Merate, la serata con Agnoletto sulla sanità si trasforma in un faccia a faccia con il dg Trivelli

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Vittoro Agnoletto, Mattia Salvioni e Marco Trivelli

Ieri sera l’incontro “Si salva chi può”: presente (a sorpresa) anche il dg di Asst Lecco Marco Trivelli

Gremita la sala civica a conferma dell’interesse al tema del diritto alla salute

MERATE – “Sono disposto a tornare qui e prendermi i pomodori in faccia, ma vorrei un confronto serio sui dati così leggereste le cose come le vedo io”. Sono le parole con cui il direttore generale di Asst Lecco Marco Trivelli è intervenuto ieri sera, giovedì, incalzato dalle domande del pubblico, durante l’incontro “Si salva chi può”, con ospite d’onore Vittorio Agnoletto, medico e attivista del Movimento di Medicina Democratica.

Promossa dal Comitato assistenza domiciliare pubblica, del Comtato a difesa dell’ospedale e dello Sportello Salute del Meratese, la serata si è aperta con i saluti di Lelia Della Torre, Giuditta Pacchiarini e Milva Caglio, che hanno illustrato brevemente le attività a tutela del diritto della salute promosse dagli organismi da loro rappresentanti.

Giuditta Pacchiarini, Milva Caglio, Vittorio Agnoletto e Lelia Della Torre

Il diritto alla salute

E’ stato poi Agnoletto a entrare nel vivo del tema, ponendo l’accento sulla necessità di difendere quanto previsto dalla Costituzione. “Qui nessuno chiede regali, ma il rispetto di un diritto previsto dalla carta costituzionale”. Quanto all’apporto, sempre crescente, del privato nel settore sanitario, con delibere, come quella del 15 settembre 2025 che prevede di mettere a disposizione strutture pubbliche per assicurazioni, mutui e fondi saltando le liste d’attesa, Agnoletto ha sottolineato con disincanto: “Nessuno può pensare che si va avanti oggi senza privati: quello che deve essere chiaro è chi comanda, ma oggi avviene esattamente il contrario”.

Vittorio Agnoletto

I problemi evidenziati, con molti esempi snocciolati tra cui il caso dell’ospedale pubblico che ha prestato operatori pubblici al privato, sono, tra gli altri, il mancato investimento sul personale, l’assenza di incentivi che trattengano medici  e infermieri nel servizio sanitario nazionale e lo smantellamento della medicina territoriale con la conseguenza che il diritto alla cura diventa, sempre più spesso, un miraggio creando il divario tra chi può permettersi di pagare, accedendo alle prestazioni del privato e chi invece, non avendo facoltà economica, rinuncia alla cura.

“Nonostante questa fotografia, non dobbiamo deprimerci, anzi: dobbiamo lottare per mantenere questi diritti per noi e soprattutto per i nostri figli e per questo anticipo che il 28 marzo ci sarà una manifestazione a Milano per chiedere il ritiro della delibera di giunta regionale del 15 settembre, investimenti per la medicina preventiva e sui servizi territoriali. Basta chiudere ospedali pubblici e attivare nuove convenzioni con strutture private: ce ne sono già abbastanza”.

Un tema, quello della riduzione dei servizi ospedalieri, ben documentato dal Comitato a difesa dell’ospedale di Merate, presidio che ha visto ridurre, negli anni, le attività erogate con la chiusura di reparti (su tutti il punto nascite) su cui si sono registrati diversi interventi del pubblico, lesto a chiamare in causa anche il direttore generale di Asst Lecco Marco Trivelli.

Mattia Salvioni e Marco Trivelli

Seduto in prima fila al fianco del sindaco Mattia Salvioni, il numero uno dell’azienda sociosanitaria territoriale lecchese, non si è sottratto al confronto ed è salito sul ring. Prendendo parola, ha riconosciuto l’utilità dell’incontro: “Servono queste serate così come servono le manifestazioni. Serve pensare che la salute è una cosa nostra e per questo ragiono in un’ottica di cura. Per questo mi piacerebbe un confronto sui dati. In Asst Lecco, su 600 medici in servizio, l’importo raggiunto con l’intramoenia è di 4mila euro. Il che vuol dire che sono poche ore prestate dai nostri dipendenti per il privato”.

Non solo. “Regione ha erogato negli ultimi anni un miliardo e mezzo alla sanità privata, pari a meno del 10% dell’ammontare complessivo destinato al settore. E lo so bene perché ho fatto il ragioniere e le cifre me le ricordo”.

Una contestazione dei 6,4 miliardi indicati da Agnoletto che ha provocato la reazione ironica di quest’ultimo: “Essere qui è un atto di dignità, ma le barzelletta sono altre”.
Ne è nato uno scontro verbale tra i due che, pur non trascendendo mai i toni della cordialità, non si è mai spento, anzi: mentre la sala iniziava pian piano a surriscaldarsi, i due fronti, Trivelli e Agnoletto, restavano graniticamente sulla propria posizione, disallineati. Tra il brusio del pubblico e il tentativo di Trivelli, restato tale, di spiegare il concetto di limite nella sanità, la discussione si è poi portata sul Mandic con il dg che ha liquidato il caso con una battuta: “È dal 2005 che lavoro in questo settore ed è da allora che sento parlare della sua chiusura, ma il bambino è ancora vivo. Anzi, venite sabato 17 gennaio all’evento in programma dalle 9 alle 12 in auditorium per parlare dei 175 anni dell’ospedale di Merate”.

Un invito su cui si è di fatto chiusa la serata, ormai polarizzata in un confronto con Trivelli che, dal canto suo, non si è sottratto alle richieste di molti cittadini restando a Merate fino a mezzanotte inoltrata.