Mamma, papà… perché si muore?

Tempo di lettura: 4 minuti

Spesso i bambini, di qualunque età, ci mettono di fronte a degli interrogativi su temi difficili e complessi della nostra esistenza , che ci spiazzano sia per i tempi e i modi con cui ce li pongono, sia perché ci chiedono come adulti di provare a trovare delle risposte adeguate rispetto alle loro età e competenze.

Abbiamo così deciso di dedicare questo e i prossimi articoli alle domande più frequenti che i vostri bambini vi fanno e che ci avete segnalato.

In questo primo articolo riflettiamo su come provare a parlare della morte ai bambini e come rispondere a chi di loro s’interroga sull’argomento.

Questa rappresenta una delle domande più difficili per noi adulti, tanto che quando ce la pongono in modo diretto e semplice come solo un bambino sa fare, il nostro primo impeto è di tentare di rimandare il discorso nel tempo o ignorarlo sperando che se ne dimentichi. E’ sicuramente un atteggiamento normale e giustificato che però non deve farci dimenticare l’importanza e il bisogno di capire e comprendere che anima quel bambino.

Prima di arrivare a qualche consiglio concreto, facciamo un passo indietro provando a interrogarci su cosa significa per un bambino il concetto di morte e i vissuti ad esso connessi, ovviamente questo al di fuori di esperienze dirette e individuali che per il grado di coinvolgimento personale incidono diversamente e in modo più doloroso.

Per i più piccoli spesso questo è un concetto che sta a significare qualcosa di temporaneo e reversibile, una partenza a cui seguirà presto un ritorno. Quando si cerca di spiegare che è qualcosa di irreversibile spesso i bambini oppongono resistenza e dopo poco tempo vi chiederanno quando tornerà. Spesso legano questa possibilità solo agli anziani. L’utilizzo di metafore come “l’essere volato in cielo” e “l’essere diventata una stella” aiuta perché si avvicina al pensiero magico infantile di questo periodo.

In età scolare le cose cambiano. Indicativamente dagli otto anni, la morte diventa un evento definitivo e che può interessare tutti, diventa importante fornire una spiegazione razionale in cui per esempio si spieghi il ciclo della vita che coinvolge tutti gli esseri viventi. Spesso la richiesta successiva è di comprendere cosa accadrà dopo la morte e questa risposta sarà dettata delle credenze individuali di ciascuna famiglia. Proviamo a darvi alcune indicazioni.

Pensarci. Prima di parlare della morte ai vostri bambini dovreste chiedervi cosa ne pensate, quale sia la vostra posizione e i vostri timori. Confrontandovi anche come coppia genitoriale così da scegliere una linea di spiegazione condivisa.

Parlare. Bisogna parlare insieme a loro di questo argomento facendo però attenzione a ciò che diciamo, calibrando le parole e osservando le reazioni del bambino: ciascuno reagisce molto personalmente, alcune risposte potranno essere più accettabili per alcuni, meno per altri a cui bisognerà trovare una nuova spiegazione.
Potrebbero accontentarsi della risposte oppure chiedervi degli approfondimenti su questa tema, l’importante è sempre dimostrarsi disponibili di fronte agli interrogativi con un atteggiamento di ascolto anche se si hanno normali esitazioni ed incertezze.

Paura. E’ un sentimento collegato a questo argomento. Non dovete pensare che non parlarne attenuerà la paura, anzi spesso l’accentuerà perché il bambino non capirà perché non affrontate l’argomento. Occorre ascoltare le sue riflessioni sull’argomento e cercare di capire se è paura reale della morte o indotta per esempio da un film. I bambini verranno rassicurati dalle vostre risposte, al di là dei contenuti, perché capiranno che voi siete un punto di riferimento a cui chiedere e con cui confidarsi.

Provare. Leggere ad alta voce una fiaba, classica o moderna, in cui potersi identificare, fare un disegno o dipingere con la tempera sono linguaggi che possono aiutare un bambino, in base alle sue inclinazioni personali, a trovare le risposte che cerca attraverso dei modi più familiari e personali di semplici discorsi. Soprattutto per i bambini piccoli diventa un modo per fermare i propri stati d’animo ed esternalizzarli.
La morte è un tema complesso e ci rendiamo conto, vista la sua vastità, di averlo affrontato in parte e in modo generale. Per questo vi invitiamo a contattarci se avete ulteriori domande e richieste d’approfondimento…saremo ben liete di rispondervi.

Gli articoli della rubrica sono a cura delle Dott.sse Lucia Riva ed Elisabetta Vitali, pedagogiste dello Studio di Consulenza Pedagogica Koru www.consulenzapedagogicakoru.it

Se avete domande o osservazioni potete scrivere all’indirizzo mail studiokoru@libero.it

 

 

30 gennaio – Autoritatio? Permissivo? Autorevole? Scopri che genitore sei!

6 febbraio – Arrivano le pagelle, come affrontarle?

13 febbraio – Perchè non mi racconti mai niente?

20 febbraio – Ma perché i bambini mordono?

Advertisement