Cambia Merate attacca sul CdA di Retesalute: “Hanno prevalso logiche amicali e di spartizione”

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Questa sera, venerdì, in sala civica si vota il rinnovo del consiglio di amministrazione di Retesalute

Il gruppo di minoranza Cambia Merate critica il candidato scelto dal comune di Merate e lamenta di non essere stato coinvolto nella scelta

MERATE – “Purtroppo logiche amicali e di spartizione rischiano di sacrificare l’efficienza dei percorsi di continuità assistenziale”. E’ duro il commento messo nero su bianco dal gruppo consiliare di minoranza Cambia Merate in merito al rinnovo del Consiglio di amministrazione di Retesalute in programma questa sera, venerdì, alle 20.30 nella sala civica di viale Lombardia. Entro il termine ultimo di lunedì scorso è stata presentata un’unica lista sottoscritta da dieci sindaci dei Comuni facente parte dell’azienda speciale consortile attiva nel settore del sociale e della cura della persona. Per il Consiglio di amministrazione sono stati presentati i nomi di Alessandra Colombo, Valerio Colleoni, Patrizia Monti, Enrico Bianchini e Marco Stocola.

Nel mirino il candidato scelto dal sindaco di Merate

Un nome, quest’ultimo, indicato espressamente dal sindaco di Merate Massimo Panzeri che ha voluto inserire nella squadra del Cda il manager meratese. Una scelta che il gruppo di minoranza, pur non facendo espressamente il nome, contesta ritenendo Stocola lontano dal mondo del sociale.

Alessandro Pozzi, Roberto Perego, Aldo Castelli, Patrizia Riva e Gino Del Boca

“Pur non volendo sindacare le singole competenze dei soggetti chiamati a far parte del prossimo Consiglio di Amministrazione, non possiamo non evidenziare come l’indicazione estemporanea da parte del Comune di Merate di un candidato di cui si ignora l’esperienza nel settore dei servizi sociali, mal si concilia con la dichiarata volontà di rilanciare l’operato dell’azienda speciale. La quale avrebbe meritato ben maggiori esperienze e competenze che questo territorio è certamente capace di esprimere”.

Nessuno ci ha coinvolto

L’attacco sferrato dai consiglieri di minoranza è duro: “Purtroppo logiche amicali e di spartizione rischiano di sacrificare l’efficienza dei percorsi di continuità assistenziale. Sarebbe stato di gran lunga preferibile, pur comprendendo le ragioni di appartenenza, far prevalere i criteri di merito e competenza. Non possiamo non evidenziare che invece ci si è accontentati di premiare altri parametri, nonostante si discuta delle fasce più deboli della popolazione”. Il gruppo rappresentato in consiglio comunale da Aldo Castelli, Patrizia Riva, Alessandro Pozzi, Gino Del Boca e Roberto Perego contesta anche il fatto di essere stati esclusi dalle consultazioni: “Il Sindaco e la Giunta hanno operato senza alcun coinvolgimento della minoranza consiliare, tenuta completamente all’oscuro di ogni decisione. Pur non volendo mettere in alcun modo in discussione la titolarità delle scelte in capo alla maggioranza, è evidente che in relazione a determinati temi – specie in questo, che attiene ai servizi sociali e alla qualità delle prestazioni erogate nonché al futuro dell’azienda speciale da 12 milioni di euro e 90 dipendenti – rivendichiamo un ruolo partecipativo, fosse anche solo consultivo. L’assenza di qualunque confronto sul punto la dice invece lunga sull’atteggiamento complessivo assunto da questa Amministrazione fin dagli esordi”.