Lecco, PGT: futuro abitativo e museale per l’ex Icam, passa l’emendamento

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Approvata ieri la proposta di Orizzonte per Lecco: l’ex Icam sarà riqualificata, ma limite di altezza per gli edifici

Corrado Valsecchi: “L’ex Icam deve rimanere un sito partecipativo della comunità”

LECCO – “Non è un edificio storico e di valore architettonico, è un normale edificio industriale. Per non condannarlo al disuso va destinato a giovani e anziani: faremo un museo del cioccolato ed edifici residenziali“. Con queste parole Corrado Valsecchi (Orizzonte per Lecco) ha delineato in aula la visione per il futuro dell’ex area Icam, nel corso della seduta consiliare di lunedì 26 gennaio, la prima dedicata all’approvazione del nuovo Piano di governo del territorio.

Il progetto ipotizzato per l’area dismessa dal 2010 prevede una profonda trasformazione, con la realizzazione di un parco urbano, di un museo del cioccolato affiancato da uno spazio commerciale e di nuovi edifici a destinazione mista, con una quota riservata ad alloggi per giovani e anziani. Uno scenario che ha acceso un confronto articolato in aula, inserito nella lunga maratona consiliare sul nuovo Pgt.

L’emendamento presentato da Valsecchi, frutto di un accordo maturato con la maggioranza – inizialmente orientata a una diversa proposta poi ritirata – ha ribaltato la controdeduzione dei tecnici comunali, che proponevano di non accogliere l’osservazione avanzata dalla proprietà dell’area. Al centro della richiesta del privato c’era la riduzione delle volumetrie previste dal piano, giudicate eccessive e difficilmente sostenibili.

La proposta di Orizzonte per Lecco, approvata all’unanimità dal Consiglio comunale, ha condiviso la necessità di ridimensionare l’intervento, fissando però un limite massimo all’altezza dei nuovi edifici pari a 20 metri, inferiore rispetto ai 26,5 metri indicati dalla proprietà, corrispondenti all’altezza degli attuali capannoni industriali.

L’iter che ha portato al voto finale non è stato privo di passaggi complessi. Al termine della seduta di lunedì sera, l’aula aveva infatti deciso di sospendere la votazione, rinviandola al giorno successivo a causa di incertezze emerse proprio sul tema delle altezze, rispetto alle indicazioni formulate da Provincia e Soprintendenza.

Durante la seduta di martedì 27 gennaio, l’ingegnere Alessandro Crippa, dirigente dell’Area sviluppo e territorio del Comune, ha chiarito definitivamente il quadro normativo, spiegando che l’area ex Icam non è soggetta a vincoli paesaggistici. Di conseguenza, le eventuali autorizzazioni su un futuro progetto di riqualificazione saranno di competenza della Commissione comunale per il paesaggio.

Dopo l’approvazione dell’emendamento proposto da Valsecchi, la maggioranza ha fatto approvare un ordine del giorno che impegna l’esecutivo a perseguire il reperimento di servizi abitativi in misura pari al 50% della superficie progettuale di base e al 20% di quella premiale, quest’ultima collegata all’acquisizione dei cosiddetti crediti edilizi.

Il passaggio è rilevante perché modifica l’impostazione iniziale: il Pgt, nella sua formulazione originaria, prevedeva infatti che il 70% della superficie complessiva degli interventi di riqualificazione fosse destinato all’edilizia residenziale pubblica. Nelle osservazioni presentate dal soggetto privato e successivamente accolte dal Consiglio, emerge invece la possibilità, subordinata a richieste specifiche, di inserire quote di superficie destinate ad alloggi liberi convenzionati; tale scelta comporterebbe una compensazione attraverso la riduzione proporzionale degli importi relativi a standard urbanistici, oneri e contributi correlati.


PGT, le parole chiave per capire il dibattito

L’osservazione è l’atto con cui soggetti interessati – cittadini, imprese o enti – possono presentare richieste di modifica sia generali (riguardano criteri, regole o indirizzi del Piano che valgono per più ambiti) che puntuali (singole aree, immobili o ambiti specifici) al PGT dopo la sua adozione. Le osservazioni devono essere depositate entro termini stabiliti e riguardano aspetti specifici del Piano, come quantità edificatorie, destinazioni d’uso o perimetrazione delle aree. Non modificano automaticamente il PGT, ma avviano una fase di valutazione da parte dell’amministrazione.

La controdeduzione è la risposta tecnica dell’amministrazione comunale a ciascuna osservazione presentata. Attraverso la controdeduzione vengono esplicitate le motivazioni tecniche e pianificatorie per cui una richiesta viene accolta, accolta parzialmente o respinta. Le controdeduzioni definiscono in modo puntuale come il PGT viene confermato o modificato rispetto alla versione adottata.

L’emendamento è lo strumento con cui i consiglieri comunali possono proporre modifiche al testo del PGT o alle controdeduzioni prima dell’approvazione definitiva del Piano. L’emendamento viene discusso e votato in aula e, se approvato, altera il contenuto finale del PGT; se respinto, resta valida la proposta formulata dall’amministrazione.

Ambito di Rigenerazione Urbana (ARU)
È una categoria del PGT che individua aree dismesse o degradate da riqualificare con regole speciali. Nel dibattito è centrale perché determina limiti, obblighi e possibilità edificatorie.

Quantità edificatorie / capacità edificatoria
Indica quanta superficie o volume è possibile costruire. 

Delocalizzazione delle volumetrie
Termine tecnico che indica lo spostamento delle possibilità edificatorie da un’area a un’altra. È uno dei meccanismi chiave usati dal PGT per ridurre il carico edilizio in zone sensibili.

Crediti edilizi
Strumento urbanistico che consente di “trasferire” diritti edificatori da un’area a un’altra. 

Ordine del giorno 
È un documento presentato da un gruppo di maggioranza o di minoranza attraverso il quale prende posizione su un aspetto del PGT; chiede al sindaco e alla giunta di seguire una certa linea nelle decisioni future; fornisce indicazioni generali su come applicare, rivedere o gestire il PGT. Tutto questo non modifica il PGT, ma serve a orientare le scelte politiche successive dell’amministrazione. L’ordine del giorno proposto viene messo ai voti con il Consiglio Comunale che deve approvarlo o bocciarlo.