Alpinismo in lutto, è morto il Ragno Romano Perego

Tempo di lettura: 4 minuti
Romano Perego

E’ scomparso nel tardo pomeriggio di oggi, martedì, aveva 84 anni

Ha fatto la storia dell’alpinismo: nel 1961 con Cassin sul McKinley e nel 1962 fece parte della prima cordata italiana sull’Eiger

CALCO – E’ morto Romano Perego e con lui se ne va un pezzo importante della storia dell’alpinismo lecchese e mondiale.

Nato il 26 novembre 1934 a Merate, frazione Pagnano, ha sempre diviso la sua vita tra famiglia, lavoro e una grande passione per la montagna.

Nel 1960 viene ammesso nei Ragni della Grignetta e ben presto diventa uno dei punti di riferimento dell’alpinismo lecchese e non solo.

Da sinistra, Romano Perego, Luigino Airoldi e Gigi Alippi durante una serata per il 50° del McKinley

Con il suo carattere taciturno e pacato, entra in quella schiera di alpinisti che, proprio da Lecco, partiranno per compiere imprese importantissime in ogni angolo del mondo.

Nel 1961 viene chiamato a far parte della spedizione al McKinley guidata da Riccardo Cassin. I lecchesi realizzano un capolavoro salendo l’inviolato Sperone Sud della montagna più alta del Nord America.

Romano Perego, all’epoca della salita all’Eiger nel 1962

“Quando siamo arrivati in cima era il 19 luglio 1961, io e il Romano eravamo in corda assieme e con noi c’era Annibale Zucchi – ricorda il Ragno di Ballabio Luigino Airoldi -. L’altra cordata era formata da Riccardo Cassin, Gigi Alppi e Jack Canali. Il McKinley è stata la montagna che ci ha unito, da lì poi è capitato spesso di andare a scalare assieme in Grigna”.

“Romano, come me, era uno dei pochi alpinisti a far parte anche del prestigioso gruppo francese Groupe de Haute Montagne – ricorda Airoldi -. Già nel 1963 aveva all’attivo le tre grandi nord delle Alpi: Cervino, Eiger, Grandes Jorasses”.

In vetta all’Eiger. Da sinistra, Perego, Mellano, Acquistapace, Airoldi, Solina (foto Armando Aste, archivio Romano Perego)

“E’ una perdita che si fa sentire – ha continuato -. Ci conoscevamo da sessant’anni e non l’ho mai sentito vantarsi una volta. Parlava poco ma in montagna era davvero forte. E, negli ultimi tempi, c’eravamo ritrovati ed era capitato anche di andare a fare qualche conferenza insieme”.

Accademico del Cai, era una persone che, quando nel mondo della montagna il campanilismo si faceva sentire, è stato capace di aprirsi, non a caso uno dei suoi compagni storici di cordata è stato il piemontese Andrea Mellano.

L’arrivo alla stazione Eigergletscher. Da sinistra, Mellano, Acquistapace, Airoldi, Aste, Solina e Perego (archivio Franco Solina)

“Proprio nell’epoca d’oro dell’alpinismo lecchese, la sua peculiarità è stata quella di aprirsi a qualsiasi esperienza e non era per nulla campanilista – ricorda il presidente del Cai Lecco Alberto Pirovano -. Uomo con un’intelligenza fuori dal comune, era sempre calmo e tranquillo ma con una determinazione incredibile. Fino a pochi anni fa lo si poteva incrociare in cima alla Grignetta magari dopo aver fatto la Segantini con sua moglie”.

“Era una di quelle persone a cui era impossibile non voler bene ed era sempre propositivo – conclude Pirovano -. Ha fatto la storia dell’alpinismo e merita un ricordo speciale”.

Da sinistra, Romano Perego, Det Alippi e Sergio Longoni durante una serata da Sport Specialist

Proprio questa sera, 12 febbraio, Romano Perego avrebbe dovuto partecipare, con i compagni di cordata Franco Solina, Gildo Airoldi e Andrea Mellano, a uno spettacolo a Milano sulla prima salita italiana dell’Eiger, il 16 agosto 1962.

Romano Perego lascia la moglie Clara dalla quale ha avuto due figli, Elena e Andrea. I funerali saranno celebrati giovedì 14 febbraio alle 14.30 nella chiesa parrocchiale di Calco.

Un articolo pubblicato nel 2014 daFabio Palma, allora presidente dei Ragni, in occasione degli 80 anni di Romano Perego.

Di seguito una bella intervista a Romano Perego dell’archivio MoDiSca