura si conservano  gli oggetti utilizzati dai contadini di montagna per lavorare i pendii e coltivare la segale e l’orzo, oltre che per accudire capre, pecore e mucche. Nella Sala del Costume sono esposti invece i costumi tradizionali, come lo splendido “morel”, abito nuziale con influenze greco-albanesi, gli attrezzi per la tessitura e alcuni manufatti del lavoro femminile.

VALVARRONE – Museo cantar di pietra

Il Museo Cantar di Pietra, inaugurato il 5 febbraio 2020 a Tremenico in Valvarrone, racconta in chiave esperienziale, attraverso un percorso interattivo, i temi forti delle ritualità della Valle, che rappresentano l’eredità più tenacemente vitale della cultura contadina e alpina.

La voce del narratore accompagna il visitatore attraverso le varie stanze e i racconti del suo vissuto, inframmezzati da suoni e rumori, consentono a chi li ascolta di lasciarsi trasportare fino a calarsi completamente in quella realtà.

CARENNO – Cà Marti, il museo della Valle dei Muratori

Il Museo di Ca’ Martì, situato nel pittoresco borgo antico di Carenno, offre ai visitatori una preziosa documentazione sulla storia, la vita e il lavoro dei muratori che hanno lavorato nella Valle S. Martino. Attraverso la sua esposizione, il museo mostra un patrimonio di conoscenze e abilità professionali che hanno unito molte generazioni, che sono state tramandate nei secoli e che si possono ancora ammirare nelle costruzioni antiche e nei resti delle cave sparse nella zona. Questi luoghi rappresentano una testimonianza delle vicende umane fatte di sacrificio, dedizione, fatica ed emigrazione che hanno contraddistinto la vita dei muratori in passato.

I volontari del gruppo Cà Marti_ il museo e la Valle dei muratori

BULCIAGO – Piccolo museo della tradizione contadina

Il Museo delle Tradizioni Contadine di Bulciago conserva oggetti della vita quotidiana del mondo contadino locale. Illustra i modi di vita e del lavoro che si svolgevano in questa zona tra la fine dell’ 800 e il primo Novecento.

VERDERIO – Aia, museo contadino

Il complesso dell’Aia di Verderio, un tempo adibito a essiccatoio delle granaglie, è stato progettato dall’architetto Gaetano Besia di Domodossola. Sotto il cortile di lastre di granito è collocato il museo dedicato alla “Vita Contadina”: qui sono state ricostruite cinque ambientazioni che descrivono ed illustrano la vita rurale grazie alla presenza numerosa di oggetti ed attrezzi originali che appartengono alla fine dell’800 ed alla prima metà del secolo successivo.

MOGGIO – Museo liturgico etnografico

Nella parte meridionale del borgo vecchio di Moggio, il Museo Liturgico Etnografico di proprietà della parrocchia ripercorre uno spaccato della storia degli abitanti e del territorio limitrofo, alla scoperta di usanze, ritualità, tradizioni e antichi mestieri.

Di recente inaugurazione, il museo presenta inoltre la ricostruzione di ambienti domestici caratteristici, attraverso arredi originali che risalgono al periodo compreso fra il XIX e il XX secolo, a rappresentare la varietà di usi e costumi delle famiglie moggiesi.

Museo La Fornace

BARZIO – Museo della Fornace

Il Museo della Fornace, collocato nella piana tra Barzio e Pasturo, proprio al centro della Valsassina, nasce espressamente con l’ambizione di raccontare e di far conoscere la storia, le tradizioni, la cultura e l’economia della valle.

Un video di benvenuto accoglie i visitatori in quello che vuole essere un cammino attraverso memorie, sapere, uomini e passioni che hanno costruito il territorio. Il percorso museale si snoda su due piani, attraversando quattro principali aree tematiche: dalla sezione dedicata alla storia mineraria della Valsassina alla sezione dedicata all’arte casearia ed alla zootecnia. Al piano primo, nella zona soppalcata organizzata attorno alla ciminiera centrale, sono fruibili le sezioni dedicate all’ambiente naturale ed all’escursionismo, nonché quelle dedicate allo sci ed all’alpinismo.

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