Ex Tribunale, c’è la perizia: il cantiere potrà presto riprendere

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cantiere tribunale

I lavori all’ex Palazzo di Giustizia sono fermi da oltre un anno

A gennaio sopralluogo con la Soprintendenza, se tutto andrà bene il cantiere verrà riattivato in primavera

LECCO – Se tutto andrà bene, il cantiere del Tribunale in Piazza Affari, fermo da oltre un anno, potrà riprendere a partire dalla prossima primavera. Pochi giorni prima di Natale, lo studio dei progettisti De Biasio ha infatti consegnato l’attesa perizia di variante al Provveditorato (che sta gestendo la riqualifica dello stabile) e al Comune.

Come noto, i lavori di riqualifica dello storico palazzo di giustizia erano stati sospesi nell’aprile 2023 a causa di problemi legati alla progettazione, in particolare erano state rilevate criticità nella copertura e nelle fondazioni della struttura che hanno richiesto indagini aggiuntive.

“La perizia – ha spiegato l’assessore ai Lavori Pubblici Maria Sacchi – riguarda il nuovo progetto di copertura e consolidamento dei solai dopo le indagini richieste dal Provveditorato ed effettuate tra agosto e settembre proprio al fine di verificare le condizioni del cemento armato e delle murature su cui intervenire. Ci siamo confrontati con la Soprintendenza per discutere su come consolidare i solai e, considerando che è stato richiesto di non toccare la pavimentazione presente, il consolidamento proposto sarà da intradosso, cioè sotto il solaio, ma in modo tale che resti ‘leggibile’ il disegno architettonico del Cereghini di pilastri e travi”.

A gennaio, come fatto sapere, è previsto un sopralluogo con la Soprintendenza: se la proposta sarà accettata, si potrà procedere con l’iter amministrativo e riprendere i lavori prima della primavera.

Al cronoprogramma stimato dei lavori (750 giorni di cantiere circa) è stata concessa una proroga di 90 giorni: il cantiere era stato parzialmente fermato il 10 marzo 2023 mentre la sospensione totale dei lavori risale al 26 ottobre dello stesso anno. Il tempo trascorso per l’esecuzione dell’opera, fino alla data di sospensione totale, è di 413 giorni.

Aumenta anche il quadro economico dell’intervento, inizialmente stimato in 8 milioni a cui sono stati poi aggiunti 400 mila euro tramite decreto aiuti per far fronte agli aumenti dei costi di materiali da costruzione ed energia, mentre i lavori previsti dalla variante valgono circa 330 mila euro.

L’auspicio, ora, è che l’iter possa definitivamente sbloccarsi: “Comune, Provveditorato, progettisti e Soprintendenza hanno lavorato in maniera collaborativa e produttiva, portando in questi ultimi mesi alla redazione della perizia di variante per poter riprendere i lavori e riattivare un cantiere atteso da tempo” ha concluso l’assessore Sacchi.