Calolzio. Anche l’Istituto Rota chiede la Pace per Gaza

Tempo di lettura: 2 minuti

Approvato dal Collegio Docenti il Documento

Gli studenti e i docenti hanno realizzato dei calendari dell’avvento per sostenere il progetto ‘Gaza chiama Lecco risponde’

CALOLZIO – L’Istituto Rota di Calolziocorte si è unito alle numerose scuole del Lecchese (e italiane) che si sono pronunciate a favore della pace e si sono schierate contro le atrocità commesse a Gaza in questi anni. Durante il Collegio Docenti del 26 novembre è stato approvato, a maggioranza, un Documento nel quale viene messo in risalto il ruolo della Scuola nell’educare al Rispetto, alla Pace, alla Tolleranza, alla Non Violenza, alla Giustizia, alla Libertà.

“E’ impossibile rimanere indifferenti di fronte a quanto sia successo e stia succedendo a Gaza. Noi docenti abbiamo il dovere di parlarne con i nostri studenti, di aiutarli a sviluppare uno spirito critico rispetto a quanto accade nel mondo, valorizzando il rispetto dei Diritti Umani, cercando di aiutarli a costruire un mondo migliore nonché a sconfiggere quell’indifferenza, che purtroppo caratterizza parte della nostra società.”

Con questo Documento il Collegio dei Docenti vuole da un lato condannare quello che anche l’ONU ha definito un genocidio, da un altro si impegna a sostenere progetti volti all’ascolto, alla mediazione e al dialogo, a collaborare e sostenere associazioni che promuovono la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e che portano aiuti umanitari concreti nei territori colpiti e distrutti dagli attacchi israeliani e infine ad ascoltare le richieste degli studenti relative all’approfondimento e al dibattito dell’attualità.

In questo periodo natalizio la prima azione organizzata dall’Istituto è stata l’elaborazione, da parte degli studenti e con la collaborazione del Comitato Genitori, di calendari dell’avvento. Il ricavato della vendita verrà destinato alla tenda scuola di Nuseirat per sostenere la possibilità di bambini e bambine di ricevere l’istruzione in un contesto tremendamente segnato da morte, sofferenza e ingiustizia. Il progetto è stato possibile grazie all’impegno di un ingegnere gazawi, Mohamed Nassar, che ha creato una tenda scuola che ha accolto fino ad ora circa 200 bambine e bambini (qui il link alla raccolta fondi https://www.gofundme.com/f/gaza-chiama-lecco-risponde)

“Dopo le riflessioni in classe un’azione concreta indica la possibilità di fare qualcosa di positivo: mettere a disposizione il proprio impegno e la propria creatività ci fa sentire meno impotenti e ci dimostra che tutti, nel nostro piccolo, possiamo dare un contributo alla costruzione del mondo migliore di cui tanto parliamo e tanto sognato dai nostri adolescenti” spiegano i docenti.