All’ex Albergo Rusconi un lungo e partecipato dibattito sulla valorizzazione del patrimonio pubblico appartenente alla Comunità Montana
Il presidente Rusconi: “Lasciare le strutture chiuse non è più accettabile. Ora serve costruire soluzioni insieme”
PIANI RESINELLI – Il silenzio ai Piani Resinelli non è fatto solo di vento che soffia tra le cime, di passi lenti lungo i sentieri, dei rumori della natura, ma anche di edifici chiusi, di occasioni sospese, di scelte rimandate. Proprio da qui è partita la riflessione che ha riempito, questa mattina (sabato), la sala dell’ex Albergo Rusconi: come trasformare ciò che è stato costruito in ciò che può davvero funzionare.
L’incontro pubblico, incentrato sulla valorizzazione degli immobili comunitari presenti nella località di proprietà dalla Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino, promosso dall’ente stesso, è stato un momento di confronto vero in cui istituzioni, tecnici, operatori e cittadini hanno messo sul tavolo visioni, dubbi e responsabilità. Perché il futuro dei Resinelli non può più essere rimandato.
Ad aprire i lavori è stato il presidente Antonio Rusconi, che ha subito chiarito il senso politico e amministrativo dell’incontro: “Non siamo qui per presentare soluzioni già scritte, ma per costruirle insieme. In questi anni sono stati investiti fondi importanti per ristrutturare immobili strategici. Ora il vero nodo è la gestione: lasciare le strutture chiuse non è più accettabile”. Rusconi ha ricordato come, fin dall’insediamento della nuova Giunta, il tema sia stato affrontato con un sopralluogo diretto: “Abbiamo voluto vedere di persona lo stato delle strutture. Oggi siamo qui per capire insieme come dare loro un futuro concreto, utile al territorio”.
Da sinistra: Riccardo Fasoli, Antonio Rusconi e Simone Scola
Accanto a lui, i rappresentanti istituzionali del territorio: i sindaci e assessori con deleghe chiave, a partire da Giovanni Bruno Bussola (sindaco di Ballabio e assessore in Comunità Montana con delega Antincendio Boschivo, Protezione Civile e Agricoltura), Riccardo Fasoli (assessore con delega al Turismo e sindaco di Mandello), Luca Pigazzini (vicepresidente in Comunità Montana con delega al Bilancio e sindaco di Carenno) e il presidente dell’Assemblea dei 26 Comuni membri dell’ente, Simone Scola. Presenti anche il sindaco di Abbadia Roberto Sergio Azzoni e numerosi amministratori, operatori economici, associazioni e cittadini.
Il cuore dell’incontro è stato l’intervento di Fasoli, che ha presentato nel dettaglio l’intero patrimonio immobiliare della Comunità Montana, elencando le sedi istituzionali e storiche (da San Martino a Villa dei Ponti, Villa Orezia Corte, il compendio di San Tommaso a Valmadrera, i fabbricati rurali di Erve) fino ad arrivare al vasto patrimonio dei Piani Resinelli: “Qui abbiamo l’ex Albergo Rusconi, la sala dove siamo oggi con centro servizi, spazi per incontri, sale polifunzionali e camere ai piani superiori attualmente inutilizzato; il Casa Museo Villa Gerosa nel Parco Valentino, la foresteria dell’ex custode con tre piani attrezzati dotati di piccola cucina, locali comuni e camere attualmente inutilizzata, l’ex fabbricato stalla/tettoia anch’esso in disuso e in cui sono in corso interventi per dare vita a un piccolo chiosco/bar, l’ex arrivo della teleferica attualmente pericolante che sarà trasformata in un apiario didattico, la passerella panoramica del Belvedere. Su molte di queste strutture sono stati fatti importanti lavori di riqualificazione”. Il problema, ha spiegato, non è più l’investimento: “Il tema ora è la gestione. Tenerle aperte significa ridurre i costi di manutenzione e dare senso agli investimenti fatti. Non parliamo di fare profitto, ma di sostenibilità”.
Fasoli ha richiamato lo studio del 2014 sullo sviluppo turistico dei Resinelli: “Già allora si parlava di sistema integrato, di collaborazione tra operatori, di destagionalizzazione. Alcune cose non si sono realizzate, ma oggi abbiamo più infrastrutture, più attrattori, più dati”.
Un passaggio centrale ha riguardato proprio il tema dei flussi turistici, cresciuti sensibilmente dopo l’apertura della passerella del Belvedere. “La passerella è un attrattore fortissimo – ha riconosciuto Fasoli – semplice da comunicare e capace di richiamare migliaia di persone. Ma da sola genera prevalentemente turismo giornaliero, con una permanenza breve e una spesa media contenuta”.
Da qui la necessità di una visione più ampia: “Se non viene inserita in un sistema fatto di servizi, eventi, percorsi culturali, musei e strutture ricettive funzionanti, rischia di diventare un elemento che accentua le criticità: traffico, pressione sui parcheggi, difficoltà per i residenti”.
Fasoli ha quindi ribadito che la valorizzazione non coincide con la speculazione: “Parliamo di immobili pubblici. L’obiettivo non è massimizzare il profitto, ma garantire sostenibilità economica, utilità sociale e rispetto del contesto ambientale”.
Luca Pigazzini
Il vicepresidente Luca Pigazzini ha messo l’accento sulla sostenibilità economica: “La Comunità Montana è un ente pubblico. Non può muoversi come un privato. Servono bandi, manifestazioni di interesse, procedure trasparenti. Questo incontro serve anche a capire se è meglio un bando unico o più affidamenti mirati”. Pigazzini ha chiarito che l’obiettivo è duplice: “Valorizzare il territorio, ma anche ridurre l’impatto di queste strutture sui conti dell’ente. Se restano chiuse, diventano solo un costo”.
Il presidente dell’Assemblea dei sindaci Scola ha invitato al confronto diretto: “La Comunità Montana è fatta da 26 Comuni. Senza partecipazione non si va lontano. Oggi siamo qui per ascoltare: critiche, proposte, idee. Tutto serve”.
Numerosi e articolati gli interventi dal pubblico. Un alpinista ha chiesto di rilanciare la Casa Museo nel Parco Valentino: “È una struttura bellissima, ma va rinnovata nei contenuti. Serve integrazione con escursioni, segnaletica, punti panoramici meno invasivi. I Resinelli hanno un patrimonio culturale e alpinistico enorme”.
Una residente ha posto con forza il tema della vivibilità: “Non si può pensare solo ai turisti. Chi vive qui non trova servizi, non riesce a muoversi nei weekend. Servono infrastrutture, trasporti, attenzione ai residenti”. Un ristoratore ha raccontato le difficoltà di lavorare tutto l’anno: “I clienti ci sono a pranzo, ma la sera spariscono. Servono attrazioni e iniziative che portino persone a fermarsi di più. Noi siamo pronti a fare la nostra parte”. Dal mondo associativo è arrivata la proposta di coprogettazione con il terzo settore: “È difficile far quadrare i conti solo con il mercato. Le reti del terzo settore possono portare risorse, competenze e progettualità”.
Trasporti e viabilità
Nel corso dell’assemblea toccati anche alcuni temi non all’ordine del giorno e più inerenti alla Convenzione tra gli enti che gestiscono la località, seppur molto sentiti, come trasporti e viabilità. Il primo intervento operativo è stato quello del sindaco di Ballabio Bussola, che ha voluto chiarire: “La strada è fondamentale per arrivare ai Resinelli. Sono in corso lavori finanziati con un bando da 650 mila euro della Comunità Montana, con una compartecipazione dei quattro Comuni interessati per 144 mila euro. Non si tratta solo di asfaltatura, ma di messa in sicurezza complessiva”. Bussola ha sottolineato una novità importante: “Nel prossimo triennio, grazie anche agli introiti dei parcheggi a pagamento, avremo 120 mila euro all’anno destinati esclusivamente alla strada. È una differenza enorme rispetto al passato”. Ha poi ricordato la partecipazione a un bando ministeriale da 950 mila euro: “Se arriverà, sarà un ulteriore passo decisivo per la sicurezza e la vivibilità dei Resinelli”.
Giovanni Bruno Bussola
Sui trasporti Azzoni ha spiegato: “Portare le strade a uno standard di sicurezza richiederebbe 7,5 milioni di euro. Non si può fare senza progettualità e bandi. I risultati non sono immediati, ma il lavoro sta dando frutti”. Sull’ipotesi di introdurre delle navette per la località: “I numeri ad oggi sono bassissimi, in media una persona a settimana, contando anche il weekend, in inverno. Serve ripensare il sistema, ma servono anche parcheggi adeguati a valle”.
Roberto Sergio Azzoni
Un confronto ancora aperto
In chiusura, il presidente Antonio Rusconi ha tirato le fila: “Non vogliamo cercare colpe nel passato. Ora dobbiamo trovare soluzioni. Non è accettabile avere 40-50 posti letto nuovi e vuoti. Serve coprogettazione, visione, coraggio. Questo incontro ci dice che il territorio c’è e vuole partecipare”.
L’impegno è quello di proseguire il confronto nei prossimi mesi, raccogliendo contributi anche da chi non ha potuto essere presente. I Resinelli non sono una cartolina da consumare né un luogo da congelare. Sono una montagna viva, che chiede equilibrio, cura e decisioni. E se è vero che il confronto di oggi non ha chiuso il cerchio, è altrettanto vero che ha rotto l’immobilismo.