Il noto fotografo lecchese, nei giorni scorsi, ha avuto un ictus ischemico
“Al Manzoni sono stato in reparti incredibili: personale estremamente professionale e tanta umanità”
LECCO – “Scrivo per porgere un sentito ringraziamento al nostro ospedale Manzoni, al suo personale medico e infermieristico, che mi è stato di grande aiuto, grazie alla grande professionalità e umanità, nel superare un momento buio della mia vita”.
Le parole sono del fotografo lecchese Mauro Lanfranchi che ha voluto pubblicamente manifestare un attestato di stima nei confronti di tutto il personale dell’ospedale Manzoni di Lecco. Questa volta, l’amico fotografo, non ci ha scritto per condividere uno dei suoi magnifici scatti, ma con quella stessa passione, unita a tanta riconoscenza, ha condiviso una storia di umanità vissuta in prima persona.
“Martedì 20 gennaio, mentre mi trovavo indaffarato ad armeggiare col computer, all’improvviso mi accorgo che sta succedendo qualcosa di strano. Non riesco più ad eseguire le più elementari operazioni e sono in totale confusione mentale – racconta -. Dopo un attimo di smarrimento, riprovo con il telecomando della TV ma la situazione si ripete. Contatto subito il 112 che, dopo le domande di rito, intuita la gravità della situazione, mi invia un’ambulanza. In pochi minuti mi ritrovo nell’affollato pronto soccorso del ospedale Manzoni di Lecco”.

Gli viene così assegnato un codice giallo e inizia una lunga attesa: “Purtroppo, in questo presidio, c’è sempre qualcuno che sta peggio di te, quindi, occorre un po’ di pazienza e comprensione. Quando vengo preso in carico, però, per oltre un’ora si occupano di me con grande impegno e professionalità. Mi spostano poi in terapia semi-intensiva dove mi coprono di cavetti ed elettrodi. Mi rendo subito conto che è un reparto incredibile, il personale medico ed infermieristico è super indaffarato nel gestire al meglio ogni situazione emergenziale. Nei due giorni di permanenza vengo di continuo monitorato e ho modo di apprezzare l’estrema professionalità del personale medico ed infermieristico. Dopo due TAC e una risonanza magnetica, il neurologo mi conferma la diagnosi: ictus ischemico“.
Per fortuna, sembra che il grave problema non abbia procurato seri danni ma solo, si fa per dire, una parziale riduzione del campo visivo: “Vengo poi spostato nel reparto comune di neuroscienze, un reparto dove si tocca con mano la sofferenza umana, alleviata però dalla straordinaria empatia di tutto il personale. Ora, mi aspetta un lungo periodo di riposo, durante il quale dovrò seguire appropriate terapie. Dovrò, almeno per qualche mese, rinunciare alle mie amate montagne e alla mia mitica vespa ma vi assicuro che è andata ancora bene. Un grazie di cuore all’ospedale Manzoni e un saluto a tutti i suoi dipendenti”.
Fortunatamente oggi possiamo ascoltare una storia a lieto fine, che solo la sensibilità di un artista come Mauro Lanfranchi poteva restituire in tutta la sua umanità. Da parte di tutta la nostra redazione, ma crediamo sia un sentimento comune di tantissime persone, facciamo all’amico Mauro i migliori auguri di pronta guarigione!

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