Respinta la proposta di Fratelli d’Italia: l’area resta soggetta alle regole più restrittive del PGT
“Applicare criteri troppo restrittivi a tutte le aree di rigenerazione urbana si finisce per rendere insostenibili le operazioni di riqualifica lasciando situazioni di degrado”
LECCO – Nel confronto sul Piano di Governo del territorio (PGT), il Consiglio comunale di Lecco ha affrontato uno dei passaggi legati alla rigenerazione delle aree fluviali, concentrandosi sull’osservazione numero 35.01 presentata da Giovanni Rusconi, proprietario dell’immobile della Società Metallurgica Rusconi srl in via Mazzucconi 12, inserito nell’Ambito di rigenerazione urbana ARU 3 – Rancio Gerenzone ex Metallurgica, che comprende la porzione già ristrutturata dello stabile dove è stato creato lo spazio per eventi noto come Otolab.
L’assessore allo Sviluppo Urbano Giuseppe Rusconi ha chiarito fin dall’avvio che l’osservazione era stata “spacchettata” in più parti per la pluralità dei temi trattati. Nel testo, l’osservante “richiede di ridefinire le quantità edificatorie e le destinazioni urbanistiche dell’immobile, al fine di rendere economicamente sostenibile la rigenerazione dell’area come nelle ipotesi progettuali già presentate”.
Osservazione che non è stata accolta. La controdeduzione richiama l’impianto complessivo del PGT per le aree lungo i corsi d’acqua del Gerenzone, Caldone e Bione, dove gli interventi di rigenerazione sono “finalizzati ad alleggerire il carico edilizio e a lasciare spazio ai corsi d’acqua, senza però cancellare le tracce storiche dello stretto rapporto tra insediamento e acqua”.
Nel dettaglio, per queste tipologie di ARU – e dunque anche per l’ARU 3 – il Piano stabilisce che il 75% delle quantità edificatorie esistenti sia oggetto di demolizione, consentendo tuttavia che una quota pari al 50% delle volumetrie originarie possa essere delocalizzata in altre aree di rigenerazione o trasformazione tramite il ricorso ai crediti edilizi. Anche le destinazioni d’uso ammesse e lo schema di assetto, definiti nell’elaborato DdP 3B, sono ritenuti funzionali agli obiettivi di alleggerimento edilizio e del carico urbanistico delle fasce fluviali; l’inserimento di funzioni con maggiore impatto non viene considerato sostenibile rispetto agli obiettivi del PGT.
Su questa impostazione si è innestato l’emendamento presentato dal gruppo di Fratelli d’Italia, illustrato dal consigliere Simone Brigatti, che ha contestato innanzitutto il metodo, rivendicando la necessità di leggere integralmente l’osservazione in aula per garantire trasparenza. Nel merito, l’emendamento proponeva di trasformare la controdeduzione da “non accolta” a “parzialmente accolta”, riducendo la quota di demolizione dal 75% al 50%.
Secondo Brigatti, l’area del Gerenzone è “attenzionata” per la compresenza di interessi naturalistici, storici e di decoro, ma presenta anche una porzione ex produttiva dismessa “da decine d’anni” e in stato di degrado. “Ridurre del 75% le capacità edificatorie rende insostenibile un’operazione di questo tipo”, ha affermato, sostenendo la necessità di contemperare la tutela ambientale con la sostenibilità economica dell’intervento privato.
Brigatti ha poi sottolineato: “Applicare criteri troppo restrittivi a tutte le aree di rigenerazione urbana si rischia di produrre effetti analoghi a quelli già osservati nel precedente PGT, con ambiti destinati a rimanere inattuati e privi di soluzioni concrete. Aree che, anziché essere riqualificate, finiscono per accentuare situazioni di degrado, diventando spazi problematici sotto il profilo sociale e urbano all’interno, come nel caso specifico, di un quartiere densamente abitato e a prevalente vocazione residenziale, che necessita invece di un intervento strutturato e risolutivo”.
Alla proposta si sono associati diversi consiglieri di minoranza. Corrado Vassecchi (Orizzonte per Lecco) ha ricordato come l’imprenditore abbia già trasformato parte dell’area in un “centro culturale”, utilizzato anche dall’attuale maggioranza. Emilio Minuzzo (Fratelli d’Italia) ha definito l’emendamento “di puro buon senso”, capace di evitare che le aree di rigenerazione restino inattuate. Cinzia Bettega (Lega) ha invitato a una riflessione più ampia sulle trasformazioni lungo i fiumi, mentre Lorella Cesana (Lecco Ideale) ha parlato di una proprietà che ha già dimostrato attenzione alla storia dei luoghi e che, proprio per questo, “merita un premio”. Favorevole anche il voto personale del consigliere Giovambattista Caravia (Gruppo Misto), che ha giudicato il parametro del 50% “equo e ragionevole”.
Di segno opposto la posizione della maggioranza, espressa dal consigliere Stefano Villa (Ambientalmente), che ha annunciato il voto contrario ribadendo la linea dell’amministrazione a difesa dell’impianto del Piano.
La votazione, avvenuta nel corso della seduta di lunedì sera, ha chiuso il confronto: 32 presenti e votanti, 13 favorevoli e 19 contrari. L’emendamento è stato respinto e con esso la richiesta di modifica avanzata sull’ARU 3. Resta così confermata l’impostazione del PGT, che lungo il Gerenzone punta su una forte riduzione delle volumetrie esistenti come cardine della rigenerazione urbana e della tutela delle fasce fluviali.
PGT, le parole chiave per capire il dibattito
L’osservazione è l’atto con cui soggetti interessati – cittadini, imprese o enti – possono presentare richieste di modifica sia generali (riguardano criteri, regole o indirizzi del Piano che valgono per più ambiti) che puntuali (singole aree, immobili o ambiti specifici) al PGT dopo la sua adozione. Le osservazioni devono essere depositate entro termini stabiliti e riguardano aspetti specifici del Piano, come quantità edificatorie, destinazioni d’uso o perimetrazione delle aree. Non modificano automaticamente il PGT, ma avviano una fase di valutazione da parte dell’amministrazione.
La controdeduzione è la risposta tecnica dell’amministrazione comunale a ciascuna osservazione presentata. Attraverso la controdeduzione vengono esplicitate le motivazioni tecniche e pianificatorie per cui una richiesta viene accolta, accolta parzialmente o respinta. Le controdeduzioni definiscono in modo puntuale come il PGT viene confermato o modificato rispetto alla versione adottata.
L’emendamento è lo strumento con cui i consiglieri comunali possono proporre modifiche al testo del PGT o alle controdeduzioni prima dell’approvazione definitiva del Piano. L’emendamento viene discusso e votato in aula e, se approvato, altera il contenuto finale del PGT; se respinto, resta valida la proposta formulata dall’amministrazione.
Ambito di Rigenerazione Urbana (ARU)
È una categoria del PGT che individua aree dismesse o degradate da riqualificare con regole speciali. Nel dibattito è centrale perché determina limiti, obblighi e possibilità edificatorie.
Quantità edificatorie / capacità edificatoria
Indica quanta superficie o volume è possibile costruire.
Delocalizzazione delle volumetrie
Termine tecnico che indica lo spostamento delle possibilità edificatorie da un’area a un’altra. È uno dei meccanismi chiave usati dal PGT per ridurre il carico edilizio in zone sensibili.
Crediti edilizi
Strumento urbanistico che consente di “trasferire” diritti edificatori da un’area a un’altra.
Ordine del giorno
È un documento presentato da un gruppo di maggioranza o di minoranza attraverso il quale prende posizione su un aspetto del PGT; chiede al sindaco e alla giunta di seguire una certa linea nelle decisioni future; fornisce indicazioni generali su come applicare, rivedere o gestire il PGT. Tutto questo non modifica il PGT, ma serve a orientare le scelte politiche successive dell’amministrazione. L’ordine del giorno proposto viene messo ai voti con il Consiglio Comunale che deve approvarlo o bocciarlo.

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