Commercio e servizi. Peccati: “Si chiude un anno terribile, il prossimo è incerto”

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Antonio Peccati

Il presidente della Confcommercio di Lecco traccia un bilancio del 2020 segnato dal Covid

“Anno drammatico per il nostro settore. Il 2021 sarà di transizione”

LECCO – Se il 2020 è sicuramente un anno da dimenticare, difficile è pronosticare quello che saranno i prossimi mesi, soprattutto per le attività commerciali: gli acquisti natalizi e la riapertura dei locali pubblici stanno consentendo in questi giorni un piccolo ritorno alla normalità ma sulla durata di questa fase ci sono poche certezze e tante ombre ancora all’orizzonte, con l’incubo di una terza ondata della pandemia a gennaio e una nuova possibile serrata natalizia.

Per questi motivi non può che essere prudente il commento di Antonio Peccati, presidente della Confcommercio di Lecco, nel tracciare un bilancio dell’anno che va a concludersi e guardando al prossimo anno.

“Questa sciagura è arrivata dopo un 2019 molto soddisfacente, anche dal punto di vista turistico Lecco aveva riscontrato una crescita importante di presenze. Un trend che era proseguito anche nei primi mesi del 2020 – ha ricordato Peccati – il Covid ha inevitabilmente fermato questo processo. Il commercio, con i lockdown, e il turismo, con i mancati arrivi dall’estero, sono i settori che più hanno subito il colpo. Ci sono lavori stagionali, sul lago d’estate e ora anche la montagna, che hanno visto svanire quei pochi mesi di attività annuale e con loro tutto l’indotto ad essi collegato”.

I ristori erogati dal Governo non vedono soddisfatta l’associazione dei commercianti. “Non sono stati sufficienti. C’è chi ha investito per adattare la propria attività alle misure di prevenzione richieste, per poi chiudere poche settimane dopo – ricorda Peccati – C’è chi ha messo mano ai propri risparmi o ha fatto debiti per andare oltre le attuali difficoltà. C’è rabbia e amarezza tra gli operatori del settore”.

Palazzo Falck, sede di Confcommercio

Al momento la situazione resta comunque di stallo: su circa 800 imprese seguite per quanto riguarda paghe e contabilità, sarebbero una dozzina quelle che hanno dichiarato di chiudere con l’inizio del prossimo anno.

“Il 2021 sarà un anno di transizione – aggiunge Peccati – per i primi mesi è difficile pensare a grandi cambiamenti rispetto all’attuale situazione”. A fare la differenza, in negativo, potrebbe essere la mancanza di nuovi aiuti economici e il mancato rinnovo della cassa integrazione Covid.

La pandemia “ha messo in luce l’importanza dei negozi di vicinato, molti dei quali impegnati nelle consegne a domicilio – ha sottolineato il presidente dei commercianti – svolgono un ruolo di servizio alla cittadinanza, è un mondo che va preservato”. Un mondo, quello dei piccoli negozi, che deve fare i conti, oggi più che in passato, con i giganti dell’e-commerce e con il boom di vendite on line.

Nel frattempo, anche i ‘piccoli’ si stanno organizzando anche grazie alla Confcommercio che ha lanciato nei mesi scorsi una piattaforma web per i negozi di vicinato, ‘Io Compro sotto casa’. “L’iniziativa sta andando molto bene – ci conferma il direttore di Confcommercio, Alberto Riva – abbiamo più di 300 iscritti al portale”.

“La Confcommercio c’è e vuole essere un punto di riferimento – spiega Peccati – chi opera nella nostra associazione è mosso dalla passione e dall’impegno, vogliamo fare bene per il nostro settore e per la nostra città”.

Alberto Riva, direttore Confcommercio Lecco

Proprio per questo, spiega Peccati, è aperta la porta alla collaborazione con la nuova amministrazione comunale: “Era aperta con il sindaco Virginio Brivio, lo è anche per Mauro Gattinoni. L’importante è che si lavori per migliorare la nostra città. Ci sono progetti che devono partire, come la realizzazione del nuovo lungolago e del porto, sui quali non sono mancati i nostri contributi. Abbiamo anche lanciato l’idea di candidare Lecco come Capitale della cultura 2024”

Proprio sul fronte dei progetti, il 2021 sarà un anno importante per l’associazione dei commercianti che il avvierà i lavori al palazzo di via Roma 51, acquistato all’asta e destinato ad un’iniziativa che guarderà all’ambito del welfare.