Piani d’Erna. Il Comitato: “Ripristinare la vecchia strada è una necessità”

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Piani d'Erna Lecco
Uno scorcio dei Piani d'Erna

A parlare è il portavoce Tommaso Ferrario: “Favorevoli ma non certo per farne un utilizzo improprio o arbitrario”

Poi la risposta a Legambiente per cui i paragoni con Chamois in Valle d’Aosta e Werfenweng in Austria non calzano

LECCO – “Siamo favorevoli al rirpistino della strada agrosilvopastorale che da Boazzo sale ai Piani d’Erna, ma non certo per farne un utilizzo improprio o arbitrario”.

A parlare è Tommaso Ferrario portavoce del Comitato Piani d’Erna, che tiene a sottolineare “va ricordato che non verrà tracciata una nuova strada, bensì verrà ripristinata quella esistente, la quale venne realizzata in occasione dell’installazione della funivia e poi abbandonata”.

L’intervento del Comitato arriva il giorno successivo alla visita dell’assessore regionale all’Agricoltura, Alessandro Beduschi, che ha definito la strada un’ “opportunità strategica”. Accompagnato dal consigliere regionale Giacomo Zamperini e dall’assessore comunale Giovanni Cattaneo, Beduschi ha sottolineato: “Si tratta di un’opportunità per migliorare la mobilità e valorizzare i Piani d’Erna, il ‘terrazzo di Lecco’”.

Piani d'Erna
Da sinistra, l’assessore comunale Giovanni Cattaneo, Paolo Milani del Comitato Piani d’Erna, l’assessore regionale Alessandro Beduschi, il consigliere regionale Giacomo Zamperini, Aurelio Arrigoni Direttore Generale di ITB e Tommaso Ferrario portavoce del Comitato Piani d’Erna

Il Comitato, composto dai proprietari delle 90 abitazioni che ci sono ai Piani d’Erna, alle quali si devono aggiungere 3 esercizi pubblici, è il primo a non volere un uso smodato della futura strada. L’accesso regolamentato sarà limitato a particolari necessità, come ristrutturazioni, interventi straordinari, la chiusura temporanea della funivia per manutenzione e in primis per i soccorsi tra cui mezzi anticendio. “Non sarà certo una strada per salire nei weekend con gli amici – puntualizza Ferrario, aggiungendo – posto poi che la regolamentazione non la faremo noi, ma l’Amministrazione comunale“.

L’intervento del Comitato è anche una risposta a Legambiente, che nei giorni scorsi aveva espresso perplessità sul progetto (vedi intervento). “Avremmo preferito un confronto diretto per spiegare le nostre esigenze”, dichiara Ferrario, che critica l’organizzazione per aver citato esempi come Chamois in Valle d’Aosta e Werfenweng in Austria quali località senza auto, non fornendo un quadro completo.

“Intanto sia Chamois che Werfenweng sono entrambe raggiunte da strade carrozzabili. Dopodiché, Chamois è raggiungibile con un impianto a fune aperto tutto l’anno, dalle 7 alle 22.30, con costo del biglietto di andata e ritorno per i residenti al costo di 1,10 euro al biglietto singolo, se si acquistano 300 corse il costo si abbassa a 0.25 centesimi la singola corsa, non state leggendo male è proprio così, in Erna per un’andata e ritorno servono 13 euro. E non facciamo paragoni con il trasporto merci. Werfenweng invece è un normalissimo paese, dove i residenti hanno scelto di far circolare solo mezzi green ecosostenibili, ma le strade ci sono. Pertanto, bene cogliere spunti da chi fa e ha saputo fare meglio, ma gli esempi vanno presi in consideraione in toto e non solo in parte. La nostra situazione è diversa e merita una riflessione basata sui fatti”.

Funivia Piani d'Erna
Funivia dei Piani d’Erna, sullo sfondo Lecco

Ferrario conclude con un’ulteriore nota di precisazione: “I piani di Erna sono una estensione del rione di Acquate, abbiamo le stesse spese comunali di un qualsiasi quartiere della città, eccetto un’agevolazione sulla Tari, a fronte di servizi assolutamente differenti. Sicuramente questioni che vanno messe in secondo piano, ma non vanno dimenticate. Cogliamo l’occasione per ringraziare l’assessore Beduschi, il consigliere Zamperini e l’assessore Cattaneo per l’interessamento e per quanto potranno fare”.