Nuovi laboratori di meccatronica e attività di formazione grazie al bando Progetti Emblematici 2025
Investiti quasi 4 milioni di euro per l’istituto Viganò: nel progetto coinvolti Provincia, Confindustria, Camera di Commercio, Fondazione Badoni, Credit Agricole e Acinqu
MERATE – I nuovi laboratori per gli studenti del corso di meccanica e meccatronica. E un percorso di formazione che punta a creare un legame continuo e costante con le imprese del territorio. È con questo progetto, eloquentemente denominato “Dalla società alla scuola, dalla scuola alla società: istituzioni, scuole e imprese insieme per generare valore condiviso” che la Provincia di Lecco ha vinto il bando “Progetti emblematici 2025” di Fondazione Cariplo ottenendo un importante contributo pari a un milione e 800mila euro (400mila euro da Fondazione Cariplo e un milione e 400mila euro da Regione Lombardia). Coinvolti nella partita l’istituto tecnico superiore Francesco Viganò come partner, Confindustria Lecco e Sondrio, Camera di Commercio Como Lecco, Fondazione Badoni, Credit Agricole e Acinque come sostenitori.

Il progetto, della durata di 28 mesi, avrà inizio ad aprile e si sviluppa in due azioni, complementari l’una all’altra, come ha spiegato la progettista Angela D’Arrigo: “Abbiamo voluto cogliere l’occasione della costruzione dell’edificio che ospiterà i nuovi laboratori di meccatronica per riflettere sulla formazione globale dello studente rispetto al tema della consapevolezza nell’inserimento nel mondo del lavoro, sviluppando una proposta formativa ampia e diversificata con incontri, masterclass, eventi, attività di apprendimento informale tra cui anche un cineforum, per formare adulti consapevoli”.

Non solo quindi dei laboratori intesi come contenitori, ma anche e soprattutto la volontà di generare valore condiviso in un processo virtuoso che vede scuola e imprese aprirsi a vicenda l’una nei confronti dell’altra.
Una finalità perseguita anche a livello architettonico, come spiegato dall’architetto Giovanni Annoni che ha voluto optare per un edificio che, pur ospitando un’attività didattica, intende differenziarsi rispetto all’ambiente circostante rappresentando una fase diversa rispetto alla scuola in senso stretto. “E’ una struttura pensata più come a un teatro perché risponde a una funzionalità diversa”.

“Costruiamo laboratori, ma devono essere riempiti” gli ha fatto eco la presidente della Provincia di Lecco Alessandra Hofmann, parlando di un percorso non semplice, quello che ha portato alla stesura e poi alla vittoria del bando, nato dalla sollecitazione di alcuni portatori di interesse grazie alla cui spinta è stato attivato, due anni fa, l’indirizzo di meccanica e meccatronica all’Its di via dei Lodovichi.

“L’intuizione è stata giusta visto che già al primo anno sono partite due classi: siamo riusciti a individuare un bisogno concreto e reale del territorio. Questi laboratori vogliono essere un’ulteriore risposta per coltivare il talento dei nostri ragazzi e non lasciarli scappare all’estero”.

Marco Campanari, presidente di Confindustria Lecco Sondrio, ha posto l’accento invece sull’aggettivo “emblematico”, sottolineando come questo progetto riassuma tutte le accezioni di questo termine: “Ognuno in questa partita ha giocato e sta giocando la sua parte – ha rimarcato evidenziando l’investimento dell’associazione di categoria degli imprenditori pari a mezzo milione di euro -. Possiamo parlare di un modello di ecosistema che mette insieme le imprese, la scuola e la comunità nel senso più ampio del termine”.

Un modello di cui Campanari si è detto orgoglioso: “Era da tempo che il sistema Confindustria non faceva una scuola. Ma a un certo punto abbiamo deciso che era finito il tempo di lamentarsi del mismatch tra scuola e mondo del lavoro e abbiamo investito processi virtuosi che vanno dall’alternanza scuola – lavoro alla costruzione, nel medio periodo, di un percorso di filiera”. Il numero uno degli industriali ha poi evidenziato come lo sbocco naturale di questo percorso sarebbe quello del modello 4 + 2, approfittando dell’occasione per lanciare un invito alle scuole a lanciarsi in una strada che, seppur con delle incognite, appare al mondo delle imprese com una “sperimentazione doverosa”.

Ad apportare il proprio sostegno convinto anche Ezio Vergani, presidente della Camera di Commercio Lecco Como: “Ho visto con interesse e favore l’unità di intenti dei partecipanti”.

Mauro Piazza, sottosegretario in Regione, ha parlato di un progetto di altissima qualità, costruito grazie alla capacità della Provincia di “intercettare la conoscenza del territorio e le sue esigenze” e in particolare quelle del distreto metalmeccanico della Brianza Meratese bisognoso di potenziare la propria filiera e la formazione tecnica. “Mi viene da dire che c’era bisogno di qualche convegno in meno e qualche scuola in più. Una necessità ben intercettata da questo emblematico” ha concluso sottolineando la bontà di un cammino che vede a braccetto pubblico e privato.

Adamo Castelnuovo, direttore dell’Ufficio scolastico territoriale di Lecco, si è rivolto agli studenti presenti sottolineando un “investimento milionario che non è in mura, ma nella generazione di un valore condiviso che siete proprio voi, ragazzi”.

Infine Carmen Saffioti, preside del Viganò, ha mostrato l’orgoglio e la soddisfazione di essere come scuola non solo partner, ma anche beneficiaria diretta di questo progetto emblematico: “In quattro anni al Viganò sono partiti due nuovi indirizzi e credo che questo ulteriore investimento nella scuola farà da volano per le iscrizioni future. Grazie ai nuovi laboratori potremo sviluppare ancora di più competenze trasversali”.
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