Lecco. Sondaggio del centrodestra sul candidato sindaco: Lega e FI chiedono chiarimenti

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Clima elettrico all’interno del centrodestra a pochi mesi dal voto per il rinnovo del Consiglio comunale di Lecco

Nella rosa dei candidati inseriti anche Mauro Piazza e Minuzzo insieme ai nomi ufficiali di Carlo Piazza e Filippo Boscagli

LECCO – “Un’iniziativa unilaterale, assunta senza alcun confronto né condivisione con le rispettive segreterie della coalizione”. Così Daniele Butti, segretario provinciale della Lega e Roberto Gagliardi, coordinatore provinciale di Forza Italia in merito al presunto sondaggio sui possibili candidati sindaco del centrodestra a Lecco che, a pochi mesi dal voto (ancora non calendarizzato, ma da fissare nel primo semestre dell’anno), appare sempre più spaccato, con iniziative unilaterali che, anziché compattare la squadra, sembrano dividerla, aprendo il campo a dietrologie e congetture.

In una nota diffusa nelle scorse ore, Butti (Lega) e Gagliardi (Forza Italia) parlano di “un’iniziativa che appare tardiva, priva di utilità politica e che non contribuisce in alcun modo a rafforzare il percorso comune. Al contrario, non semplifica il quadro ma rischia di avvelenare il clima, generando confusione e divisioni inutili”.

Nel mirino, la rosa di persone indicate per il sondaggio, ovvero Carlo Piazza, candidato sostenuto dalla Lega con il sostegno di Forza Italia, Filippo Boscagli, candidato di Fratelli d’Italia, Emilio Minuzzo e Mauro Piazza.

Una presenza, quella del sottosegretario regionale nei papabili alla poltrona bluceleste, che viene definita da Piazza e Butti “fuorviante: tale riferimento non rappresenta un’opzione in campo. Il sostegno a Carlo Piazza è noto da tempo, chiaro e saldo, e non è mai stato messo in discussione”.

Ma anche l’indicazione nella rosa di Minuzzo viene vista come un salto in avanti incauto: “Se questa iniziativa dovesse preludere a un cambio di candidato da parte di Fratelli d’Italia, la riteniamo improvvida, soprattutto alla luce dell’impegno profuso da Filippo Boscagli, il cui nome non è mai stato espresso da noi, ma il cui lavoro resta apprezzato”.

Da qui la conclusione, netta e tranchant, per un sondaggio che anziché chiudere la partita con un nome “vincitore”, sembra aprire faide e recriminazioni interne: “Per noi è un’operazione totalmente irrilevante sotto il profilo politico e incapace di incidere sul percorso del centrodestra, che deve invece puntare su chiarezza, coesione e rispetto degli impegni assunti”.