Pendolaria. Oltre 64 mila viaggiatori ogni giorno sui treni lecchesi

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Il rapporto annuale di Legambiente sul trasporto ferroviario

I dati sul numero di viaggiatori e l’analisi del servizio offerto

LECCO – In Lombardia i passeggeri che utilizzano la rete ferroviaria si attestano su 750.000, con punte di 800 mila nei giorni feriali, e sono ben 15 le linee lombarde tra le 30 più frequentate in Italia per numero di passeggeri giornalieri.

Tra queste c’è la Milano-Carnate-Lecco con 28 mila passeggeri al giorno, numeri lievemente inferiori per la Milano-Lecco-Sondrio-Tirano con 21 mila viaggiatori quotidiani. Sono invece 15 mila i pendolari che usufruiscono della Milano-Lecco via Molteno.

“Dati che fanno pensare a una Lombardia proiettata verso una mobilità più sostenibile, ma che in realtà nascondono disservizi e i disagi quotidiani per i pendolari”. E’ il commento di Legambiente che mercoledì ha diffuso l’ultimo rapporto Pendolaria, l’analisi annuale sul servizio di trasporto ferroviario redatto dall’associazione.

Servizi tagliati e disagi, la denuncia di Legambiente

Legambiente segnala le riduzioni del servizio regionale, messe in atto con l’entrata in vigore del nuovo orario invernale, dove si contano, spiega l’associazione, oltre 150 treni soppressi e/o sostituiti con bus. 

Tra le modifiche più significative al servizio si annoverano le linee Brescia-Cremona, Brescia-Casalmaggiore-Parma, Milano-Lecco-Sondrio, Milano-Cremona-Mantova, Pavia-Stradella, Pavia-Alessandria, Pavia-Vercelli, Pavia-Codogno, Iseo-Rovato e Seregno-Carnate, che cessano di essere operative e vengono sostituite da bus.

“Già l’anno scorso avevamo sottolineato quanto la situazione fosse arrivata al limite per la congestione delle linee, in un sistema ferroviario troppo stressato. Ad oggi però non sembra che gli interventi correttivi  si stiano dimostrando efficaci – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia –. I comitati pendolari, che ringraziamo per il costante e tenace monitoraggio delle proprie linee, lamentano disservizi e treni soppressi nelle fasce orarie più affollate della mattina dalle 6 alle 8 e della sera dalle 18 alle 20, troppo spesso senza avvisi o servizi sostitutivi, situazioni che si ripetono frequentemente rendendo il viaggio verso il luogo di lavoro e il ritorno a casa una vera Odissea, in particolare sulle linee secondarie”.

I nuovi treni

Al contempo, in Lombardia si è registrato un incremento del 30% sulle tariffe. Ben più alta è la percentuale di treni con oltre 15 anni di servizio, il 46% delle vetture circolanti che in totale sono 432.

Regione e Trenord, tra il 2001 e il 2018, hanno però acquisito 196 treni, di cui 191 sono già in servizio, mentre 5 arriveranno nel 2020. Il valore totale della flotta nuova supera gli 1,6 miliardi di euro.

A tutto questo si aggiungeranno i nuovi 161 treni finanziati da Regione con il nuovo programma straordinario del 2017 (in totale 1,6 miliardi di euro, di cui circa il 10% statali ed il resto regionali) che entreranno in servizio tra il 2020 e il 2025.

Promossa la Milano Lecco via Molteno

Legambiente giudica un successo quello ottenuto con la linea Milano-Monza – Molteno-Lecco, che doveva essere chiusa addirittura in tre diverse occasioni tra il 1959 ed il 1969, “rimase attiva solo grazie alle  ontinue proteste degli utenti ma con gravi limitazioni” ricordano dall’associazione.

“Come nel 1978 quando venne imposto un limite di 30 km/h a causa del pessimo stato della linea. Dalla fine degli anni ’80 – prosegue Legambiente – grazie all’inserimento di alcune corse con fermata a Sesto San Giovanni e la conseguente interconnessione con la Linea 1 della metropolitana milanese, e poi a fine anni ’90 con la realizzazione dell’Università Milano-Bicocca e l’inserimento della fermata Milano Greco Pirelli, la ferrovia ha visto una crescita costante di utenti”.

Anche grazie al materiale rotabile, costituito da GTW 4/12 Stadler di ultima generazione, questa linea è parte integrante del sistema di suburbane milanesi e vede l’utilizzo da parte di oltre 15mila viaggiatori al giorno.