Il Comune al lavoro sul nuovo Regolamento di Polizia Mortuaria

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cimitero di chiuso

Iniziata in commissone II la revisione della bozza stesa dagli uffici comunali

L’assessore: “Puntiamo alla condivisione di un regolamento completo ma senza ridondanze”

LECCO – Il nuovo regolamento di Polizia Mortuaria al vaglio della commissione II che si è riunita ieri sera, martedì, per revisionare la bozza stesa dagli uffici comunali. Come annunciato dall’assessore Roberto Pietrobelli, i lavori terranno impegnata la commissione per diverse sedute, in modo da poter arrivare alla definizione di un testo il più possibile condiviso che dovrà poi essere approvato dal Consiglio Comunale.

L’assessore Roberto Pietrobelli

“Il vecchio regolamento – ha spiegato Pietrobelli in apertura di commissione – doveva comunque essere aggiornato in relazione all’approvazione del nuovo Piano di regolazione cimiteriale ma conteneva alcune ridondanze. Il nostro intento è redarre un regolamento che metta in evidenza i compiti e le attività del Comune di Lecco nella maniera più completa possibile, senza ripetizioni”.

La bozza presentata ai consiglieri della Commissione II è il frutto di un minuzioso lavoro di analisi e confronti dei regolamenti di Polizia Mortuaria di altri comuni lombardi, effettuato la scorsa estate dall’Ufficio Cimiteri, con il direttore Gaetano Galeppi, la dirigente Franca Gerosa e il contributo di Andrea Barbato, funzionario del Comune di Barzanò  che dal 1° febbraio sarà dipendente del Comune di Lecco. “Rispetto al precedente regolamento gli articoli sono notevolmente ridotti, da 100 a 40” ha detto Pietrobelli, illustrando nel corso della seduta i primi 9 articoli. Diversi i contributi portati dai consiglieri che hanno potuto anche richiedere chiarimenti su diversi capitoli presentati.

In merito agli atti conseguenti al decesso, il consigliere Corrado Valsecchi (Appello per Lecco) ha chiesto di poter intervenire, anche in modo sanzionatorio, per evitare di tenere in ‘stallo’ troppo a lungo le salme in caso di diatribe tra i parenti: “Troppo spesso il rispetto per il defunto viene meno per controversie famigliari, trovo che la pubblica amministrazione non debba lasciarsi scivolare addosso questo aspetto ed anzi intervenire per evitarlo. A volte vediamo mettere le bare in un loculo dove rimangono magari per mesi, non è rispettoso per i defunti”. “La tariffa giornaliera per preservare, provvisoriamente, la salma  in strutture adibite in caso di controversie tra i famigliari è salata, si parla di 140 euro al giorno” ha fatto sapere Pietrobelli “confidiamo che una cifra simile faccia da deterrente per situazioni simili, che purtroppo a volte si verificano”.

Analizzati i primi 9 articoli, la commissione si riaggiornerà nella prossima seduta.