Cerimonia questa mattina, domenica, alla Montagnetta con autorità e cittadini
Autorità civili e militari alla cerimonia in memoria dei sei partigiani uccisi dalle Brigate Nere
VARENNA – Il Comune di Varenna ha ricordato l’81° anniversario dell’eccidio di Fiumelatte, in cui sei partigiani della 55ª Brigata Garibaldi “Fratelli Rosselli” furono fucilati dalle Brigate Nere l’8 gennaio 1945. La commemorazione si è svolta questa mattina, domenica 11 gennaio, alla Montagnetta di Fiumelatte, su iniziativa del Comune di Varenna e dell’ANPI Lecco, alla presenza di numerosi cittadini.
La commemorazione si è aperta con l’Inno di Mameli, seguita dalla posa delle corone di alloro, dalla lettura dei nomi dei sei caduti (Carlo Bonacina, Ambrogio Inverni, Giuseppe Maggi, Virginio Panzeri, Domenico Pasut e Carlo Rusconi) e dal suono del Silenzio.

Alla cerimonia hanno partecipato il viceprefetto Vanessa Clemente, il commissario capo Rosario Torrisi in rappresentanza del questore di Lecco, i sindaci Riccardo Fasoli, Fabio Festorazzi e Antonio Rusconi, il consigliere comunale di Lecco Alberto Anghileri, il maresciallo Gennaro Cassano, comandante della Stazione dei Carabinieri di Bellano, oltre al gruppo Alpini di Varenna.
Nel suo intervento, il sindaco di Varenna Mauro Manzoni ha sottolineato come “quest’anno la commemorazione assume un significato ancora più profondo, perché nel 2026 l’Italia celebra gli ottanta anni della nascita della Repubblica”.
Richiamando le parole del Presidente della Repubblica, Manzoni ha ricordato che “la Repubblica è uno spartiacque nella nostra storia. Non uno Stato che sovrasta i cittadini ma uno Stato che riconosce i diritti inviolabili, la libertà delle persone. Questi sei ragazzi hanno compiuto una scelta” ha aggiunto “Avevano tra i venti e i trent’anni, con intere vite davanti a loro. Invece scelsero di mettere a rischio la vita stessa per un ideale più grande”.
Il sindaco ha quindi richiamato l’attualità del messaggio della Resistenza: “Ogni nostro gesto, ogni nostra scelta quotidiana contribuisce a costruire o a disgregare il tessuto sociale. Non possiamo delegare ad altri la responsabilità di curare il bene comune”.
È intervenuta anche il viceprefetto Vanessa Clemente, che ha ribadito l’importanza di mantenere viva la memoria di questi eventi tragici. A nome dell’ANPI provinciale di Lecco, Roberto Citterio ha ripercorso i fatti storici dell’eccidio, ricordando i due compiti fondamentali dell’associazione: trasmettere la memoria della Resistenza e dare piena attuazione alla Costituzione repubblicana.
Citando Aldo Moro, Citterio ha affermato: “Sappiamo bene che la radice del totalitarismo fascista affonda nel corpo sociale della nazione”, sottolineando l’attualità di quelle parole nel contesto odierno.
La cerimonia si è conclusa con le note di “Bella ciao”, intonate dai presenti. Il sindaco Manzoni ha chiuso con un impegno solenne: “Noi vi promettiamo di non dimenticare. Vi promettiamo di custodire gelosamente quella libertà per cui avete dato la vita”.
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