La cerimonia presso la sede della Comunità Montana a Barzio in occasione della Giornata della Memoria
Consegnata anche una pietra d’inciampo in memoria di Matteo Adamoli, che verrà presto posata a Esino Lario
BARZIO – Sedici medaglie d’onore e una pietra di inciampo sono state consegnate oggi pomeriggio ai famigliari di altrettanti cittadini valsassinesi che nell’ultimo conflitto mondiale sono stati deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra. La sentita cerimonia, voluta dalla Prefettura, si è svolta oggi pomeriggio, 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria in ricordo delle vittime dell’Olocausto.
Gremita la Sala Pietro Pensa presso la sede della Comunità Montana della Valsassina, Valvarrone, Riviera e Val d’Esino, dove si è svolta l’iniziativa: oltre alle autorità civili e militari del territorio erano presenti i familiari dei premiati, tanti cittadini ed anche gli studenti dell’Istituto Comprensivo San Giovanni Bosco di Cremeno.
A dare il benvenuto ai presenti il presidente della Comunità Montana Fabio Canepari, che ha voluto ringraziare quanti si sono adoperati per ricostruire le storie dei cittadini valsassinesi insigniti dell’importante riconoscimento: “Un lavoro prezioso e che ci rammenta anni bui che, speriamo, non si ripetano mai”.
Quindi, il saluto del Prefetto di Lecco, Sergio Pomponio: “Iniziative come queste non vanno intese come ricorrenza da celebrare ma proprio come momenti di riflessione e ricordo di una delle pagine più dolorose della nostra storia recente. La Valsassina è stato il territorio lecchese che forse più di tutti ha patito la furia della guerra e dei rastrellamenti, ricordare i concittadini, militari italiani internati, è un dovere e un monito per ricordarci sempre di loro e di ciò che è stato”.
La cerimonia si è aperta con la consegna della pietra di inciampo in ricordo di Matteo Adamoli, classe 1924, di Esino Lario, ritirata dall’emozionata nipote. Prossimamente verrà fissata la data per la posa della pietra in paese.
Poi i famigliari delle vittime hanno ritirato le 16 medaglie, affiancate dal Prefetto e dai sindaci dei comuni di residenza. Ecco tutti i premiati: Mario Acerboni (nato a Casargo, 11/05/1923), Enrico Arrigoni (nato a Bellano il 20/02/1922), Guido Artusi (nato a Intobio il 17/07/1912), Carlo Barindelli (nato a Esino Lario il 26/08/1924), Pacifico Baruffaldi (nato a Cortenova il 20/12/1916), Achille Bellani (nato a Casatenovo l’8/02/1912), Carlo Beri (nato a Casargo il 02/10/1912), Felice Capinni (nato a Valmadrera il 25/03/1924), Luciano Ciresa (nato a Cortenova il 02/11/1924), Antonio Dajelli (nato a Gallarate il 10/12/1921), Biagio Fazzini (nato a Premana il 15/01/1913), Ambrogio Galbani (nato a Pasturo l’1/11/1924), Felice Locatelli (nato a Ballabio il 22/05/1923), Angelo Mascheri (nato a Cortenova il 30/06/1924), Carlo Mascheri (nato il 14/09/1921) e Alberto Navetti (nato a Como il 17/04/1924).
Nella giornata di oggi sono stati poi insigniti altri 3 cittadini lecchesi, di Valmadrera i cui eredi abitano in atre province. In particolare, a Varese, la signora Marilena Butti ha ricevuto la medaglia d’onore attribuita al padre Eugenio e a Como le signore Rosella Cesana e Rosella Ronchetti le hanno ricevute rispettivamente per i padri Giovanni Cesana e Giovanni Ronchetti.
Al termine della cerimonia gli alunni dell’IC San Giovanni Bosco di Cremeno hanno letto alcune lettere contenute nel libro ‘Internati valsassinesi nel III Reich’ realizzato da Augusto Giuseppe Amanti ed Angelo Pavoni. “Una toccante testimonianza di quello che i nostri concittadini hanno vissuto durante la prigionia – ha commentato una docente – ringrazio ancora il Prefetto per aver consentito ai ragazzi di partecipare a questa cerimonia: l’esperienza resta certamente più impressa di una pagina studiata”.