Lecco: chiude il “Caffè del Teatro”, storico bar del centro

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Alberto Ghezzi, gestore dello storico locale
Il "Caffè del Teatro" in Piazza Garibaldi
Il “Caffè del Teatro” in Piazza Garibaldi

 

LECCO – “Siamo molto tristi, questo non era un bar ‘mordi e fuggi’ ma un punto di ritrovo e di riferimento per tanti lecchesi, quasi una famiglia”. Hanno poche parole i clienti del Caffè del Teatro, lo storico bar di Piazza Garibaldi che da domenica 1 maggio chiuderà i battenti. L’ennesima defezione nel centro città, a causa di costi di affitto sempre più alti e di conseguenza insostenibili per i commercianti.

L’amara decisione, come spiegato, è stata presa per l’impossibilità dei gestori di continuare a pagare il canone di locazione, troppo alto a fronte degli introiti del caffè. “Ci dispiace soprattutto per i nostri tantissimi clienti – ha detto Alberto Ghezzi, 43 anni, da 12 gestore del Caffè del Teatro – abbiamo voluto dare loro la notizia repentinamente e non sono mancate parole di solidarietà e visite. Oggi è stato un continuo via vai, la gente incredula ci chiede se è vero che chiudiamo”. “Un vero e proprio strazio” ha aggiunto la mamma di Alberto, che nel bar da una mano in cucina.

La gestione della famiglia Ghezzi dello storico locale affiancato al Teatro della Società comincia nel 2004: “Abbiamo acquistato il locale ottenendo la nostra licenza – ha spiegato Ghezzi – ma nel 2010 il Comune ha aperto un bando di gara, inizialmente andato deserto ma che poi abbiamo vinto. Al contempo ci è stato raddoppiato il canone di locazione”.

Alberto Ghezzi, gestore dello storico locale
Alberto Ghezzi, gestore dello storico locale


Un aumento pesante, arrivato insieme a una netta diminuzione del lavoro, come ha ricordato Ghezzi, per via della chiusura del Tribunale
, trasferito in Corso Promessi Sposi: “Con la chiusura del Palazzo di Giustizia la nostra clientela si è praticamente dimezzata, si lavorava di meno e il canone rimaneva alto. Abbiamo avuto diversi incontri con il sindaco, assessori e dirigenti per fare presente il problema, ci è sempre stato risposto evasivamente ‘ci aggiorniamo, ci risentiamo’, ma non abbiamo mai ottenuto risposte definitive, ne sì ne no. Sono stati sei anni duri, di sacrifici e investimenti, alla fine non ce la facevamo più e abbiamo deciso di mollare”.

Il tutto a pochi mesi dalla scadenza del primo sessennio del contratto, previsto nel mese di giugno: “Purtroppo qui ci sono rimaste delle code da pagare, anche per colpa dell’Agenzia delle Entrate, e il lavoro non bastava – ha spiegato Ghezzi – ho dovuto arrangiarmi e cercare qualcos’altro. Ho trovato un impiego fuori città, comincerò tra due settimane e mi era impossibile tenere aperto fino a giugno, così abbiamo anticipato la chiusura. Sabato sarà l’ultimo giorno, martedì consegneremo le chiavi”.

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Non senza dispiacere, soprattutto per quella affezionatissima clientela che da giovedì pomeriggio, quando i gestori hanno cominciato a dare la notizia della chiusura, vanno al caffè a salutare Alberto e la mamma Antonia: “Ci dispiace moltissimo – hanno commentato i gestori – conoscevamo bene tutti i nostri clienti, vederli per l’ultima volta è stato molto triste, anche per loro. Alcuni piangevano”.

Tristezza, ma anche rabbia: “Stanno facendo morire il centro città – ha commentato una cliente abituale del Caffè, risiedente in Piazza Mazzini – con le sue decisioni l’amministrazione sta portando solo degrado”.

Su Facebook intanto non mancano messaggi di solidarietà e l’intento di creare una petizione per mantenere aperto il caffè: “Grazie di tutti questi anni di servizio Alberto, e per tutta la pazienza. Ci sentiamo tutti orfani ora”.