Autoritario? Permissivo? Autorevole? Scopri che genitore sei!

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Ma che genitore sei?

Come molti di voi già sapranno, per essere genitore non esiste un manuale d’istruzioni che viene consegnato alla nascita del bimbo, né un decalogo preciso a cui riferirsi come guida nella quotidianità educativa di ogni famiglia.

Il ruolo del genitore non è semplice e non “arriva dall’alto”, non è un percorso già scritto da seguire ma un libro da scrivere, che cambia e che si adatta a nuovi spunti, nuove avventure e contraddizioni che ogni famiglia vive.

Un genitore cresce e cambia con l’esperienza continua e costante, interrogandosi e riflettendo sui passi che compie ed andando a volte per “prove ed errori”. Ogni adulto trova un proprio modo per esserlo, partendo dalla propria storia personale e dalle sue caratteristiche.

Ma che genitori siamo?

Ecco alcuni possibili indicazioni in cui ritrovare il proprio stile

– STILE AUTORITARIO: il genitore è guidato da principi rigidi e adotta una serie di strategie di regole ed eventuali punizioni che prevedono l’uso di molti “no”, a volte anche minacce e ricatti. Il bambino cresce così in un ambiente costruito sul divieto, dove il rapporto genitore-figlio non è centrato sulla comunicazione affettiva e sul rispetto dell’individualità, ma su un eccessivo controllo del comportamento dei figli, indipendentemente dall’età e dal contesto in cui si trovano.

– STILE PERMISSIVO: esattamente all’opposto di quanto detto prima il genitore in questo caso è estremamente tollerante nei confronti dei comportamenti e delle richieste del bambino. Il suo motto è quello di lasciare libero il bambino senza alcun limite, non imponendo regole né punizioni. Il possibile rischio di questo stile è che i bambini si sentano disorientati, perché non trovano le regole di cui hanno bisogno per sapere cosa fare e come controllare le pulsioni. Il rapporto tra genitore e figlio appare troppo paritario.

– STILE AUTOREVOLE: il genitore attraverso questo metodo educativo stabilisce poche e chiare regole di comportamento che variano in base a dove si trova il bambino e alla sua età. I genitori sono maggiormente consapevoli della loro responsabilità, sanno quando occorre dire no e quando negoziare una regola, privilegiando un rapporto aperto allo scambio di idee e partecipante. Incoraggiano i figli ad essere autonomi e riconoscono la loro unicità e qualità, ma anche i loro limiti.

I genitori spesso scelgono o si ritrovano comunque a modularsi tra questi stili, non aderendo ad un unico modello, e combinano diversi atteggiamenti in base alle situazioni e circostanze. L’importante in questo caso è riuscire a mantenere una certa coerenza verso il bambino, trovare il “proprio stile”, così da non confonderlo.

Per concludere occorre ricordare che al di là dello stile educativo che seguiremo, tra i compiti dei genitori c’è quello di accettare i propri limiti e perdonare l’imperfezione che ci accompagna: si può sbagliare e l’importante è ammettere l’errore con sé stessi e con i propri figli.

Sono soprattutto loro, se saremo in grado di ascoltarli e gli daremo credito, che possono aiutarci a capire i nostri difetti e a “correggere la rotta”.

Lucia Riva e Elisabetta Vitali

Gli articoli della rubrica sono a cura delle Dott.sse Lucia Riva ed Elisabetta Vitali, pedagogiste dello Studio di Consulenza Pedagogica Koru www.consulenzapedagogicakoru.it

Se avete domande e osservazioni potete scrivere all’indirizzo mail: studiokoru@libero.it e vi risponderemo o personalmente o attraverso la nostra rubrica.

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