I dati Inps-Cisl: cassa integrazione in calo del 27,8% rispetto al trimestre precedente
Metalmeccanico ancora il settore più colpito dalla CIG in provincia di Lecco
LECCO – Nel terzo trimestre del 2025 il ricorso alla cassa integrazione in provincia di Lecco registra una flessione significativa, pur restando su livelli ancora rilevanti. È quanto emerge dai dati del portale Inps elaborati nel report del Dipartimento Politiche del lavoro della Cisl Lombardia, che restituiscono una fotografia aggiornata della situazione occupazionale sul territorio.
Nel periodo luglio-settembre 2025 le ore complessive di cassa integrazione autorizzate si attestano a 804.646, in calo del 27,8% rispetto al secondo trimestre dell’anno, quando avevano superato quota 1,1 milioni. Il confronto con lo stesso trimestre del 2024 conferma una dinamica analoga, dal momento che un anno prima le ore erano state oltre 1,12 milioni.
La riduzione riguarda soprattutto la cassa integrazione ordinaria, che nel terzo trimestre 2025 scende a 789.742 ore, contro le 1.089.756 del trimestre precedente e le 1.107.844 del terzo trimestre 2024. Un andamento che segnala un utilizzo meno intenso dello strumento nel breve periodo e su base annua. Più articolata, invece, la situazione della cassa integrazione straordinaria: le ore autorizzate sono 14.904, in diminuzione rispetto al trimestre precedente ma leggermente superiori al dato dello stesso periodo del 2024, a indicare la persistenza di alcune situazioni di crisi o riorganizzazione aziendale.

Dal punto di vista settoriale, il comparto metalmeccanico continua a essere il più colpito, assorbendo l’84% delle ore complessive nel terzo trimestre 2025, in ulteriore crescita rispetto ai trimestri precedenti. Un caso emblematico citato da Cisl è quello della Carcano Antonio spa di Mandello del Lario: nonostante il ripristino della macchina di laminazione nello stabilimento di Delebio dopo l’incendio dell’ottobre 2024, la produzione negli impianti di Mandello e Andalo è ripresa con volumi fortemente ridotti. A questo si aggiunge lo stallo della trattativa di vendita con l’acquirente cinese, bloccata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e il rinvio dell’incontro richiesto dai sindacati in IV Commissione di Regione Lombardia. Per i circa 500 dipendenti diretti, oltre 700 considerando l’indotto, resta al momento la proroga della cassa integrazione ordinaria a rotazione fino ad aprile 2026.
Nel terzo trimestre 2025 cresce anche il peso del settore tessile, che arriva al 10%, mentre cala in modo netto la quota della carta, stampa ed editoria. La chimica-gomma plastica compare con una quota del 3%, mentre commercio ed edilizia restano marginali, con quest’ultima che evidenzia un crollo rispetto al 2024.

Uno sguardo al futuro, attraverso i dati del Sistema Informativo Excelsior, evidenzia ulteriori segnali di difficoltà: a gennaio 2026 sono previsti 110 ingressi in meno nel mercato del lavoro lecchese rispetto allo stesso mese del 2025, che diventano 730 in meno nel trimestre gennaio-marzo. Solo il 29% delle nuove entrate previste sarà stabile, mentre il 71% riguarderà contratti a termine. Resta inoltre marcato il disallineamento tra domanda e offerta, con difficoltà di reperimento dei profili richiesti in quasi un caso su due.
A commentare il quadro è Mirco Scaccabarozzi, segretario generale della Cisl Monza Brianza Lecco, che esprime “forte preoccupazione per il futuro del comparto metalmeccanico”, alla luce del calo produttivo, della contrazione degli ordini e dell’export. Scaccabarozzi richiama anche i rischi legati alla disponibilità di materie prime, alla volatilità dei prezzi energetici e agli scenari macroeconomici internazionali. Secondo il sindacato, la principale via d’uscita resta l’investimento in nuove tecnologie, pur nella consapevolezza delle difficoltà di accesso al credito, accompagnato da un rilancio degli investimenti in formazione e dal potenziamento dei percorsi STE(A)M.

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