“Parco giochi: luogo di tutti e per tutti”

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L’immagine frequente di queste prime e timide giornate di sole è vedere i bambini con le loro famiglie e amichetti abitare i parco giochi e i prati verdi dei nostri paesi, spesso rimasti inanimati in questi lungi mesi invernali.

Così questi luoghi si ravvivano di partite di pallone improvvisate tra compagni di scuola, di bambini che salgono e scendono dagli scivoli (più o meno “moderni”) e di chi crea, in un piccolo angolo nascosto, il gioco del mercato in una semplice casetta di legno, con bimbi appena incontrati e conosciuti.

Ogni paese e città possiede la ricchezza di averne uno o più. Questi spazi, luoghi spesso aperti al passaggio di tutti, sono più o meno curati e conservati con senso di civiltà, sia da parte dei cittadini che ne usufruiscono, sia da parte degli amministratori che vi investono risorse ed energia.

Spesso chi non vive in città, dove queste realtà sono molteplici e dislocate in diverse zone, sente il bisogno di “migrare” e andare alla ricerca di altre realtà, scoprendo angoli di gioco differenti nelle proposte e nelle esperienze che offrono ai più piccoli (parchi giochi sonori, percorsi con arrampicata e ponti “in movimento”, percorsi vita, …).

Il parco giochi all’aperto, nei suoi spazi attrezzati e in quelli liberi, diventa un punto d’incontro tra persone che si danno un “appuntamento amicale” per un momento di gioco oppure, nella causalità, rappresenta un’occasione di relazioni di amicizia nuove e impensate.

Ovviamente questo vale sia per i grandi che per i piccoli, perché se da un lato i nostri figli nel gioco convivono e sperimentano rapporti con bambini di tutte le età, dall’altro lato gli adulti si trovano a confrontarsi con altre mamme e papà sulla quotidianità del loro essere genitori o su qualunque tema scoprano di interesse comune.

In questo breve scritto, ci siamo fermate a riflettere sul ruolo che come adulti possiamo avere in questi spazi di vita delle nostre comunità.

Nella differenza.
Bambini con età, lingue ed abitudini educative differenti s’incontrano in questo luogo che chiede a tutti, specialmente a noi adulti, la capacità di saper convivere e confrontarsi, a volte anche in modo non semplice. Nel rispetto reciproco occorre che tutti rispettino le regole, sia scritte che tacite, del contesto, così che non si creino inutili conflitti: dal senso in cui si scende dallo scivolo alla necessità di aspettare il proprio turno per salire sull’altalena. I capricci in queste situazioni sono sempre dietro l’angolo e siamo noi adulti a dover aiutare i bambini a con-vivere e con-dividere questo luogo con gli altri.

Giocando s’impara.
Il parco giochi rappresenta un’ottima occasione di socializzazione dove si impara giocando a stare con gli altri bambini: nell’imitazione dei comportamenti e dei gesti concreti, nella proposta di giochi inventati al momento e nella possibilità di sperimentare in modo spontaneo i diversi giochi presenti.

I bambini si trovano così ingaggiati in attività di gioco corporeo e/o simbolico che sceglieranno secondo le proprie inclinazioni e desideri che occorre assecondare perché siano liberi di scoprire e scoprirsi.

La giusta distanza.
Questo suggerimento va declinato in base all’età del bambino ma in linea di massima occorre mantenere la “giusta distanza” intesa come equilibrio tra la sua sicurezza (e quella degli altri) e la sua voglia di sperimentazione. Ogni genitore, in base al proprio stile educativo, deciderà il confine tra limite e possibilità da offrire al proprio bambino. Il nostro consiglio è che in questo caso il genitore sia un osservatore “esterno” a cui è richiesta flessibilità e pazienza, così da monitorare ciò che accade al proprio bambino, guidandolo anche alla scelta opportuna dei giochi attrezzati e degli spazi adatti alla propria età, ma intervenendo a necessità e lasciandolo in una naturale scoperta di giochi e relazioni.

Luogo per tutti e di tutti.
Ci appelliamo in questo caso al senso di responsabilità e di civiltà che occorre avere nelle cose di tutti, che non sono ad uso personale ma della comunità.

Ricordiamo ai nostri bambini il rispetto di questi luoghi che in questo momento usano loro, ma che altri useranno in seguito: in base all’età glielo si spiegherà con parole differenti ma il concetto importante che gli passerà sarà sempre quello.

Il parco giochi è davvero una parte importante della nostra comunità che ciascuno si deve impegnare a curare con attenzione e a mantenere con rispetto.

Buone giornate di sole a tutti/e!

Lucia Riva e Elisabetta Vitali

Gli articoli della rubrica sono a cura delle Dott.sse Lucia Riva ed Elisabetta Vitali, pedagogiste dello Studio di Consulenza Pedagogica Koru
www.consulenzapedagogicakoru.it

Se avete domande o osservazioni potete scrivere all’indirizzo mail studiokoru@libero.it

 

 

 

 

 

 

 

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