Ballabio e caso Barech, nove residenti “diffidano” il Comune

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Il municipio di Ballabio

La lettera era stata inviata a giugno ma la questione è emersa solo negli ultimi giorni

L’avvocato Goretti: “Un capannone nell’area verde avrebbe conseguenze per i residenti. Se sarà modificato il Pgt agiremo in giudizio”

 

BALLABIO – E’ ancora il caso del ‘Barech’ ad agitare la discussione a Ballabio: nove residenti con casa nelle adiacenze dell’ormai noto pratone dove l’azienda Combi vorrebbe realizzare il proprio ampliamento, hanno inviato una diffida al Comune di Ballabio perché non metta mano al piano urbanistico.

Una lettera emersa solo negli ultimi giorni, in occasione di un’assemblea convocata dal centrosinistra, inviata in realtà a giugno in occasione di uno degli ultimi consiglio comunali dell’ex amministrazione del sindaco Giovanni Bussola, dimessa a novembre dopo la crisi di maggioranza innescata proprio dalla vicenda.

A presentarla, a nome degli interessati, è stato l’avvocato Fabrizio Goretti: “Si tratta di una diffida rivolta al Consiglio Comunale – spiega il legale – dunque ai singoli consiglieri a cui però ci risulta che non sarebbe stata trasmessa in occasione del suo invio” e così per settimane questa lettera non sarebbe emersa, almeno nella pubblica discussione.

“Il documento – aggiunge l’avvocato Goretti – invita l’amministrazione comunale a non deliberare modifiche al PGT a vantaggio della realizzazione del capannone , altrimenti valuteremo di ricorrere in giudizio contro un provvedimento che avrà senza alcun dubbio delle conseguenze a dir poco drammatiche per i miei assistiti, i quali si troverebbero a dover convivere, a poca distanza da casa loro, con un capannone dalle imponenti dimensioni”.

I residenti in questione “avevano acquistato le proprie abitazioni vicino al terreno del Barech proprio perché facente parte di una delle ultime zone verdi presenti nel territorio ballabiese – spiega il legale nella diffida – la destinazione ‘a verde’ del terreno in oggetto è peraltro cristallizzata nel PGT attualmente in vigore. Inoltre, nell’individuazione degli obiettivi dell’ambito, si fa espresso riferimento a ‘utilizzo degli spazi per opere di interesse collettivo che conservino la naturalità degli ambiti prativi e si rendano funzionali alle attività outdoor’. E’ evidente che, tra le conseguenze pregiudizievoli patite dai miei patrocinati, vi sarà una notevole svalutazione economica delle proprie unità abitative causata anche da intollerabili immissioni rumorose derivanti dall’utilizzo dei macchinari da parte della ditta, dall’inquinamento conseguente alle lavorazioni e dal passaggio di autotreni sulla strada SP 63”.

L’attuale piano, aggiunge Goretti, “prevede caratteristiche ed obiettivi del tutto incompatibili con la realizzazione di un capannone per un’attività industriale; ci si chiede a tal proposito – conclude – quale sia l’interesse collettivo perseguito dal Comune di Ballabio e come si possa conservare la naturalità degli ambiti prativi a fronte di un intervento di tale portata”.