
Dopo il caso di un ufficio acquisti che ha ipotizzato l’eliminazione degli intermediari, Fnaarc interviene a tutela della categoria
“Privare le aziende della rete commerciale significa ridurre la loro capacità competitiva, il loro sviluppo e il controllo sui mercati e sui territori di riferimento”, sottolinea il presidente nazionale Petranzan
LECCO – “Gli agenti di commercio non sono zavorre per le imprese, ma professionisti che contribuiscono in modo determinante alla loro crescita”. É questa la posizione espressa da Agenti Fnaarc, la Federazione degli agenti e rappresentanti del commercio aderente a Confcommercio, che negli ultimi giorni segnala un'”offensiva strumentale” nei confronti della categoria.
Il tema è emerso a seguito di un episodio avvenuto nel Sud Italia, dove un ufficio acquisti della grande distribuzione avrebbe proposto ai propri fornitori l’eliminazione delle figure di intermediazione commerciale.
Sul punto è intervenuta la presidente lecchese di Fnaarc, Francesca Maggi, che ha voluto chiarire il ruolo dell’agente di commercio: “L’agente di commercio non si occupa solo della vendita una tantum di un prodotto, ma sviluppa la crescita del cliente e quella della azienda mandante, seguendoli passo dopo passo e garantendo presenza costante e supporto, spesso anche fuori orario di lavoro classico degli uffici. Fa da intermediario tra le esigenze delle due parti. Molto spesso è proprio grazie alla capacità di mediazione dell’agente che si riescono ad appianare divergenze e a coltivare uno sviluppo proficuo per tutte le parti coinvolte”.
Sulla stessa linea Liliana Di Miceli, consigliere di Fnaarc Lecco: “Le aziende mandanti sono più forti quando fanno squadra con la propria rete vendita. Solo attraverso il rispetto di questa professione e il riconoscimento della sua importanza per lo sviluppo della mandante stessa è possibile raggiungere risultati di successo”.
Agenti Fnaarc ricorda inoltre come gli agenti di commercio svolgano un ruolo di presidio dei territori, anticipando le tendenze di mercato e portando informazioni preziose sia ai clienti sia alle aziende. Un’attività che comprende la gestione delle relazioni commerciali, la promozione di iniziative di marketing e la costruzione di rapporti duraturi con i clienti storici, oltre alla ricerca di nuovi contatti.
A ribadire la posizione della federazione è anche il presidente nazionale Alberto Petranzan: “Privare le aziende della rete commerciale significa ridurre la loro capacità competitiva, il loro sviluppo e il controllo sui mercati e sui territori di riferimento. Le realtà più esposte a queste conseguenze sono le Pmi. Gli agenti di commercio non sono zavorre che pesano sulle aziende, ma professionisti che lavorano a provvigioni. Rappresentano da sempre un motore economico, occupazionale e di sviluppo”.
Un settore che ha un peso rilevante nell’economia nazionale: in Italia operano oltre 210mila agenti e rappresentanti di commercio, di cui il 74% plurimandatari e il 26% monomandatari. Le donne rappresentano il 15% della categoria. Nel complesso, gli agenti di commercio intermediano circa 400 miliardi di euro l’anno, pari a circa il 30% del Pil nazionale.

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