Penultimo appuntamento con la rubrica destinata a raccontare i Greppi Days
MONTICELLO – Penultima puntata della rubrica Greppi Days, lo spazio dedicato alla settimana del successo formativo in corso in questi giorni all’istituto superiore di Monticello.
Quest’oggi sono le studentesse Yassmine Karouache, Alexandra Toso, Viola Sala e Arianna Biffi a raccontarci le iniziative e le attività proposte nella giornata di lunedì 19 gennaio.
Ecco il resoconto
Anche oggi, lunedì 19 gennaio, si sono svolte nell’istituto le tante attività dei Greppi Days: studenti e studentesse hanno trascorso un’altra giornata all’insegna della conoscenza e della curiosità, mettendo in gioco le loro abilità tecniche ed esprimendo la propria creatività.
In Aula Magna il prof. Brigatti ha tenuto un interessante incontro dal titolo “E se fosse femminile?”, in cui ha affrontato la questione dell’utilizzo del femminile nei nomi di professione e del maschile sovraesteso; la riflessione, che ha preso le mosse dal testo di Vera Gheno “Femminile plurale”, è stata condotta anche attraverso la lettura di post Twitter (l’attuale “X”) e Facebook, che hanno messo in luce come l’azione apparentemente banale di scegliere una parola possa portare con sé stereotipi e pregiudizi; prendere consapevolezza delle implicazioni che l’uso della nostra lingua porta con sé è il primo passo per comunicare in modo equo e confrontarsi su questi temi è l’arma per trasmettere alle nuove generazioni il valore della parità di genere.
Intanto, al piano superiore, un’altra attività ha particolarmente interessato ragazze e ragazzi, ovvero l’incontro organizzato dalla professoressa Elisa Maggioni dal titolo “Come prestare il primo soccorso nei luoghi di divertimento”, in cui un professionista operante nell’ambito sanitario, Umberto Casiraghi, ha spiegato a tutti i presenti alcune semplici azioni da eseguire nel caso in cui in un luogo di divertimento o semplicemente a scuola si verifichi un incidente o qualcuno venga colto da un malore.
Si tratta di indicazioni preziose, perché, come l’esperto ha sottolineato, senza coscienza del pericolo e senza le dovute precauzioni, perfino la serata più tranquilla e allegra può trasformarsi in una tragedia da dimenticare.

Studenti e studentesse hanno poi avuto la possibilità di assistere all’evento dal titolo “Teen leaders”, condotto dalla professoressa Rosa Stella Colombo insieme a Maria Chiara De Capitani, coach, personal trainer ed insegnante di scienze motorie della scuola media di Olgiate Molgora.
In questo incontro l’esperta ha raccontato di come sia riuscita, al di là delle aspettative, in una missione apparentemente impossibile: quella di trasformare la sua passione per le scienze motorie non solo in una professione, ma anche in un’occasione per trasmettere benessere fisico e mentale e per educare ad uno stile di vita sano.
Fra i suoi progetti, oltre alla palestra Team 4Movement, anche l’associazione Team for hope, che si occupa di fornire assistenza medica gratuita in quei paesi in cui i servizi sono carenti.
La sua storia di libertà e di resilienza ha insegnato ai ragazzi quanto la motivazione e la determinazione siano indispensabili per inseguire fino in fondo i propri sogni e trovare la realizzazione nella vita.

Ampio spazio è stato dedicato alla letteratura nell’incontro con il prof. Griffini, docente di religione, che ha guidato studenti e studentesse alla scoperta delle “logiche nascoste” dietro Il Signore degli Anelli. In particolare, il docente ha esplorato la complessa psicologia dei protagonisti e la simbologia del celebre fantasy, rintracciandone le radici profonde.
Secondo l’analisi del professore, Tolkien ha costruito la sua opera su una solida base cattolica, seppur in modo quasi inconscio e senza mai ricorrere a espliciti riferimenti religiosi. “Il lato mitico e simbolico di questo fantasy — come ben sa chi ha letto i libri e guardato i film — è tratto dalla mitologia nordica” sostiene Griffini, “e l’autore è riuscito ad adattarla ai valori universali di tutte le culture, che lui viveva attraverso il cattolicesimo”.
Infatti, sebbene l’autore abbia sempre negato l’allegoria diretta tra il protagonista Frodo e Gesù, ha incorporato nei romanzi elementi cristiani come la morte sacrificale: quella a cui Frodo va incontro portando il peso dell’Anello richiamerebbe la Passione affrontata da Gesù, schiacciato dai peccati del mondo.

Il viaggio all’insegna della letteratura è proseguito con il prof. Simile nel corso dedicato all’“Orrore Cosmico”. Qui, gli studenti sono stati introdotti al genere weird, lo strano, che descrive il terrore esistenziale e la pazzia provocati dalla consapevolezza di quanto l’universo sia vasto e complesso rispetto al genere umano. Esplorando le opere di H.P. Lovecraft e Robert W. Chambers, i partecipanti si sono immersi in letture che lasciano esterrefatti, esplorano il caos più insensato dell’universo infinito e aprono le porte alle dimensioni interstellari.

Le emozioni non sono poi mancate nel suggestivo scenario del Granaio inferiore di Villa Greppi, dove la giornata si è conclusa con un coinvolgente duello medievale. Protagonista è stato Giulio Galluzzi, praticante di scherma storica e appassionato della storia dei combattimenti e armamenti medioevali, che si è misurato in un confronto d’armi con uno dei partecipanti al suo corso. Galluzzi, infatti, in quanto esperto di storia militare del Medioevo, ha analizzato dal punto di vista tecnologico e storico come si armava un cavaliere, mostrando il suo equipaggiamento tramite materiale rievocativo: dallo scudo alla spada, dalla cotta di maglia all’elmo usate tra l’XI e il XVI secolo, sfatando il mito del cavaliere “senza macchia e senza paura”. Ogni sfaccettatura di una spada, dalla lama all’impugnatura, è stata presentata come frutto del lavoro e del pensiero di straordinari artigiani, che hanno prodotto armature la cui complessità tecnica resta, ancora oggi, di difficile imitazione.

Oltre agli approfondimenti storici e letterari, grande spazio è stato riservato anche alla manualità e all’espressione artistica, stimolando la fantasia di ogni partecipante. Nel laboratorio “Le parole sono immagini”, curato dalle professoresse Susanna Formenti e Mara Galbussera, gli studenti sono stati chiamati a tradurre la parola scritta in segno grafico, realizzando illustrazioni ispirate a testi letterari o brani musicali.

Infine, di grande interesse è stata l’attività “L’arte del braccialetto brasiliano: tra tradizione e simbolismo”, proposta dalla prof.ssa Barbara Scarduzio. Il laboratorio ha permesso agli studenti di cimentarsi nella creazione dei celebri “braccialetti dell’amicizia”, piccole creazioni intrecciate a mano che affondano le proprie radici nella cultura dell’America Latina.
Più che semplici accessori, questi bracciali in cotone colorato si sono rivelati veri e propri messaggi simbolici: ogni tonalità scelta dai partecipanti ha dato voce a un augurio specifico, dal rosso della passione al blu della serenità, passando per il verde della speranza. L’attività ha saputo coniugare la riscoperta di un’antica tecnica artigianale a un prezioso momento di relax e condivisione, dimostrando come semplici nodi possano trasformarsi in un linguaggio universale di affetto e protezione.

Si conclude qui il resoconto di una mattinata densa di stimoli che ha visto studenti e docenti protagonisti di un percorso di crescita comune.
L’appuntamento è ora fissato per domani, per vivere insieme la giornata conclusiva dei Greppi Days, pronti a chiudere in bellezza questa straordinaria rassegna di eventi.
Yassmine Karouache, Alexandra Toso, Viola Sala e Arianna Biffi
studentesse dell’Istituto “A. Greppi” di Monticello Brianza

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