Maver sulle tracce di Leonardo: “Nella Gioconda c’è il Regismondo”

Tempo di lettura: 3 minuti

Un po’ di Lecco nella Gioconda, la suggestione di Maver

“Non sono uno studioso, ma confrontando le immagini…”

LECCO – Una suggestione e un vecchio ricordo hanno spinto Gianmario Maver, amante della montagna e presidente del gruppo “I Beck”, a vedere nella celeberrima Gioconda di Leonardo, dipinto sullo sfondo, il suo amato Regismondo.

“E’ chiaro che non è possibile provarlo, l’unico che potrebbe dirlo è Leonardo stesso, ma a furia di vedere quello scorcio viaggiando da Mandello a Lecco e confrontandolo con il dipinto, sono convinto che tra i monti disegnati sullo sfondo della Gioconda ci sia anche il Regismondo”.

 

Uno scorcio delle grotte di Laorca, forte la somiglianza con il paesaggio rappresentato da Leonardo nel dipinto la Vergine delle Rocce

Si tratta di una piccola cima situata dietro al San Martino: “Vista da alcuni punti ha una forma inconfondibile, sembra un boero. E nel quadro di Da Vinci, a sinistra, c’è un’altra cima a punta che possiamo ritrovare nello skyline se guardiamo quelle cime da Abbadia e, ancor più, dalla zona di Bellagio”.

Gianmario Maver

Secondo Maver anche le anse del nostro lago corrisponderebbero a quelle dipinte nella Giocanda: “Non sono uno studioso, ma gli elementi che corrispondono sono molti – ripete – la mia è solamente una suggestione ma ripensandoci, poi, mi è tornato alla mente un colloquio con il Ragno Dino Piazza che tempo fa mi raccontò che un francescano, di passaggio al rifugio del San Martino, gli confermò che nella Gioconda erano dipinte proprio quelle montagne”.

E, come in un gioco, Maver si è divertito a ritrovare altri richiami del nostro territorio nei dipinti di Leonardo e più precisamente nella Vergine delle Rocce: “Nelle grotte di Laorca ci sono alcune formazioni di roccia che richiamano moltissimo alcuni particolari dipinti nel quadro di Leonardo. E poi, durante un sopralluogo, ho provato a liberare una pezzo di roccia dalla vegetazione scoprendo che era stato scolpito e, anche se non è semplice, con occhio attento si possono riconoscere due figure”.

La scultura nascosta dalla vegetazione e ritrovata da Maver

E’ difficile distinguere tra storia e “leggenda” e Maver non pretende di farlo: “ma guardando i famosissimi dipinti e le fotografie c’è qualcosa in più di qualche semplice somiglianza”. Sono sicuramente aspetti che suscitano curiosità soprattutto in una persona come lui, che ha a cuore la cura del territorio: “Mi piacciono questi luoghi e andrebbero valorizzati. Le grotte di Laorca sono un posto meraviglioso che invece di rappresentare una risorsa per il nostro territorio sono abbandonate a loro stesse…”.