Il Parco del Curone ai tempi del virus tra vigilanza, educazione ambientale e progetti sui sentieri

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Gli uffici di Cascina Butto sono chiusi da settimane ma l’attività del Parco del Curone non si è fermata

Vigilanza con le Gev, supporto ai Comuni con i volontari del gruppo intercomunale di Protezione civile e  didattica ambientale a distanza

 

MONTEVECCHIA – Vigilanza del rispetto delle disposizioni sul distanziamento sociale con le Gev. Supporto ai Comuni per le attività riservate ai cittadini con i volontari del gruppo intercomunale di Protezione civile. E anche attività di educazione ambientale, seppur a distanza. E’ questo l’attività del Parco di Montevecchia e della Valle del Curone ai tempi del coronavirus. “Ormai da diverse settimane gli uffici di Cascina Butto sono chiusi agli utenti ma accessibili con gli strumenti di comunicazione da remoto – spiega il presidente Marco Molgora – . È però importante sapere che l’attività dell’Ente sta proseguendo in forme differenti, per rispondere alla nuova difficile situazione dovuta al contenimento della diffusione del covid 19”.

Chiusi i sentieri

Il Parco è stato uno dei primi enti a emanare ordinanze restrittive per evitare assembramenti già nelle prime settimane dell’emergenza, prima che si arrivasse al completo lock down. “Le Guardie ecologiche hanno vigilato sul rispetto delle disposizioni relative al distanziamento sociale, nelle proprietà del Parco e più in generale sul territorio, collaborando con i Comuni quando, nonostante le ordinanze, in molti ancora affollavano i sentieri del Parco. L’azione di controllo prosegue anche se fortunatamente la maggior consapevolezza della gravità della situazione ha portato all’adozione di comportamenti più responsabili”.

Marco Molgora

Il supporto ai Comuni

Sono invece impegnati in supporto ai Comuni i volontari del Gruppo Intercomunale di Protezione Civile organizzato presso l’Ente Parco. “Nelle amministrazioni che ne hanno chiesto l’intervento, sono in campo per l’informazione ai cittadini, la distribuzione alle persone che ne hanno necessità di beni e di dispositivi di sicurezza, la vigilanza per il rispetto delle misure relative al distanziamento sociale”.
Azioni di vicinanza e sostegno alla popolazione, quelle svolte dai volontari, a cui vanno i ringraziamenti del presidente: “Vogliamo esprimere il nostro ringraziamento a questi volontari che oltre a tutelare il territorio e l’ambiente stanno ora dedicando il proprio tempo per cercare, nel senso più vero del termine, di proteggere le nostre comunità”.

Educazione ambientale

Anche per ciò che concerne l’attività di educazione ambientale, a Cascina Butto non sono rimasti con le mani in mano. “La primavera rappresenta il momento di massimo impegno con l’attività di accompagnamento delle scuole nel parco e l’organizzazione di iniziative nei fine settimana. Abbiamo cercato di adeguarci alla nuova condizione per essere comunque vicini alle persone. Sono stati lanciati, tramite la newsletter dell’Ente ed il sito, inviti ai cittadini, con un’attenzione particolare per i più piccoli, a guardarsi attorno per cercare i segni della nuova stagione attraverso le immagini ed i suoni”.

Sul  sito http://www.parcocurone.it sono già visibili le prime opere inviate da alcuni cittadini. “Con alcune classi sono in elaborazione progetti educativi a distanza sul tema dell’ambiente, con l’utilizzo delle nuove tecnologie di comunicazione, mentre altre proposte seguiranno a breve sul canale YouTube dell’Ente. Vorremo proporre altre iniziative di coinvolgimento delle persone, per mantenere alta l’attenzione e la curiosità per l’ambiente del Parco, nonostante la necessaria cautela nei comportamenti che sarà inevitabile anche per i prossimi mesi”.

I progetti sui sentieri

Non solo. Gli uffici del Parco hanno in queste settimane cercato di garantire una risposta alle urgenze nella gestione del territorio naturale e, grazie ai finanziamenti di Regione Lombardia, del programma Interreg di Fondazione Cariplo, del Gal dei 4 parchi, stanno preparandosi ad avviare, non appena sarà consentito, una serie di interventi per migliorare il sistema dei sentieri, riqualificare o conservare i valori naturalistici nei boschi e lungo i corsi d’acqua. “Nei prossimi mesi nel Parco la conservazione dell’ambiente e del paesaggio consentirà così di creare anche occasioni di lavoro, particolarmente importanti per cercare di rialzarci e di superare la più grave crisi che l’Italia si è trovata ad affrontare dal dopoguerra” conclude Molgora.