Il dottor Locatelli va in pensione, per oltre 40 anni medico di base tra Calolzio e Torre

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Il dottor Giovanni Locatelli
Il dottor Giovanni Locatelli

Nel febbraio 1980 aprì l’ambulatorio a Calolziocorte, dopo qualche anno a Torre De’ Busi

“Mi dedicherò ancora, con tempi più ristretti, all’attività professionale magari dando una mano ai giovani medici”

TORRE DE’ BUSI/CALOLZIO – A chi gli chiede cosa farà ora, scherzando, lui risponde “il giardinaggio”. In realtà, con tempi e modalità ovviamente diversi, è già pronto a mettere a disposizione l’immenso bagaglio di esperienza acquisito in quasi 45 anni di lavoro come Medico di Medicina Generale.

Il dottor Giovanni Locatelli, 70 anni tra pochi giorni, dal prossimo 1° marzo andrà in pensione: “Sarò libero cittadino e paziente”. Nativo di Cisano Bergamasco si è trasferito a Calolziocorte all’età di 5 anni. Dopo la laurea in medicina all’Università di Milano nel 1978, ha iniziato il suo percorso lavorativo nel 1979 con le guardie mediche all’ospedale. Nel febbraio 1980 ha aperto l’ambulatorio di medico di base a Calolziocorte, lasciando piano piano l’attività ospedaliera. Nel 1983 il matrimonio e il trasferimento a Torre de’ Busi, in frazione Favirano, dove poco dopo ha aperto un secondo ambulatorio.

“Da allora ho sempre fatto la spola tra Calolzio e Torre de’ Busi e nel giro di pochi anni sono arrivato al numero massimale di 1.500 pazienti. Il ruolo del Medico di Medicina Generale? E’ sicuramente fondamentale perché conosce alla perfezione le realtà dei pazienti e delle loro famiglie. Si crea un rapporto di fiducia che va al di là dell’attività clinica e medica, c’è un rapporto confidenziale con il paziente e questo è l’aspetto che dà più soddisfazioni”.

Voltandosi indietro a guardare la lunga carriera lavorativa, il dottor Locatelli riconosce l’arrivo dell’informatizzazione a inizio Anni 2000 come uno dei cambiamenti più importanti: “E’ innegabile che l’informatica abbia dato una mano importante al nostro lavoro soprattutto nella gestione dei pazienti, questo aspetto ha però penalizzato il rapporto diretto con il paziente. Prima il contatto era più diretto, poi l’informatizzazione è andata incidere proprio sul tempo che si poteva mettere a disposizione del paziente stesso”.

Giovanni Locatelli
Una foto nel suo studio durante il difficile periodo della pandemia

Dal 1985 al 2004 il dottor Locatelli è stato anche sindaco di Torre de’ Busi, prima di impegnarsi per altri 5 anni (fino al 2009) sui banchi della minoranza e dedicarsi alla protezione civile: “Quelli sono stati sicuramente i 20 anni più intensi della mia vita. E’ stato davvero impegnativo riuscire a conciliare l’attività lavorativa con quella di amministratore comunale. Tanto che, alla fine, nonostante le soddisfazioni, ho deciso di lasciare i banchi del consiglio comunale per dedicarmi unicamente all’attività di medico. L’altro periodo, per i motivi che tutti sappiamo, molto pesante è stato quello Covid che ci ha visti impegnati direttamente sul campo, al fianco dei nostri pazienti, per seguire parecchie situazioni molto complicate e delicate”.

Il dottor Locatelli, dal 2012, con la costituzione della medicina di gruppo, si è dedicato in maniera importante anche all’interazione tra medico e medico favorendo, tra l’altro, la nascita della rete MMGvalsanmartino che tanto ha fatto proprio durante il periodo della pandemia: “Effettivamente il nostro gruppo ha collaborato attivamente sia al discorso delle vaccinazioni nell’hub di Lecco, che all’aspetto delle vaccinazioni antinfluenzali per gli Over 65 organizzate a Calolzio negli spazi messi a disposizione dall’amministrazione. Sono state collaborazioni importanti”.

Dal 1° marzo sarà l’inizio di una nuova vita? “Sarò anche io un paziente come tutti gli altri. Mi dedicherò ancora, con tempi più ristretti, all’attività professionale magari dando una mano alla cooperativa di medici di cui faccio parte e dando una mano, se ce ne sarà bisogno, ai giovani medici nel passaggio generazionale che si sta compiendo in questi anni. Per il resto devo ammettere che mi sento un po’ spaesato: questi ultimi giorni sono davvero frenetici e non riesco a pensare che tra poco sarò in pensione…  ma cercherò di godermi questa ‘vacanza’ che è ancora tutta da vivere”.

 

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