La campionessa paralimpica di danza sportiva ha incontrato questa mattina gli studenti e presentato il libro “Bulldown”
“Nessuno deve rinunciare ai propri sogni. Io sono Giada e non mi fermo”
LECCO – Una mattinata di ascolto, confronto e testimonianze quella che si è svolta oggi, 7 febbraio, al liceo Bertacchi di Lecco, in occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo. Protagonista dell’incontro è stata Giada Canino, campionessa di danza sportiva paralimpica, che insieme al papà Elio ha incontrato alcune classi prime e seconde dell’istituto per raccontare la propria esperienza.

Agli studenti presenti sono stati distribuiti nastrini blu, simbolo della giornata e dell’impegno contro il bullismo. Giada e suo padre hanno poi condiviso la vicenda personale che ha dato origine al libro “Bulldown. Storia di Giada”, scritto dall’avvocato Claudia Conidi Ridola, trasmettendo il messaggio che “la disabilità è il riconoscimento di altre abilità”. Per l’occasione, la giovane atleta si è anche esibita in una breve coreografia di hip-hop, indossando la divisa dei Mondiali e suscitando l’entusiasmo dei ragazzi.
Giada è stata scelta da Regione Lombardia come testimonial contro il bullismo per la giornata nazionale. Elio Canino ha ringraziato la Regione “per la sensibilità dimostrata verso il fenomeno del bullismo e verso la storia di Giada”, ricordando i video realizzati negli anni per sensibilizzare giovani e adulti.

“Ciao, mi chiamo Giada, sono un’atleta paralimpica di danza sportiva e sono campionessa mondiale, europea e italiana. Quando ballo mi sento libera, la danza è la mia voce. Tre anni fa sui social qualcuno ha provato a spegnerla, ho subito cyberbullismo. Mi scrivono parole violente, che fanno male”, ha esordito Giada davanti agli studenti.
“Ogni messaggio lasciava una ferita. Mi chiedevo perché proprio a me, mi sentivo fragile e sbagliata, ma non ero sola. I miei genitori mi hanno preso per mano insegnandomi che chiedere aiuto non è una debolezza ma un atto di coraggio. Il bullismo ti entra dentro, ti rimane addosso e può cambiarti per sempre”.
“Volevano distruggere i miei sogni ma io ho scelto di non arrendermi e di continuare a ballare. Ora cerco di aiutare chi soffre in silenzio e ha paura di parlare: nessuno deve rinunciare ai propri sogni e smettere di credere in sé stesso”.
A seguire le parole del padre Elio: “Per noi genitori è stato difficile all’inizio affrontare la disabilità di Giada. Oggi, a distanza di 20 anni, Giada è una campionessa. A marzo 2025 ha rappresentato l’Italia ai Mondiali di Special Olympics, ottenendo il secondo posto. Con il ballo, Giada è riuscita a sconfiggere il bullismo. Ricordatevi sempre che le parole colpiscono in profondità: vogliamo evitare che altri ragazzi vivano ciò che ha vissuto Giada“.

Centrale l’invito a denunciare gli episodi di bullismo. “Se subite atti di bullismo, denunciate subito, non abbiate paura: bisogna cambiare le cose”, è il messaggio condiviso da Giada ed Elio, che hanno ribadito l’importanza del ruolo dei genitori nell’ascolto e nel supporto dei figli.
Numerose le domande degli studenti. Alla richiesta “Come è nata la tua passione?”, Giada ha risposto: “Mi sono appassionata guardando le veline in tv: provavo ad imitarle”. Come raccontato dal padre, Giada aveva iniziato con la ginnastica artistica, ma dopo tre interventi agli occhi ha dovuto rinunciare. Nel 2018 l’iscrizione alla scuola di ballo, seguita dai primi campionati italiani, dove ha conquistato 3 ori, 2 argenti e 2 bronzi.

A una domanda delle insegnanti sul come abbia trovato il coraggio di parlare, Giada ha spiegato: “Ho un legame forte con i miei genitori, sapevo che mi avrebbero aiutata. Grazie a loro sono andata avanti nonostante le ferite”.
La giornata proseguirà questa sera con un incontro aperto agli adulti, in programma alle 20.30 all’istituto Ticozzi, dove ci saranno gli interventi di Giada, dello scrittore e sceneggiatore Giulio Fabroni e dell’ispettore della Questura di Lecco Pietro Aiello.
A chiudere, ancora Elio Canino: “Bastano le parole semplici di una ragazza per arrivare al cuore delle persone. Se riusciremo ad aiutare anche una sola famiglia, per noi sarà una grande vittoria”.


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