LECCO – Dopo 6 giorni di sedute, 452 osservazioni, 58 emendamenti, 15 ordini del giorno e 550 votazioni, nella serata di sabato 31 gennaio è stato approvato il nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT) del comune di Lecco, il documento che disegna la città di domani. Ecco opinioni e reazioni della politica e di coloro che hanno partecipato agli impegnativi lavori.
Gruppo Consigliare Fratelli D’Italia Lecco
“L’approvazione del Piano di Governo del Territorio della nostra città è stata un percorso lungo e impegnativo, durato oltre 60 ore di lavoro, durante le quali sono state affrontate tutte le tematiche fondamentali per il futuro di Lecco.
Le tempistiche imposte dall’Amministrazione sono state inadeguate per l’atto più importante sul futuro della città: poco ascolto di consiglieri, cittadini e imprese, e il rischio concreto di un PGT senza visione, scollegato dalla realtà di Lecco, già soffocata da viabilità caotica ed edificazione incoerente. A questo si aggiungono regole iper-burocratiche che complicano la vita ai cittadini e creano problemi spesso irrisolvibili.
Nonostante questo, insieme a tutti i gruppi di minoranza, abbiamo studiato attentamente le centinaia di pagine che componevano la proposta dell’Amministrazione e, come gruppo di Fratelli d’Italia, abbiamo presentato numerosi contributi entrando nel merito di ogni discussione. Abbiamo alimentato il dibattito con diverse nostre proposte di emendamenti e ordini del giorno, quasi totalmente accolti trasversalmente se non all’unanimità dall’Aula, a dimostrazione di un lavoro serio, competente e svolto con la presenza ininterrotta in quei sei giorni di consiglio.
In particolare, solo per evidenziare i principali, sono stati approvati:
- Aliquote IMU calmierate per le aree che, nel tempo, hanno subito una riduzione della capacità edificatoria;
- Maggiore attenzione alla rigenerazione degli immobili situati all’interno delle fasce di rispetto cimiteriali;
- Studio della viabilità e del traffico, nonché del reperimento di parcheggi, nelle arterie più critiche della città – nello specifico via Costituzione e l’area dell’Ex Cinema Nuovo – dove il PGT prevede l’insediamento di nuove attività commerciali;
- La previsione di un’area urbana da destinare a fiere, eventi espositivi, congressi, manifestazioni culturali e incontri pubblici, colmando una carenza storica della città;
- L’individuazione di aree idonee ad ospitare datacenter, per una pianificazione urbanistica che guardi concretamente al futuro e all’innovazione;
- L’istituzione di premialità per interventi edilizi ad alta efficienza energetica, con riferimento alle classi A4, NZEB e case passive;
- Lo sviluppo turistico della città, incentivando la realizzazione di nuove strutture alberghiere in aree oggi a rischio di dismissione e degrado.
- Un approccio più realistico ai vincoli storici dei nostri Rioni, oggi riferiti ad un contesto spesso in declino, con attenzione al decoro per i residenti, al tessuto produttivo e alla salvaguardia dei luoghi rappresentativi della lecchesità

Questo Piano di Governo del Territorio segna una scelta chiara: decidere che città vogliamo essere nei prossimi decenni, una città decisamente diversa da quella che abbiamo vista in questi anni e in cui viviamo oggi. Abbiamo dimostrato anche in questa occasione di saper unire serietà, competenza e visione, incidendo concretamente sulle scelte strategiche senza inseguire slogan o improvvisazioni.
Abbiamo lavorato per difendere i cittadini, tutelare chi investe, sostenere chi produce lavoro e garantire uno sviluppo ordinato, sostenibile e coerente con l’identità della nostra città. Non un’urbanistica ideologica, ma un’urbanistica del buon senso, che guarda al futuro senza dimenticare il territorio e chi lo vive ogni giorno.
Il nostro impegno non si esaurisce con l’approvazione del PGT: continueremo a vigilare affinché quanto approvato venga attuato con coerenza e responsabilità, pronti a intervenire ogni volta che sarà necessario. Perché governare il territorio significa assumersi responsabilità oggi, per dare certezze domani”.
Gruppo Consiliare Lega – Comune di Lecco
“Si è concluso dopo sei giorni di lavori consiliari e oltre 500 votazioni l’iter di approvazione del nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT) del Comune di Lecco, un percorso lungo e complesso che ha evidenziato fin da subito forti criticità sia nel metodo che nel merito.
L’iter si è aperto con un fatto politicamente rilevante: le dimissioni del vicepresidente del Consiglio comunale, maturate a seguito di un forte contrasto con l’Ufficio di Presidenza e con la maggioranza sulle modalità con cui sono stati condotti i lavori su un tema così strategico per il futuro della città. Un segnale evidente di una gestione problematica e poco condivisa.
A questo si sono aggiunti tempi estremamente compressi e strettissimi per la visione e l’analisi della documentazione, non adeguati alla complessità e all’importanza del PGT. Nonostante ciò, come Gruppo Lega, in minoranza, abbiamo garantito massima serietà, impegno e senso di responsabilità, partecipando attivamente ai lavori consiliari e assicurando in più occasioni anche il numero legale, a dimostrazione di un atteggiamento corretto e rispettoso delle istituzioni.
Durante la fase delle controdeduzioni abbiamo presentato numerosi emendamenti con un approccio concreto e propositivo, finalizzati:
- alla tutela dei rioni, per salvaguardarne identità e vivibilità;
- alla protezione delle aree montane, risorsa ambientale e culturale fondamentale;
- alla gestione dei problemi legati ai parcheggi, sempre più sentiti dai cittadini;
- al tema della casa, con particolare attenzione alle esigenze di giovani e lavoratori.
Il piano approvato, nonostante venga presentato con grandi aspettative legate alla rigenerazione urbana, risulta pieno di manchevolezze su temi centrali e caratterizzato da incertezze strategiche che rischiano di compromettere il futuro sviluppo di Lecco. Manca una visione organica e coordinata, capace di coniugare crescita, servizi, sostenibilità e qualità della vita.
Il rischio concreto è quello di una città che, inseguendo modelli non chiaramente definiti, venga progressivamente indirizzata verso la perdita della propria identità e della propria storia, elementi che rappresentano invece un valore da difendere e valorizzare.
La Lega continuerà a svolgere il proprio ruolo di opposizione attenta e responsabile, vigilando sull’attuazione del PGT e portando avanti le istanze dei cittadini, dei quartieri e di chi vive e lavora a Lecco, affinché le scelte urbanistiche siano davvero al servizio della città e non frutto di decisioni affrettate e poco condivise”.
Fumagalli Sindaco – Orizzonte per Lecco
Nel corso della seduta fiume di Consiglio comunale per l’approvazione del PGT, il gruppo consigliare Orizzonte per Lecco ha proposto un ordine del giorno nel quale chiedeva
semplicemente di dare mandato all’Amministrazione di mettere in campo uno studio
analitico sulle criticità viabilistiche che oggi (e in futuro) attanagliano il delicatissimo snodo
compreso tra corso Matteotti, via Balicco, via XI febbraio, largo Caleotto e via Fiandra.
Una semplice richiesta, che aveva lo scopo di fornire alla città uno strumento aggiornato e
puntuale di analisi su questa zona, per provare a porre rimedio a quello che rischia di
diventare un nodo ancora più congestionato.
“Nell’area del Caleotto attualmente sono già presenti una molteplicità di funzioni: scuole,
stadio, esercizi commerciali, uffici, residenze, servizi sanitari – spiega il candidato sindaco
di Orizzonte per Lecco Mauro Fumagalli –. L’Amministrazione comunale ha già fatto
intendere di non voler in alcun modo recedere dall’idea di realizzare nella stessa zona un
hub dei bus in via Balicco. In più, nell’area ex Leuci (sul cui futuro, come già espresso nel
dibattito di Consiglio, questa amministrazione non ha lasciato spazio ad alcun confronto
preventivo) sono destinate a sorgere nuove residenze, una struttura commerciale,
strutture sanitarie e nuovi parcheggi. In più, ecco che alla Meridiana potrebbe essere
realizzata pure la quarta torre, in un complesso che potrebbe ospitare ulteriori nuove
strutture alberghiere”.
Da qui la domanda: “La viabilità in quella zona è già oggi compromessa. Cosa accadrà
quando approderanno lì tutte queste altre nuove funzioni oltre a quelle già esistenti?
Nessuno evidentemente sembra volerlo sapere, visto che questa maggioranza che
sostiene il sindaco Gattinoni ha preferito bocciare l’ordine del giorno che avevamo
proposto e che chiedeva di realizzare uno studio viabilistico, documento che invece
dovrebbe già di consuetudine essere un elemento fondamentale da tenere in
considerazione da subito quando si tratta di valutare progetti così complessi”.
“Quale disegno di città si sta scegliendo per la Lecco del futuro? – conclude Fumagalli –
Quale idea si sta portando avanti sull’area del Caleotto? Le scelte non possono essere
raccontate solo come decisioni tecniche né come somma di singoli interventi, qualcuno
spieghi ai cittadini cosa si vuole fare complessivamente della nostra città”.
Andrea Frigerio – Italia Viva Lecco
“Dopo una lunga maratona di discussioni in Consiglio Comunale finalmente la città di Lecco ha un nuovo PGT.
Uno strumento che ha l’obiettivo di intercettare e interpretare i bisogni di una città ancora saldamente ancorata alla sua storica vocazione industriale, ma che, contemporaneamente cerca di governare le urgenze abitative e il rapido sviluppo turistico che Lecco sta vivendo. In quest’ottica Italia Viva ha voluto l’introduzione nel nuovo PGT della destinazione a
‘artigianale e commerciale e servizi per la residenza’ per la zona denominata Rivabella, che dal Bione arriva quasi ai confini di Vercurago.
Ad oggi infatti la parte sinistra della zona, ora solo a destinazione industriale, vede un alternarsi di edifici produttivi e depositi in larga parte dismessi che penalizzano quella sponda dell’Adda, frequentata da migliaia di cittadini e turisti.
Una scelta che, siamo certi contribuirà alla trasformazione di questa parte di città per uno sviluppo commerciale sostenibile e integrato, perfettamente compatibile con un’area tra le più belle della nostra città dal punto di vista ambientale e naturalistico”.
Forza Italia Lecco – consigliere comunale Gianni Caravia
“L’approvazione del nuovo PGT di Lecco è un passaggio importante, arrivato dopo una settimana di discussioni intense. Nonostante questo, resta una forte sensazione di incompiutezza: manca un’idea chiara di che città si voglia costruire nei prossimi anni. Questo è emerso soprattutto parlando delle grandi aree da trasformare, come Otolab, Leuci, Icam e Meridiane, affrontate una per una, senza una visione complessiva. In questo contesto, l’approvazione di numerosi hotel appare difficile da giustificare e da gestire.
La sostenibilità, spesso richiamata, sembra applicata solo a pezzi, senza partire davvero dai bisogni dei cittadini: una città sostenibile dovrebbe prima di tutto essere vivibile, accessibile ed equa per chi la vive ogni giorno. Del resto, questa deriva, come opposizione, la stiamo denunciando da tempo: dalla mancanza di reali approfondimenti nelle commissioni al mancato coinvolgimento effettivo delle associazioni e dei soggetti del territorio.

Questa poteva essere un’occasione importante per immaginare e costruire con coraggio il futuro di Lecco, e invece si è persa l’opportunità di farlo in modo chiaro e condiviso. ‘È un peccato – dice Gianni Caravia – che non sia stata apprezzata l’esperienza e la competenza degli Ordini di Architetti e ingegneri, competenti sull’argomento, visto l’esito delle controdeduzioni alle osservazioni presentate dagli stessi professionisti in collaborazione con Ance Lecco, Confindustria e Confartigianato'”.
Gruppo consiliare Alleanza Verdi Sinistra Lecco
“Ieri sera il Consiglio comunale di Lecco ha approvato la variante generale del Piano di Governo del Territorio (PGT). Si tratta di un passaggio significativo, che orienta la città verso un modello più sostenibile, inclusivo e attento al proprio territorio. Il nuovo PGT mette infatti al centro il diritto all’abitare, la tutela dell’ambiente e del paesaggio, una mobilità più sostenibile e la riduzione del consumo di suolo.
Un atto urbanistico di questa portata nasce necessariamente da un lavoro corale: l’intera maggioranza lo ha voluto e sostenuto in dialogo con chi abita la città, e, su alcuni temi, anche l’opposizione ha contribuito al confronto.
A differenza di quanto sostenuto da più interventi dell’opposizione in aula – secondo cui questo PGT rappresenterebbe un’occasione mancata per lo sviluppo della città – noi riteniamo che esso contenga elementi di forte innovazione.
La sua concreta realizzazione dipenderà anche dalle scelte che gli operatori dell’edilizia, e non solo, compiranno nei prossimi mesi e anni, in coerenza con gli indirizzi dati dal Piano.
Per la prima volta, il tema dell’edilizia sociale entra nella programmazione urbanistica con la forza, la pregnanza e il carattere che questo PGT gli attribuisce. Se il disegno previsto verrà attuato, circa 450 nuovi appartamenti diffusi nei diversi quartieri saranno destinati a chi ha un reale bisogno di casa, ma non può accedere a un mercato immobiliare ormai fuori portata per molti lavoratori.
Come AVS riconosciamo in questo impianto un principio di solidarietà: le premialità urbanistiche sono legate in misura significativa all’edilizia sociale. La città riconosce chi costruisce, ma chiede in cambio un contributo concreto per rispondere a un bisogno collettivo e garantire servizi a tutti.
Quando il mercato immobiliare espelle i lavoratori a medio-basso reddito, a soffrirne è l’intera comunità. Questo PGT indica una direzione diversa rispetto agli strumenti urbanistici del passato.
La scelta di distribuire l’edilizia sociale in più zone della città, senza limitarla alle sole case popolari, rappresenta inoltre un investimento in integrazione e coesione. È una politica che contrasta la segregazione e previene la nascita di quartieri a rischio di marginalità.
Infine, nella rigenerazione urbana riconosciamo un approccio pragmatico, ben sintetizzato dal nostro capogruppo Alberto Anghileri, che tiene conto del quadro giuridico relativo ai diritti della proprietà privata, ricordando però quanto stabilito dall’articolo 42 della Costituzione: ‘La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti’.
Ma il contributo di AVS a questo PGT non si limita al tema dell’edilizia sociale: ogni aspetto è stato affrontato con la responsabilità di proporre soluzioni dentro una realtà complessa, che cerchiamo di trasformare e migliorare.
Il nostro apporto si riconosce in un pragmatismo radicato in una visione chiara: una città pensata per le persone.
Alberto Anghileri
Daniele Blaseotto
Lorenzo Vassena”
AmbientalMente Lecco

Gruppo Civico Rete per Lecco
“Con la definitiva approvazione della Variante Generale al Piano di Governo del Territorio, questa amministrazione ha disegnato quella che pensa possa essere la città del futuro: la certezza di alberghi esclusivi, appartamenti di lusso, supermercati in abbondanza e… la promessa di 490 appartamenti di edilizia sociale che non si impegna il Comune a realizzare ma che lascia alla “bontà” di coloro che si accingono a fare interventi edilizi che siano costruttori o privati attraverso prescrizioni discrezionali.
Un progetto di città che dunque risponde solo a un target di popolazione benestante di residenti e turisti e lascia indietro, di nuovo, le giovani coppie, le famiglie di ceto medio e gli anziani.
Il tema dell’abitare è la prima funzione di una città che può definirsi viva e accogliente, nonché inclusiva nella sua più ampia definizione.
E allora, innanzitutto denunciamo che i tempi per l’eventuale realizzazione dei suddetti appartamenti saranno tutt’altro che immediati e poi che, alle tante declamate affermazioni sui progetti in grado di dare una risposta al problema della casa, corrisponda alla fine un nulla di fatto perché le prescrizioni dettate potrebbero non essere convenienti per chi si accinge a rinnovare il patrimonio edilizio cittadino.
Riteniamo che non sia questa la modalità con cui pensare e programmare il futuro della nostra città. Se si ha veramente a cuore il miglioramento della vivibilità di Lecco e la sua reale sostenibilità urbana le previsioni di sviluppo non dovrebbero fondarsi sul meccanismo economico di trarre vantaggio da un’attività privata concedendo previsioni edificatorie sospette, ma sulla conoscenza dei luoghi e sulle reali esigenze di una città che si conosce e si sa di cosa ha bisogno e solo da queste far discendere le previsioni per il suo rinnovamento.
Se al primo posto delle preoccupazioni di chi amministra la città, ci fosse il suo futuro sostenibile non dovrebbe mancare la ricerca anche di soluzioni più innovative condotte direttamente dall’Ente pubblico.
L’edilizia sociale si può infatti sviluppare con il necessario coinvolgimento dei capitali cosiddetti pazienti (Fondazioni bancarie, Casse previdenziali, Cassa Depositi e Prestiti) e con finanziamenti agevolati. Magari intervenendo sul patrimonio pubblico o para-pubblico inutilizzato o considerando acquisizioni su aree dismesse. Ad esempio, perché per l’area ex Leuci non si è presa in considerazione l’ipotesi di un acquisto dopo una serie di aste andate deserte fino alla sua vendita?
Lecco non ha bisogno di proclami ideologici, ma di concretezza, visione futura e amore per la città.
Il coordinatore Angela Fortino
Il referente urbanista Antonio Piefermi”

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